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Con lo sguardo ai monumenti sottolineamo la Matrice o Chiesa Santa Maria Maddalena , ricostruita intorno al 1500 su un'antica struttura, che conserva l'originario rosone in stile gotico e l'imponente campanile, la Chiesa di S. Domenico, all'interno della quale si può mirare una statua del Gagini, un esemplare polittico cinquecentesco e delle tele del Francesco Gigante che troviamo nella Chiesa del Purgatorio, eretta nel XV secolo circa.
Fra le numerose chiese presenti a Ciminna, si ricordano in particolare:

* Chiesa San Giovanni Battista
* Chiesa San Francesco d'Assisi
* Chiesa San Frascesco di Paola
* Chiesa San Vito
* Chiesa San Sebastiano
* Chiesa Anime Sante
* Chiesa del Carmine
* Chiesa San Giacomo
* Chiesa Santa Lucia
* Chiesa Cappuccini
* Chiesa San Giuseppe
* Maria S.S. del Fervore
* Chiesa Purgatorio
Tribuna dell'Ecce Homo', edificata nel 1794 con una donazione del frate don Salvatore Bufalo dei Minori Conventuali. Ingrandita nel 1798 ad opera di Giuseppe Guarneri (Corleone, 19 settembre 1736 - documentato a Ciminna fino al 1798), presenta un fronte con un arco a tutto sesto chiuso da una ricca cancellata in ferro battuto, affiancato da due esili paraste sormontate da un timpano triangolare. Nell'altare di marmo, del 1795, trova posto la statua il legno policromo dell'Ecce Homo realizzata da Giacomo Quattrocchi nel 1802.

Tra le varie chiese di Ciminna scomparse o adibite nei secoli ad altri utilizzi si ricordano: Chiesa della Madonnuzza: Esisteva già nel 1741, quando Don Andrea Grimaldi, con testamento del 14 gennaio, dispose la celebrazione di una messa festiva offrendo una donazione. Distrutta nel XVIII secolo, non ne esiste più alcuna traccia; fino al 1837 vi era ancora una via denominata "della Madonnuzza".
Chiesa della Santissima Trinità e Maria Santissima Addolorata: La chiesa fu fatta costruire nel 1740 da Don Alonso Spatafora, barone di Ciminna, a sue spese e nelle sue terre. In una lapide, un tempo murata sul prospetto della chiesa si leggeva: "O vos omnes, qui transitis per viam, attendite et videte si est dolor sicut dolor meus"
Chiesa di San Nicasio: Di fondazione ignota, esisteva già nel 1613. Già nel 1656 necessitava di rifacimenti; nel 1787 per il cattivo stato di conservazione dell'edificio, la Chiesa venne chiusa al culto e il quadro del titolare San Nicasio venne trasportato in una cappella concessa dai rettori del Carmine.
Chiesa di San Vincenzo: La chiesa esisteva già nel XVII secolo, quando Vincenzo Billingri, il 26 ottobre 1680, le versò un canone. Chiuse i battenti nel XVIII secolo.
Chiesa di Santa Barbara:Si ergeva probabilmente sulla vetta di Monterotondo. Nel XVI secolo risultava già distrutta.
Chiesa di Santa Maria dei Miracoli: Detta anche “Santa Maria della Neve”, venne fondata nel 1603. Vi aveva sede una Confraternita, che si divise all'inizio del XVIII secolo.
Chiesa di Santa Maria della Consolazione: Detta anche "degli Occhi grandi", non ne è rimasta alcuna traccia.
Chiesa di Santa Maria di Gesù: Risaliva al XVI secolo. Vi si conservava un gonfalone con figure ad intaglio eseguito dal palermitano Vincenzo Pernaci, come si rileva da un documento del 31 ottobre 1542. Sconosciuta la data della scomparsa.