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:: Joppolo Giancaxio » La storia

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..." un microscopico paese, di cui, ahimè, appena sanno la posizione topografica gli abitanti dei paesi finitimi, ma chi ne è, lontano, nemmeno il nome ne conosce, e se sia in Sicilia o in altra recondita contrada del mappamondo...".

Dottor Pietro Imbordino 1904






Joppolo Giancaxio conta, oggi, poco più di 1.500 abitanti, fra cui molti anziani e donne. Collocato fra un'altitudine massima di 450 metri ed una minima di 105, il territorio occupa una superficie di 20 Kmq ed è attraversato dal torrente Akragas.
La principale risorsa della città da sempre è stata l'agricoltura esercitata con mezzi di tipo tradizionale e con culture poco produttive e quindi non in grado di consentire l'evoluzione economica della popolazione.
Vi si producono soprattutto frumento e fave. Negli ultimi decenni ha avuto un discreto sviluppo la coltura dei melloni. Scarse le altre attività.
I costumi e la tradizione sono legati essenzialmente all'attività religiosa.

Come per tanti altri paesi, è difficile trovare una data in cui collocare la fondazione. Non si può negare l'esistenza di nuclei di abitanti in quelle terre già in periodi più lontani; alcuni storiografi infatti fanno risalire tali insediamenti al periodo arabo, basandosi sull'etimologia, forse orientale, dei due feudi nei quali fu eretto il Paese (Giancaxio e Realturco).
Realturco proverrebbe da Rahal (= villaggio, terra, casale) mentre Giancaxio da Jan e càscr (= castello) cioè Castello di Gianni, il nome del possessore musulmano del feudo..
Nel 14O6 assunse l'attuale denominazione Ioppolo deriva dal cognome di Rosalia, figlio di Giovanni Antonio Ioppolo, e moglie di Calogero Gabriele Colonna Romano, Duca di Cesarò, che fece edificare sul territorio di Giancaxio e Realturco 87 case nel 1696, e chiamò il nuovo agglomerato urbano "Ioppolo" in ricordo della consorte. Tale tesi è convalidata dal fatto che esiste in Calabria un altro paese chiamato Joppolo, in ex possedimenti di tale famiglia nobile. Con la costituzione di un nuovo centro i signori acquisivano tanti voti in Parlamento, quanti erano i nuovi territori con vassallaggio infeudati.
Al suo nascere, il nuovo paese " fu popolato da 305 abitanti, secondo il primo censo statistico dei libri regi, fra vassalli e coloni attirati dai paesi vicini, nonché i soliti bravi alla Donrodrighiana, giusta le usanze feudali del Medio Evo, in cui imperavano la forza e il sorpruso?. E per tal modo il Colonna acquistò il titolo di Barone di Joppolo".
L'economia era basata sull'agricoltura, alle dipendenze del Duca, attraverso il sistema del bracciantato, allora molto numeroso.
Le terre venivano concesse a "censo" o in "gabella" ; in tal modo i contadini autonomi spesso divenivano degli schiavi del "Gabelloto" o del "Campiere" quando non riuscivano, a causa dell'annata, a pagare quanto dovuto.
Con la fine della feudalità Joppolo venne costituito in Comune autonomo, ma perse tale autonomia nel 1827 e venne declassato a borgata di Aragona, per diventare nel 1892 borgata di Raffadali, perché più vicino a questo centro e , infine, nel 1926, forse per interessamento dell'ultimo Duca, ritornò ad essere Comune autonomo.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale vigeva ancora l'organizzazione legata alle infrastrutture parassitarie della vecchia economia agricola: Guardie Campestri, Campieri, Soprastanti, Gabelloti e tutta quanta l'organizzazione che vegetava nel feudo, continuò ad impedire, con le consorterie politiche, lo sviluppo di Joppolo e l'emancipazione del contadino col possesso della terra.
Il Movimento Contadino Joppolese, partecipò attivamente alla lotta per l'occupazione delle e, in prima istanza, riuscì ad ottenere dei risultati positivi con lo spezzettamento del latifondo e l'attribuzione di quote di terreno in proprietà.
In seguito però la famiglia Colonna riconquistò i propri possedimenti e li rivendette ai precedenti campieri e gabelloti.
I contadini allora furono costretti ad abbandonare il paese alla ricerca di una fonte di guadagno.
Cominciò il fenomeno della fuga dalle campagne e della emigrazione in massa verso i paesi del nord Europa e d'oltre Oceano, e tale fenomeno oggi si è ulteriormente acuito verso il Nord Italia per lo stato di abbandono a cui sono lasciati i giovani.

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