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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?


(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)






Il paese è situato sul versante del monte Etna, dista 12 km da Catania, e si sviluppa su una rupe di origine basaltica, formatasi in epoca glaciale. Data l'imponente massa monolitica, detta,secondo un'antica leggenda, ombelico dell'Etna, tale area ha ricoperto nei secoli una grande importanza da un punto di vista strategico-militare.
In recenti scavi effettuati in contrada Ardizzone, sono state rinvenute iscrizioni in lingua greca e questo lascia supporre che vi siano vissuti insediamenti ellenici intorno a secoli V-IV a.C.
Il periodo romano, invece, è testimoniato dal ritrovamento di alcune monete risalenti al periodo del grande impero, e da un mosaico rinvenuto in contrada Acquarone, appartenente ad una villa.
Motta, fin dal periodo di Dionisio, tiranno di Siracusa, ricoprì un ruolo di notevole importanza come roccaforte di avvistamento e di difesa.
Tale ruolo crebbe durante il periodo normanno con Ruggero d'Altavilla che vi fece edificare una torre per presidiare l'imbocco della piana di Catania e proteggere così i possedimenti normanni dalle continue incursioni saracene.
Le caratteristiche del territorio, i resti delle strutture di difesa e quelle abitative evidenziano la tipicità medievale della cittadina. "La Motta", infatti, consisteva in un luogo sopraelevato da dove era possibile controllare l'intero territorio circostante.
In Inghilterra, intorno al 1066, sulla "Motta" dei luoghi di conquista, i Normanni costruivano una torre di legno per difendere i territori occupati. Ma in Sicilia, per la carenza di foreste, i Normanni dovettero edificare le loro torri con pietra basaltica. A Motta tale costruzione facilitata dalla conformazione morfologica del luogo, che ben si prestava all'edificazione dell'avamposto difensivo.
Il borgo si sviluppò tutt?attorno e fu in seguito assegnato al Vescovo di Catania. In un documento del 1267 Motta era ancora sotto la signoria della chiesa catanese.
Passò in seguito ad Enrico Russo, a Rinaldo Perolo e, sotto Re Martino, a Sancio Ruis de Lihori. Il primo insediamento fuori dalle mura fu il quartiere Urnazza che, intorno al 1500, sorse nei pressi dell'attuale chiesa di Sant'Antonio, allora luogo di sepultura dei quartieri "Urnazza" e "Matrice".
Nel 1526 la città diventò feudo di Antonio Moncada, conte di Adernò, e per quattro secoli, fino al 1900, il castello fu destinato essenzialmente a essere una prigione.
Nel censimento fatto sotto Carlo V (seconda metà del 1600) vi si contavano appena 570 abitanti, mentre nella seconda metà del XVIII cominciava meglio a delinearsi la struttura del paese, con la nascita di nuovi quartieri, come quelli di "Croce", "Pozzo", "Sciddichenti".
Nel 1798 gli abitanti di Motta divennero 1400 e nel censimento del 1831 arrivarono a 2181.
L'1 gennaio 1820 il tribunale di Catania istituì il comune di Motta Sant'Anastasia.
Sull'origine del nome Motta Sant'Anastasia esistono diverse ipotesi. Secondo alcuni studiosi Motta (nome preromano) e Anastasia (nome greco-bizantino) hanno significati simili ed indicano la natura del luogo, il tipico rilievo del territorio che da secoli è caratterizzata dal Neck e i dintorni di Motta Sant'Anastasia.
Successivamente nei secoli XII-XIV, i due nomi furono accostati ed i cittadini si associarono nella devozione e nel culto di Sant'Anastasia, patrona della cittadina.

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