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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?


(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Il terremoto del 1968 ha irrimediabilmente danneggiato l'antico abitato, che ha rappresentato l'esempio migliore, in Sicilia, di struttura urbana tipicamente araba.
Ma, dopo il terremoto, i Sambucedi non hanno più abitato nelle modeste case e nelle vie brevi e tortuose del vecchio centro. Sono stati costretti, infatti, a emigrare ed ad accamparsi momentaneamente in tende e baraccopoli.
Dopo il terremoto, l'economia del paese è notevolmente decaduta. Le attività principali sono costituite dall'agricoltura e dalla zootecnia.
L'economia della zona è principalmente a carattere agricolo-pastorale.
Importante è la produzione di olio con l'autoctona Nocellara del Belice. Il vino, principale risorsa dell'economia locale, è prodotto da buona parte della popolazione; di questo ne è testimone il numero di cantine di produzione e di esportazione che diffondono inebrianti piaceri anche oltre oceano e in Asia.
La gran parte dei terreni è impiantata a vigneti (circa il 60%) per la produzione di uva da mosto nella Cantina Sociale "CELLARO".
É fiorente anche la coltivazione dell'ulivo. Non mancano le zone seminative e quelle in cui sono coltivati il pesco, l'albicocco, il mandorlo.
Bisogna segnalare anche la presenza di una discreta attività zootecnica, rappresentata sia da allevamenti bovini e sia ovini e caprini che contribuiscono alla produzione di prodotti caserai locali, tra i quali la vastedda del Belice. Per gli ovini il sistema di allevamento più diffuso è quello brado, mentre per i bovini sono presenti nella zona esempi di allevamento semi intensivo a stabulazione fissa. Infine, è da lodare la pasticceria locale, famosa per i due dolci più noti: la torta di mandorle e li minni di virgini.
Sviluppato e rinomato è l'artigianato della creta, con aziende che realizzano vasi per l'olio, recipienti per l'acqua, tegole.
Insieme con quello agricolo, l'altro settore trainante dell'economia zabutea è quello edile.
Un certo benessere economico si è registrato grazie allo sfruttamento delle acque del Lago Arancio (invaso artificiale costruito tra il 1949 e il 1954) e all'azzeccato orientamento dei coltivatori verso la viticoltura. Negli anni '80, infatti, esso è stato dotato di un impianto di sollevamento delle acque (entrato in funzione nel 1984) funzionale all'irrigazione di parte del territorio agricolo sambucese. La struttura di sollevamento e, di conseguenza, le opere irrigue hanno costituito una base importantissima per lo sviluppo socio-economico del paese.