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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?


(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)






Situata nel cuore della Valle del Belice, città medievale, di importante rilievo urbanistico, sorge in posizione equidistante rispetto ai maggiori centri del territorio e dista 35 km da Trapani. Ubicata tra le colline coltivate a vigneti ed uliveti si raccoglie intorno al castello dal cui terrazzo merlato della torre circolare è possibile scorgere un vastissimo panorama sulla Sicilia occidentale fino al mare.
Situata sulle pendici del Monte delle Rose tra il fiume Mazzaro e il fiume Grande, la cittadina è posta sul probabile sito dell'antica città di Halyciae, d'origine sicana o elima.
Teatro delle continue guerre tra Selinunte e Segesta, Salemi, probabilmente per la comune origine, è stata alleata con quest'ultima. Nel 272 a.C., conquistata dai romani, Alicia venne dichiarata città libera e esente da tributi per volontaria sottomissione.
Nel V secolo, come il resto della Sicilia, cadde sotto il dominio dei Vandali, poi di quello dei Goti. Nel 535 venne sottomessa dal bizantino Belisario, il generale di Giustiniano.
Nell' 827, cadde sotto l'egida degli arabi che la fecero prosperare e con i quali sembra avere avuto origine il nome Salemi. Al riguardo, sussistono diverse teorie sull'origine del nome Salemi: quella attribuita in onore di "Saleiman" figlio del comandante che conquistò Alicia; quella che deriva da "Sale" per la presenza del fiume Salso che rende le acque che attraversano la città salmastre; dal significato di "Salam" città salubre e sicura; da quello di pace, salute "Salem". Il centro urbanistico andò strutturandosi conformandosi alla ordierna configurazione. Sotto il profilo agricolo, gli arabi introdussero molte nuove coltivazioni nelle campagne circostanti:arance, limoni, pesche, albicocche, asparagi carciofi, cotone, melanzane, e spezie come lo zafferano, il garofano e la cannella.
Nel 1077 e cioè in età normanna, il centro si andò espandendo e in tale periodo venne eretto il noto Castello.
Nel 1194 seguirono le dominazioni degli Svevi.
Nel 1266, alla morte di Federico II, inizia il periodo Angioino, che, tuttavia, ridusse la popolazione in miseria.
Nel 1296 Federico III di Aragona declassò Salemi a città feudale.
Nel 1392 Salemi però divenne città demaniale.
L'11 dicembre 1411 nel castello di Salemi si formò una confederazione costituita da Salemi, Trapani, Mazara, Monte San Giuliano e dai baroni di Castelvetrano e di Partanna, che si impegnava alla difesa, sostenendone le spese, della Regina Bianca e della Real casa di Aragona. Salemi venne, quindi, maggiornente fortificata e presidiata durante le incursioni dei turchi. La dominazione borbonica iniziò con Carlo III di Spagna incoronato re della Sicilia il 30 giugno 1735.
Un momento importante nella storia di questa città fu il 14 maggio 1860, quando Garibaldi, dopo essere sbarcato a Marsala con un proclama annunciò di prendere posseso dell'isola in nome di Vittorio Emanuele II di Savoia. A Salemi Giuseppe Garibaldi venne accolto con grande entusiasmo dalla popolazione e grazie all'aiuto del barone Giuseppe Triolo di Sant'Anna di Alcamo, che si era a lui unito con una banda di picciotti assunse il dominio in nome di Vittorio Emanuele II Re d'Italia. Nella Piazza del municipio, denominata "Dittatura" in ricorrenza dell'evento, una lapide ricorda che in quella data Giuseppe Garibaldi arrivò a Salemi dichiarandosi dittatore del Regno delle Due Sicilie "Siciliani! Io vi ho guidato una schiera di prodi accorsi all'eroico grido della Sicilia, resto delle battaglie lombarde. Noi siamo con voi! Non chiediamo altro che la liberazione della nostra terra. Tutti uniti, l'opera sarà facile e breve. All'armi dunque!". In quell'occasione l'Eroe dei Due Mondi issò, personalmente, sulla cima di una delle tre torri del castello Normanno-Svevo la bandiera tricolore proclamando Salemi la prima capitale d'Italia; titolo che mantenne per un giorno. Proprio a Salemi fu promulgata una delle prime leggi dell'Italia Unificata dando così alla città l'onore di essere la prima capitale dell'Italia liberata.
Salemi ha subito, nel corso della sua storia, diverse calamità naturali.
Nel 1270 la peste venne propagata da alcuni soldati che tornavano da una spedizione in Tunisia. Per cercare di debellare il morbo, in quella occasione, vennero date a fuoco e distruttre diverse case. Di qui la richiesta, da parte del popolo, di avere un proprio Santo Protettore del paese: San Nicola.
Nel 1542, una invasione di cavallette, comportò una grossa carestia nel settore agricolo. I cittadini, nonchè fedeli, chiesero aiuto ad un santo: San Biagio.
Nel 1740 una frana inghiottì e distrusse il convento dei Padri di Terz'ordine Francescano sul monte delle Rose oltre al convento dei Cappuccini.
Il 1° dicembre 1889 il Re Umberto I in segno di affetto nei confronti del fratello Amedeo di Savoia e della sua seconda moglie Maria Letizia Bonaparte conferì al nipote Umberto il titolo di "Conte di Salemi". Questi, tuttavia, non ebbe figli e conseguentemente il titolo non venne più assegnato a nessun discendente.
Nel 1968, nella notte tra il 14 e il 15 gennaio, la città venne gravemente colpita dal terremoto che rase al suolo molti comuni della Valle del Belice. In concomitanza del terremoto Salemi, donò a Gibellina dei terreni pianeggianti sui quali è stata costruita la città di "Gibellina nuova". A seguito dell'evento sismico le autorità politiche salemiane e gli architetti chiamati a progettare e ridisegnare la struttura del comune optarono per la ricostruzione del paese nello stile delle New town. Per tali decisioni lo sviluppo urbanistico fu decentrato nella parte a valle della collina che è stata chiamata, appunto, "Paese nuovo" e che ora rappresenta insieme ai "Cappuccini" una delle aree e dei quartieri più popolati.
Insieme al quartiere ebraico della Giudecca e a quello islamico del Rabato la città di Salemi incarna la cultura e l'architettura delle tre religioni monoteistiche: quella cristiana, quella israelita e quella musulmana.
Economia
L'economia di Salemi poggia principalmente sull'agricoltura e sulla commercializzazione della produzione di vino, grano, olio e agrumi. La produzione agricola predominante è quella vitivinicola, cerealicola e olearia.E' rilevante il comparto zootecnico con l'allevamento di ovini, bovini ed equini. Sono presenti anche attività artigianali e piccolo-industriali (alimentari e materiali da costruzione).

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