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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?


(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Questo quadro rispetto agli altri si allontana dal condizionamento o dalle allusioni che aveva svolto con gli altri lavori. In questa tela il Borremans svolge il tema della visita di S. Lucia presso il sepolcro di S. Agata. La martire catanese ci appare su una nube grigia attorniata da angeli che recano i simboli del suo martirio sulla terra e accoglie con benevolenza la cugina imprecante per la guarigione della madre inferma. S. Lucia in questo momento rappresenta la sofferenza del genere umano che si dibatte tra sofferenze e pene mentre i santi godono di una pace e serenità celestiale. La morte è simboleggita dal sepolcro e l'angelo annuendo fa comprendere che le sventure umane si possono risolvere solo in questo modo. In questo quadro i canonici ennesi professarono la loro solidarietà al vescovo di Catania Andrea Riggio che, assumendo nette posizioni antigovernative, si era schierato con il Papa, rischiando l'esilio, a differenza del fratello Ignazio Riggio, arcidiacono di Siracusa che con il suo vescovo aveva evitato di compromettersi. Un tacito messaggio di rimprovero al prelato siracusano ed un conseguente invito ad avvicinarsi a quella che era stata la coerente linea di condotta del fratello Andrea, simbolegggiato da S. Agata rappresentante la Chiesa ed in particolare la diocesi catanese. Un battagliero richiamo che i canonici ennesi avevano preferito condurre più efficacemente con le immagini che l'arte di Guglielmo Borremans riuscì a rendere eloquenti.

La suddetta scheda di approfondimento è stata elaborata con il contributo della redazione "ilcampanileenna.it " e tratta dalla "Guida del Duomo di Enna" per gentile concessione degli autori.




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