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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?


(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Pachino è un paese che fonda la sua economia essenzialmente sull'agricoltura, seguita dall'allevamento e dalla pesca. Le colture prevalenti sono l'uva da mosto, gli ortaggi in serra e gli agrumi. Gli allevamenti presenti sono quelli di bovini e ovini.
Nel XIX secolo si era diffusa la coltivazione del cotone, ma già dalla fine dell'Ottocento si consolidò la coltura della vite, diventando un territorio di forte esportazione di mosti e vini destinati ai mercati del nord Italia e della Francia come vini da taglio.
A Marzamemi viene costruito in località Fossa il Porto Grande, con una profondità tale da permettere l'attracco dei "vapori" che così potevano caricare direttamente il vino, tramite apposite tubazioni che originavano dal vicino palmento Rudinì. Le navi così cariche partivano alla volta di Marsiglia dove scaricavano il prezioso carico.
Attività poi proseguita "su ferro" fino alla fine degli anni sessanta; infatti dalla Stazione di Pachino partivano per le dette destinazioni numerosi lunghi treni di carri ferroviari cisterna, spinti da una o due sbuffanti locomotive a vapore, carichi del robusto ed apprezzato vino locale.
Negli anni settanta la viticultura pachinese ha attraversato un periodo di crisi che ha portato all'abbandono e all'estirpazione di molti vigneti, sostituendoli con le colture in serra di prodotti ortofrutticoli. Oggi questi costituiscono la produzione prevalente. Generano un elevatissimo fatturato e occupano almeno 4000 persone, solo nel circondario pachinese. Come negli altri casi, anche l'ortofrutta sta vivendo momenti di difficoltà, dovuta a crisi di mercato e infrastrutturali. Si assiste ad una ripresa dei vigneti, dedicati però a produzioni di qualità come il Nero d'Avola e altri vini DOC.
Famosa è anche la produzione locale della bottarga di tonno rosso, che viene prodotta artigianalmente secondo antiche tradioni arabe, nel borgo marinaro di Pachino, Marzamemi. Sviluppata è anche la conservazione, artigianale, di prodotti ortofrutticoli, e del pescato locale, custode di tradizioni culinarie antiche, e oggi molto ricercate. Sostanzialmente la maggior parte dell'economia è ancora vincolata alla produzione dell'ortofrutta, nella quale spicca il pomodoro ciliegino di Pachino IGP e costoluto, ma si spera nella ripresa della viticultura e, soprattutto, della produzione di vini di qualità.
Il comune fa parte dell'associazione Città del vino e ospita la coltivazione IGP del pomodoro ciliegino detto, appunto," Pomodorino di Pachino".