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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?


(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Siracusa venne finalmente liberata da Garibaldi nel 1860 durante la "Spedizione dei Mille" e nello stesso anno la città aretusea fece parte insieme a tutte le città siciliane al neonato Regno d'Italia. Siracusa divenne così "Capoluogo" di una grande Provincia che comprendeva tre comuni chiave: Ragusa, Modica e appunto Siracusa, fino a quando non si venne a formare l'attuale "Provincia aretusea" nel 1927 per via dal distaccamento da essa delle città che andarono a formare la Provincia di Ragusa.
Il primo ventennio del '900 fu funestato dall'evento della I guerra mondiale. Truppe di giovani soldati vengono mandati al fronte, situato tra le città di Trento e Fiume (Croazia). La maggior parte di questi soldati lavorava o nelle campagne o in mare come pescatori senza aver mai imbracciato un'arma in vita loro, non aveva neanche la minima idea di quale atroce sorte toccasse loro. Difatti molti di essi morirono sotto i combattimenti nelle trincee, e furono pochi quelli che si salvarono.
Dopo l'evento bellico, arrivò il ventennio fascista, accolto con riserva dalla maggior parte della popolazione, che non si fidava del nuovo governo dall'apparenza dispotico.
Però sotto la dominazione fascista la città acquisì un preciso ruolo di spicco nel sud est siciliano. Difatti venne meccanizzata l'agricoltura, venivano aperte le prime officine industriali e in seguito vennero costruiti nuovi quartieri moderni che ingrandirono il suolo cittadino e inoltre vennero costruite le prime case residenziali nelle contrade marittime della città (Fontane Bianche, Ognina, Arenella, Terrauzza, Plemmirio, Isola della Maddalena).
Nonostante ciò, l'oppressione fascista non soddisfava la cittadinanza aretusea, privata anche delle più basilari libertà politiche. Difatti molti cittadini che non riconoscevano le leggi fasciste venivano severamente puniti.
Arrivò anche la II guerra mondiale e proprio nel territorio aretuseo vennero cambiate le sorti della guerra in Italia. Dopo lo sbarco degli alleati sulle coste di Portopalo di Capo Passero, Lido di Noto, Siracusa ed Augusta tenutosi il 10 Luglio 1943, dopo la sparuta resistenza delle truppe fasciste, il 3 Settembre 1943 a Cassibile i generali Giuseppe Castellano e Bedell Smith, rispettivamente a nome di Pietro Badoglio e Dwight Eisenhower, firmarono un armistizio dove l'Italia si impegnava a collaborare con gli alleati angloamericani e a sconfiggere i nazisti.
L'Italia fu immediatamente occupata dai militari nazisti che bombardarono le principali città italiane, deportavano e uccidevano militari e civili.
Anche Siracusa venne furiosamente bombardata e furono uccise migliaia di persone. Questi avvenimenti fecero si che molta gente si organizzasse in piccole cellule partigiane che organizzavano attentati e uccisioni ai danni dei nazisti, che risposero con bombardamenti a tappeto, dure repressioni verso i civili e saccheggiamenti. Nonostante ciò la resistenza partigiana aumentava e grazie agli alleati angloamericani, i nazisti furono cacciati via dalla città aretusea.
Dopo il conflitto mondiale, Siracusa era ridotta ad un cumulo di macerie. Con i finanziamenti stanziati dal "Piano Marshall" fu totalmente ricostruita la città. Comunque i disagi socio-economico non furono risolti neanche con la costruzione del "Polo petrolchimico" nel triangolo Priolo Gargallo - Melilli - Augusta (finanziata dalla "Cassa per il Mezzogiorno").
Molta gente iniziava a emigrare verso il Nord Italia, le nazioni del Nord Europa (in particolare Germania Occidentale, Olanda, Francia settentrionale e Scandinavia) e addirittura in America, perchè la città non offriva più le condizioni per poter mandare avanti un'economia familiare.
La situazione durò anche negli anni 50, finchè il 29 Agosto del 1953 in un'umile abitazione sita in Via degli Orti, nella "Borgata Santa Lucia", una statuetta di gesso si mise miracolosamente a piangere facendo salire rapidamente alla ribalta la città aretusea e le condizioni di vita della povera gente che abitava a Siracusa in quel decennio. Quella statuetta venne poi chiamata col nome di "Madonna delle Lacrime". In questi anni viene iniziata e completata la costruzione dell'imponente Santuario della Madonna delle Lacrime.
Nel trentennio '60 - '70 - '80 il tenore di vita comincia a salire, grazie anche per le nuove leggi europee che erano nate per salvaguardare regioni sottosviluppate come la Sicilia.
Negli anni '90 l'antica cultura siracusana radicata all'agricoltura, alla pesca e alla pastorizia mutò completamente; oramai le attività economiche legate al settore terziario del lavoro (informatica, attività bancarie, trasporti e soprattutto turismo) stavano facendo evolvere l'economia aretusea mettendola a passo con i tempi moderni.
Oggigiorno Siracusa sta diventando sempre più un attiva nel campo commerciale e turistico, grazie anche all'aiuto dell'Unione Europea che ha convogliato moltissimi finanziamenti verso la città aretusea per far si che vengano aperte nuove attività economiche.