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Ove son or le meraviglie tue O regno di Sicilia? Ove son quelle Chiare memorie, onde potevi altrui Mostrar per segni le grandezze antiche?
(Dal Fazello - Storia di Sicilia, deca I,lib. VI,cap.I) |
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Il comune di Pedara (Pidara in siciliano) si trova alle falde dell'Etna, sul versante meridionale dell'Etna, nella zona dei coni avventizi dei Monti Rossi, dai quali fuoriuscì la grande colata del 1669 a 610 m s.l.m. e a 14 Km da Catania. E' situato fra i comuni di Trecastagni e Nicolosi. Il paese deriva il suo nome da un'antica ara dedicata a Giove (etimologicamente "ai piedi dell'ara") da cui oggi prende il nome la sua strada principale. Per altri il nome deriva dal latino Lapidaria che significa "pietrosa" poiché il paese sorge su un terreno di pietra lavica. Durante la stagione estiva é luogo di villeggiatura per il clima più fresco dovuto alla quota altimetrica. Nella parte più a nord si trova il bosco della Tardaria, ampia estensione di flora montana con essenze arboree alpine.
Sino al 1654 il borgo fu sottoposto al Senato di Catania. In seguito fu barone di Pedara Domenico di Giovanni. Nella seconda metà del XVIII secolo vi esercitava la giurisdizione Anna Maria di Giovanni, erede del casato. Pedara passò poi alla famiglia Alliata di Villafranca.
Oggi le principali fonti di reddito sono l'agricoltura (agrumi, uva, castagne, legumi), la silvicoltura, la pastorizia, l'artigianato (lavori in pietra lavica). ed il turismo estivo (10.000 presenze annue).
Allevamenti: ovini, bovini, caprini.
Industrie ed Imprese: piccole industrie per la trasformazione e la lavorazione di prodotti agricoli e zootecnici, cave, segherie.
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