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L'impianto urbanistico, in parte presente, è di tipo tardo settecentesco e presenta una regolare scacchiera viaria, originata dall'incrocio dei due assi principali centrali.
A livello monumentale da ricordare è il Palazzo del principe e la pregevole Chiesa Madre.
L'opera più antica che si erge sulla roccia è la grande costruzione rettangolare, costituita infatti dalla Chiesa Madre, da abitazioni private, dal municipio e dal castello. Un ingresso con un arco del 1691 immette nei due bagli, sede dei magazzini e abitazioni dell'azienda gesuitica. In fondo al secondo baglio sorge la costruzione monumentale, già residenza dei Gesuiti e poi del principe di Camporeale, destinata a diventare museo e luogo di attività culturali e sociali.
La chiesa Madre S. Antonio, costruita al momento della fondazione, in stile neoclassico con tre navate, fu dapprima dedicata alla Sacra Famiglia e poi a Sant'Antonio da Padova. Subì due successivi ampliamenti, datati al 1820 e al 1907. Affrescata con pitture nel 1954, e recentemente restaurata dopo i danni ricevuti dal terremoto del 1968. Le navate laterali sono adornate da pregevoli statue in legno; ma su tutto domina dal presbiterio il grande Crocifisso in legno attribuibile a fra' Umile da Petralia e lasciato dai Gesuiti nel 1767. Un'altra opera importante è costituita da un bassorilievo in marmo raffigurante S. Calcedonio, anch'esso proprietà dei Gesuiti. Custodisce anche una Madonna del Bagnasco
Il Palazzo del principe, restaurato, ospita oggi il Museo Camporeale, la biblioteca, l'aula consiliare e l'enoteca comunale.
Il vecchio castello baronale, risalente al 1691, appartenuto in passato ai gesuiti. La facciata era munita di due torri, crollate una nel 1835 e l'altra nel 1871.
Vi sono due zone archeologiche: una a Val di Bella-Monte Pietroso
In piazza davanti la chiesa si erge un maestoso monumento ai caduti nella guerra del 1915-18, opera dello scultore Campini, fatto innalzare dagli emigrati d'America nel 1934.
Interessanti sono pure le fontanelle che davano l'acqua al paese. Alcune, ancora esistenti, sono state restaurate.
Sulla collina sovrastante il paese è stato costruito all'inizio del secolo un santuario dedicato alla Madonna dei Peccatori. In quel luogo caro alla devozione del popolo, a circa 500 metri sul livello del mare, oltre ad ammirare un panorama stupendo, si venera una immagine sacra costituita da una pietra dipinta del 1622, che raffigura la Madonna che accoglie sotto il suo manto uomini e donne, ricchi e poveri, di diverse razze, trovata da Donzè Antonio e Lungaro Pietro presso Bisacquino e Chiusa Sclafani nel 1855(adesso trafugata da ignoti) .
A circa 4 chilometri dal centro nuovo si trova il ponte Calatrasi o ponte del diavolo, capolavoro arabo normanno del 1162, la rocca di Maranfusa e il castello di Kalatrasi presso Roccamena.

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