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:: Marzamemi » La storia

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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?


(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)






Marzamemi è una parola araba che significa Rada delle Tortore. Il nome deriva dall'abbondante passo di questi uccelli, di primavera. Alcuni la fanno derivare da Marza-Porto, Memi-Piccolo: Piccolo Porto.
Sul Mare Ionio, si incontrano le due isolette di MARZAMEMI: la piccola, su cui sorge un elegante villino, di proprietà della famiglia del Prof. R. Brancati; la grande, che forma come una curva d'entrata in un recente porto formato dalla stessa isoletta e da un braccio di fortissime mura a calcestruzzo, che si prolunga nel mare. Marzamemi è antica quanto la tonnara.
La tonnara di Marzamemi risale al tempo della dominazione degli arabi in Sicilia. Nel 1630 venne venduta dal proprietario al Principe di Villadorata. I Villadorata potenziarono i fabbricati della tonnara portando da Avola e da Siracusa degli abili carpentieri, che poi rimasero residenti a Marzamemi.
Marzamemi ha sulla sua costa, due piccoli porti naturali denominati "Fossa" e "Balata". La navigazione, sopratutto tra Marzamemi e Genova è stata, in passato, molto attiva per il commercio del vino, specie, prima della costruzione della strada ferrata Pachino-Marzamemi-Noto-Avola-Siracusa.
In pieno centro storico di Marzamemi, e facente parte della tonnara, si trova la piazza del paese, denominata: Piazza Regina Margherita. La piazza è attorniata da strade in cui convergono la Via Letizia, La Via Principe Villadorata ed è limitata, in parte, dalle casette dei pescatori. Sulla piazza, si affacciano, pure, i due prospetti delle chiese, la vecchia e la nuova, entrambe dedicate a San Francesco di Paola, protettore della borgata, e il prospetto del Palazzo del Principe di Villadorata, proprietario della tonnara. Sulla piazza, si affaccia, pure, il palazzo del Principe di Villadorata, che occupa tutto il lato ovest. Fu costruito nel 1752, in pietra arenaria. L'ingresso è costituito da un portone di legno, il cui portale è rappresentato da un arco, che ha, al centro, una chiave con lo stemma di famiglia. Sul lato sinistro della facciata, si trovano un balcone e una porta. Sul limite, accanto all'ultima porta si trova una lapide in marmo, dedicata ai caduti in guerra.Sul lato destro della facciata, vi sono due finestre quadrate, protette da inferriate. Sulla parte superiore della facciata, posti alla stessa altezza e alla stessa distanza l'uno dall'altro, si trovano cinque canali (due sono andati perduti) di scarico dell'acqua piovana, i quali hanno la forma di grosse mensole, terminanti, anteriormente con viri umani. IL palazzo non presenta bellezze artistiche all'interno, era ricco di mobili, quadri, argenteria, oggetti preziosi; ma, venne saccheggiato, durante l'ultima guerra mondiale. La "Balata" è, assieme alla "Fossa", uno dei due piccoli porti naturali di Marzamemi. La Balata è come una piccola piazza, limitata in parte, da case, e in parte dal mare. E' pavimentata con lastricati di calcare compatto, di forma rettangolare. All'interno dello spazio "Balata" si trovano due fabbricati la "vecchia Fabbrica" e la "Casa Cappuccio".

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