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:: Realmonte » La storia

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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?


(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)






Realmonte dista circa 15 km dal capoluogo agrigentino ed è posto su di una lieve collina che si affaccia sul mare a circa 150 m s.l.m.;
Al territorio appartengono le zone balneari di Baia di Capo Rossello, Punta Grande, Pergole e Giallonardo, con vaste zone piane destinate all'edilizia estiva e bellissime spiagge.
L'arco costiero ha una morfologia molto varia che comprende tratti di spiaggia profonda e tratti caratterizzati da un salto piuttosto rilevante, dai 30 ai 100 m, in corrispondenza della linea di costa.
Il territorio presenta aspetti paesaggistici forti e mutevoli per caratteri orografici e tipo di vegetazione.
La fascia costiera è orograficamente omogenea -presenta, infatti, il tipo di "costa a picco sul mare" per quasi tutta la sua lunghezza-, ma nello stesso tempo è cromaticamente molto varia, in quanto, procedendo da est verso ovest, la colorazione della costa assume toni che vanno dal bianco, al grigio-azzurro, al rossiccio, con il variare del tipo di roccia. Anche la vegetazione gioca un ruolo determinante sulle variazioni cromatiche, specialmente nelle "zone rosse" (Monterosso e Capo Rossello), dove al rossiccio calcarenitico vediamo contrapposto il verde scuro della macchia mediterranea, fortemente presente in Monterosso e Capo Rossello, la quale fornisce un forte effetto chiaroscurale.
Per quanto riguarda la "zona bianca" (Costa Bianca e Scala dei Turchi), la macchia é presente in maniera molto sporadica; qui l'effetto chiaroscurale questa volta è dato dalle zone d'ombra sulla parete rocciosa, causate dai corrugamenti dei "calanchi" da cui è caratterizzato questo tratto di costa, specie nelle ore precedenti il tramonto.
Un elemento di notevole interesse paesaggistico è rappresentato dalla Scala dei Turchi, costituita da uno sperone di marna bianca prominente sul mare, cui le falde degradanti a strato conferiscono un aspetto molto suggestivo dai forti contrasti cromatici, se si pensa all'azzurro del mare e del cielo contrapposto al bianco accecante della roccia.
Grazioso centro agricolo a pochi metri dalla costa, Realmonte si distingue per la ricca produzione di uva, cereali, mandorle e ulivi. Fiorente è l'allevamento di ovini.

STORIA
Il nome Realmonte deriva dal latino Mons Regalis che significa "Montagna del re".
Il primo borgo venne fondato nel XVII secolo dai signori Alimena duchi di Castrofilippo che acquistarono nel 1650, dal barone di Siculiana, don Giovanni Platamone, il feudo di Mendola e precisamente fu il principe di Castrofilippo Domenico Monreale, che ottenne la licenza fabbricandi nel 1681 (a questa nobile famiglia il feudo rimarrà sino al 1812, anno dell'abolizione della feudalità).
Presto arrivarono coloni dai feudi vicini e la piccola comunità cittadina eresse la sua prima chiesa nella pianura di Carricacina, dedicandola a Sant'Antonio. Negli stessi anni vennero edificati il Castello e la Corte del Signore del luogo.
Ad un secolo dalla sua fondazione, Realmonte contava già oltre 1500 abitanti. Il paese si sviluppò soprattutto verso settentrione. Il luogo era fertile e pianeggiante e la popolazione viveva soprattutto di agricoltura.
Nella seconda metà del secolo scorso venne inaugurata la Chiesa Madre, sorta in onore di San Domenico, che è oggi il patrono di Realmonte. Negli ultimi anni, presso la città, è stata aperta una miniera che produce, oltre salgemma, anche sali polassici e carinite. Ma è fiorita soprattutto una intensa attività commerciale, legata al turismo, assai intenso durante l'estate, poichè il litorale è tra i più belli e suggestivi della Sicilia occidentale. Nell'ultimo decennio, nella vicina Capo Russello sono stati organizzati, da diversi comitati scientifici, scavi archeologici che hanno conosciuto notevole successo. Molti i ritrovamenti di reperti (soprattutto arnesi da lavoro e di caccia) preistorici. È stata, infine, portata alla luce, da un'èquipe di archeologi giapponesi, una parte della Villa Romana che sorge in località "Punta Grande".

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