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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?


(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



L'antica Adranone scompare dalla storia con la sua distruzione avvenuta con l'ultima guerra servile nel 103/105 a.C. ad opera degli eserciti romani.
Distrutta Adranone gli abitanti supestiti fondano una nuova città più a valle cui danno nome di Adragnus (oggi Adragna) per ricordare la loro città di origine.
Adragnus originariamente fu un borgo rurale pressoché ignorato dai Romani.
Nel periodo paleocristiano fu evangelizzato e divenne una comunità cristiana. Vi sorsero successivamente sul finire del primo millennio, delle imponenti chiese. Si ha notizia certa di tre luoghi di culto dedicati a San Vito martire, a San Nicolò di Bari e alla Madonna Bambina. Un ruolo importante lo ebbe la presenza di San Vito di Lilibeo.
Il santo della Sicilia occidentale che convertiva sia uomini che animali. Non è blasfemo ricordare che San Vito, oltre che predicare il nuovo Verbo, aveva il dono di trascinarsi appresso i fedeli amici dell'uomo: i cani.
Il culto verso questa divinità era tanto caro agli schiavi. "Il sacrario dei suoi templi era affollato di cani" (J. Berard: "Storia delle Colonie greche dell'Italia meridionale"), ci cui Adrano era protettore.
Di tali espressioni di culto, i cittadini di Adrano saranno stati memori quando si convertirono al Cristianesimo. Con molta probabilità, molto verosimilmente, preferirono sostituire Adrano con un martire cristiano conterraneo, san Vito di Mazara.
Ancora tutt'oggi il culto di san Vito ha profonde radici nella Chiesa Lilibea.
La tradizione vuole che, Vito di Mazara, giovinetto cristiano, era tanto bello e possedeva, per la sua santità, un tale fascino che si trascinava appresso tutti i cani che stavano a guardia dei templi pagani e lo servivano difendendolo dai nemici che cristiani non erano.
Data la prossimità di Mazara al territorio di Adranone, molto presumibilmente, San Vito, in una delle sue numerose peregrinazioni, si è spinto sino ad Adranone, considerato che là esisteva un culto particolare verso il dio pagano dei cani, ed ha operato il prodigio di trascinarsi dietro quella turba di devoti animali, contribuendo alla conversione dei cittadini di Adranone al Cristianesimo emergente.
Nel periodo saraceno questa comunità restò chiusa e limitata ai rapporti con gli arabi che, costruita Zabut più a Sud nel cuore della vallata, pretesero dai cristiani di Adragnus il pagamento della "Gesia", un tributo che veniva fatto pagare ai cristiani per potere professare senza noie la propria fede con atti liturgici e culto pubblico.