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:: Camastra » La storia

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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?


(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)






Il nome Camastra deriva dal greco bizantino Kremastra che significa "catena" e si riferiva alla catena di ferro che serviva a sostenere il paiolo (grossa pentola di rame) sul fuoco del camino. Rilevanti sono su tutto il territorio le diverse aree archeologiche fra le quali spicca quella di Castellazzo di Camastra dove si sono rinvenute numerose costruzioni di età preistorica.
Per risalire alle origini di Camastra dobbiamo ricordare che il territorio su cui sorge venne ceduto dal re Federico II al nobile Galvano Bonfiglio e per altre notizie dobbiamo avanzare nel tempo sino al 1408, quando Matteo Palagonia, figlio di Francesco, che fu uno dei vicari della regina Maria ne venne in possesso per diritto della madre Mafalda Deiosa. A Matteo Palagonia successe, il 15 maggio 1478, Mazziotto.
Quest'ultimo lasciò il feudo nel 1510 al figlio Giovanni, il quale a sua volta lo diede in dote alla figlia Filippa che andò in sposo a Bernardo Lucchesi. E fu proprio un Lucchesi, Giacomo, che nel 1620 fondò Camastra, altrimenti della Ramulia, divenendone cinque anni dopo duca, con diploma del re Filippo.
Camastra in quei tempi non dovette essere altro che una fattoria, dove però ben presto trovarono asilo molti fuoriusciti dei centri vicini. Si trattava soprattutto di accusati o condannati per svariati reali pubblici.
Camastra in tal modo vide un discreto sviluppo in pochi anni e da piccola fattoria si trasformò in centro abitato ed entrò a far parte della Comarca di Naro.
La prima chiesa edificata fu quella del SS. Salvatore. Oltre a questo edificio sacro vi erano una quarantina di case. La popolazione non superava le 60 unita. Ma già il censimento del 1713 vide un sensibile aumento demografico. Si contarono più di 300 abitanti residenti in un centinaio di case. Lo sviluppo è costante anche negli anni seguenti, tanto che un secolo e mezzo fa a Camastra risiedevano già un migliaio di abitanti. Lo sviluppo socio-economico del paese è stato comunque sempre piuttosto modesto e anche questo piccolo centro dell'agrigentino ha conosciuto la triste piaga dell'emigrazione.
Oggi Camastra è un grazioso centro agricolo e spicca per la sua produzione di cereali, mandorle e uva. Nel settore dell'allevamento primeggiano gli ovini. Tipici sono i numerosi oggetti lavorati in ferro artigianalmente.

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