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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?


(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)






Si trova a 34 chilometri da Palermo, sulla litoranea, percorrendo la strada statale 113 Palermo - Messina. Al centro della Conca d'oro, Trabia confina ad est e sud con Termini Imerese,ad ovest con Altavilla Milicia,a sud ovest con Caccamo e Casteldaccia.
Paese di pescatori,la sua origine risale a tempi antichissimi, paese ricco di profumi di zagara e nespolo,paese dal clima mite in tutti i mesi dell'anno,ricco di storia e bellezze naturali.
L’incantevole località si è sviluppata fra i secoli X e XI attorno ad un nucleo centrale costituito dal castello dei Principi Lanza, fra le colline e il mare, fra verdi secolari uliveti e fertili piantagioni di pesche, nespole ed agrumi. Stabilire le origini della cittadina è difficile, anche se i resti di sepolcri, con antichi oggetti ornamentali , testimoniano un passato lontano. Anticamente chiamato "AT TARB' AH",cioè la quadrata. Il comune è sempre stato, fin da tempi antichi, ricco d'acqua.
Non si hanno notizie della nascita precisa del paese,a causa delle poche notizie e testimonianze piuttosto vaghe; di certo si sa che, sin dai tempi antichi, le terre di "Trabbia" furono abitate e l'esistenza di antichi stanziamenti umani nelle vicinanze dell'attuale paese lo testimoniano, mentre i resti di interi sepolcreti ritrovati, con antichi monili e vasi funerari lo confermano. La testimonianza indiretta - secondo il cultore locale Pasquale Sinesio - come scrive nel suo libro "Trabia e i Lanza" - di un cronista arabo del tempo An Nuwari, nell'anno 747, quasi cento anni prima dell'occupazione della Sicilia, da parte degli Arabi, scriveva che "la Sicilia fu ristorata da ogni parte dei Ru'm (cioè i Romani, quelli che ora chiamiamo bizantini) i quali vi edificarono fortilizi e castelli". Alcuni documenti di Stato dicono che prima dell'occupazione degli Arabi,esistesse un casale.
La certezza dell'esistenza del casale si ha soltanto nell'827, quando gli Arabi prima di assediare Termini, si attestarono sulle spiagge di Trabia ed occuparono il Casale esistente. Tutto ciò trova testimonianza in un documento che l'Emiro Aadelkum el Chbir inviò al comandante militare dell'impresa, Aausman Ben Muhammed.
Quest'ultimo dopo la conquista della città di Hamiera (Termini), inviò 600 uomini a completare la costruzione del casale di Tarbiah. La struttura più antica dell'attuale castello di Trabia conserva ancora la sua forma originaria quadrata (m.50 per lato) e tale forma geometrica in arabo viene detta "Tarbiah" la quadrata appunto. Non è arbitrario dedurre che questo possa essere il nome da cui ha avuto origine quello dell'intera località.
Trabia, quindi, rappresentò un punto indispensabile, nella strategia militare araba per muovere all'attacco di Termini, che distava appena tre miglia. Infatti le truppe arabe trovarono cibo fresco ed acque abbondanti, che sgorgavano vicino al castello. In seguito, i Normanni, nuovi conquistatori, rafforzarono le difese del castello, ponendolo a guardia del territorio circostante, contro i contino atti di pirateria dei Saraceni e fu proprio RE Ruggero che, appena conquistata l'isola, ordinò di rafforzare i vecchi castelli. Anche i successori del Re Ruggero convennero nella politica di rafforzamento delle difese delle coste della Sicilia.
Una nuova importante attestazione dell'esistenza del casale di Trabia viene fornita dal libro di Re Ruggero che fu scritto dal geografo marocchino Abu Abdullah Muhammad ibn Muhammad ibn Idris, meglio conosciuto con il nome di Idrisi, dal titolo "Nuzhat al - mushtaq fi ikhtiraq al afaq kitab cioè il libro di chi si diletta di girare il mondo".
Già nel 1154 erano presenti nel laborioso borgo di Tarbiah numerosi mulini dove veniva prodotta un tipo di pasta lunga e filiforme, di grano duro, chiamata itrya (oggi spaghetti). La pasta veniva esportata in tutto il regno Normanno ed in particolare in Sicilia, Calabria e nei territori musulmani. Tutto questo è importante perchè la storia riferisce che fu Marco Polo a farli conoscere nella sua opera "Il Milione". Il viaggiatore veneziano nacque un secolo dopo l'opera di Idrisi e, pertanto, la testimoninaza del geografo arabo avvalora la tesi secondo cui Trabia fu la prima località storica in cui si produsse qusta particolare pasta secca e filiforme e che non esiste necessaria relazione con l'invenzione cinese. Nel XV secolo il nobile Blasco Lanza aveva sposato Aloisia Di Bartolomeo (nipote del protonotaro del regno Leonardo Di Bartolomeo) che, unica erede, aveva portato in dote tutto ciò che la Casa Di Bartolomeo possedeva, compresa la terra di Trabia. Blasco Lanza con il suo modo di fare, con le sue decisioni, con la sua ferma volontà, - come scrive nel suo libro il cultore Pasquale Sinesio- seppe porre le basi di uno dei più potenti Casati della Sicilia. Il 14 novembre del 1509 l'imperatore Ferdinando elevò a baronia la terra del castello di Trabia, fondaco, mulini acque e trappeto delle cannamelle (canna da zucchero) che in quel periodo venivano coltivate e trasformate nella zona. Dalla concessione della baronia di Trabia iniziò una lunga disputa tra i Lanza e la città di Termini Imerese, che nel passato aveva dato in enfiteusi la terra di Trabia al Di Bartolomeo e che quindi la reclamava come suo territorio. Nel 1635 la famglia Lanza, con Don Ottavio II, ottenne dal re Filippo IV, la licentia populandi . Fece costruire le prime case. Rilanciò e potenziò la tonnara che sotto la sua guida divenne una delle più importanti della Sicilia. Fece costruire nel 1643 la prima chiesa, dedicata a S.Oliva. Nel 1652 Trabia contava 143 abitanti. Il lavoro dei mulini, la copiosità della pesca, ed in particolare quella del tonno, favorirono l'incremento della popolazione ed il borgo si andò sviluppando tanto che Ignazio Lanza nel 1726 fece realizzare la nuova chiesa del SS.Crocifisso. Nel 1802, Pietro Lanza fece costruire la navata centrale dellla chiesa madre di S.Petronilla. I discendenti della famiglia Lanza furono i principali artefici della vita politica, militare e culturale della Sicilia, per ultimo Raimondo Lanza, grande sportivo (fu presidente del Palermo calcio).

ECONOMIA

Le attività produttive principali sono:turismo,pesca e allevamento bovino. I prodotti coltivati e conosciti sono:le nespole di Trabia(prodotto D.O.C.) che maturano tra marzo e giugno, agrumi, uva da vino, ortaggi,olive, dalle quali viene estratto un ottimo olio extra vergine, prodotto con frantoio a pietra. L’albero di nespole arrivò per la prima volta in Europa nel 1784 importate dall’Oriente. Lì erano molto diffuse soprattutto in Cina ed in Giappone.
All’inizio l’albero di nespole fu coltivato come pianta ornamentale per via del loro fogliame sempre verde. L’uso della nespola a scopo agricolo probabilmente inizio nel 1831, ma soltanto col passare del tempo divennero una produzione di alta qualità e di gusto sempre più delicato.
Trabia è conosciuta anche come la patria degli spaghetti. Il geogafo arabo Idrisi nel 1154 nel suo libro che ha scritto per conto di re Ruggero II, descrive questa località “come una pianura di vasti poderi né quali si fabbrica tanta pasta da esportarne in tutte le parti nella Calabria e in altri paesi musulmani e cristiani...”. A seguito di questo documento, si può affermare che la pasta secca lunga chiamata Itryah “Spaghetti” venisse prodotta nel territorio di Trabia nel quale vi era la presenza di numerosi mulini alimentati dalle sorgenti d’acqua. La presenza di uno di essi è testimoniata ancora oggi all’interno della struttura sita in Via Lavatoio: in particolare, esso veniva alimentato dalla sorgente d’acqua proveniente da Piazza Lanza. A Trabia è tuttora presente una zona denominata Piazza Mulini dove si conserva la testimonianza del luogo in cui sorgevano gli antichi opifici. Altri mulini erano stati un tempo costruiti sulla scogliera ad Oriente del Castello.
La produzione di pasta è stata favorita dalla nascita di alcuni pastifici, quello più famoso apparteneva alla famiglia Messineo. Un importante strumento per la lavorazione degli Spaghetti era il cosidetto “Arbitriu”: ottenuto l’impasto questo veniva prelevato in piccole quantità, introdotto nel torchio e pressato con la “trafila”, un disco generalmente di bronzo bucherellato in vario modo a seconda del formato desiderato attraverso cui usciva l’impasto finale. Questi vecchi torchi iniziarono ad essere sostituiti durante la Rivoluzione Industriale con le Presse Idrauliche. Occorrerà aspettare il 1930 per l’introduzione della “Pressa continua” che permetterà di impastare, gramolare e pressare la pasta contro la Trafila senza interrompere il ciclo produttivo. Fu però con l’avvento dell’essicazione artificiale che la produzione della pasta poté trasformarsi da prodotto artigianale a prodotto industriale.
Una tra le varie tipologie di alberi di ulivo che possiamo trovare a Trabia è la specie Biancolilla, mentre la coltivazione predominante è la Ogliarola Messinese detta Nostrana, Calamignara, Passulunara. L’ottimo olio prodotto da questa tipologia di ulivo presenta spiccate e pregiate qualità. Per tale motivo l’olio prodotto nel Comune di Trabia è contrassegnato da una elevata conservabilità e un intenso gusto fruttato, amaro e piccante e ottimi prodotti sono pertanto anche le olive verdi, olive nere e i cosidetti passuluna.
Grazie alle sue spiccate caratteristiche l’olio prodotto nel Comune di Trabia ha un migliore livello di digeribilità e assorbimento intestinale. Per tale motivo rappresenta l’elemento principe della dieta mediterranea. A contribuire all’ottima qualità di questi prodotti è la posizione favorevole del Paese situato tra la montagna ed il mare e un clima mite che lo contraddistingue.
A Trabia si coltivano anche diverse specie di nespole: le più importanti sono la Nespola Rossa di Trabia, il Nespolone di Trabia e la Sanfilippara. La Nespola Rossa di Trabia è un frutto medio-piccolo, tondeggiante e di un colore arancio intenso, dolce a maturazione dalla buccia di medio spessore e dalla polpa consistente. Il Nespolone di Trabia è un frutto grosso, dalla forma allungata e di colore giallo aranciato. La buccia è molto spessa e la polpa consistente. Il Nespolone Sanfilipparo prende il suo nome da una famiglia trabiese che commerciava in tutta la Sicilia e in Italia questo frutto. Le sue caratteristiche sono similari a quelle del Nespolone di Trabia. La campagna nespolica si apre con la Nespola Rossa che ha inizio a fine marzo-aprile e prosegue con il Nespolone di Trabia e la Sanfilippara a giugno. Dalla Nespola di Trabia è possibile ricavare numerosi prodotti gastronomici di pregiata fattura quali il liquore Nespolino, la confettura di Nespole che trova molte applicazioni soprattutto in campo dolciario e le “Nespole Sciroppate”.
In Sicilia il nespolo è pervenuto dal Giappone intorno alla metà del 1800. E’ una pianta perenne con foglie lanceolate di colore verde scuro verde pallido. I fiori piccoli e numerosi sono di colore bianco e sono portati in pannocchie (chiamate scocche). Qui cresceranno i frutti che variano molto in dimensioni e in colore dal giallo pallido all’aranciato.
Il "Pirittuni di Trabia" è il limone cedrato di Trabia la cui origine è ancora oggi sconosciuta. Alcuni autori ritengono che il limone cedrato, sia un ibrido originatosi da incroci spontanei fra il limone (Citrus limon) introdotto in Sicilia dagli Arabi durante il XII secolo e il cedro (Citrus Medica) presente in zona fin dal primo secolo a.C.
Il limone cedrato è tipico di Trabia poiché una varietà diversa dai comuni cedri. Tuttavia il pirittuni di trabia, presenta caratteristiche intermedie alle due specie da cui trae origine, infatti le analogie con i limoni sono: dimensione della pianta; sapore dei frutti (leggermente acidulo).
Le sue analogie con i cedri invece sono: pezzatura dei frutti (leggermente inferiore rispetto ai cedri);buccia bitorsoluta; spessore e sapore dolce dell’albedo (parte bianca interna al frutto).

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