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SUSTINUIT VIRGO RUITIRUM A CULMINE TECTUM 1619



Nella navata laterale di sinistra possiamo ammirare i seguenti dipinti:
I Santi Pietro e Paolo ed il sonno di Costantino, la Madonna col Bambinello e S. Antonio di autore ignoto, la Madonna col Bambino su un trono di nuvole, Madonna con Bambino del '500 e di autore ignoto,la Cappella dove è posta la " grande nave d'oro", una pala ad olio raffigurante San Martino di Tours.
Il Battistero fu costruito nel 1596 in occasione dei lavori di ristrutturazione della chiesa, ma l'attuale decorazione in stucco venne eseguita nel 1710 dallo stuccatore palermitano Matteo Tagliavia.
Nel 1689 subì ulteriori modifiche quando il loculo che conteneva il fonte battesimale venne demolito e trasformato in un vano quadrato con finestra all'esterno. A chiusura vi fu posto il cancello in ferro battuto eseguito dai maestri Cola di Longi e Pietro La Monica e cesellato nel 1537 dal palermitano Paolo Gili. Nel 1544 era stato posto nella cappella del SS. Sacramento destinato alla custodia del grandioso ostensorio processionale argenteo omonimo. Il cancello fu abbellito nella parte superiore di fiori e foglie dal fabbro Giorgio Cuci e ampliato nel 1646 dal maestro Biagio Amato quando si pensò di portare il prezioso ostensorio nella stanza del tesoro.Stanza dove nel 1657 fu costruito, dai maestri Arcangelo Candrilli Lorenzo Marchiafava, un grande armadio per riporvi tutte le argenterie della chiesa. La tradizione popolare ritiene che questo cancello provenisse dall'harem arabo situato nel Castello di Lombardia. All'ingresso del battistero possiamo osservare ai lati due piastrini lavorati a scorza di pino in alabastro nero intagliati dallo scalpellino fiorentino Raffaele Rosso nel 1551-1556.
Il palco della cantoria si trova ubicato tra l'ultima colonna della navata destra ed il piliere del transetto; il lavoro fu eseguito dal messinese Giuseppe Mazzeo dal 1609 al 1610 il quale seppe produrre intagli in legno di pregevole fattura raffiguranti le figure degli apostoli. Il palco in seguito venne restaurato dagli ennesi Giuseppe Grimaldi e Paolo Guglielmaci che vi inserirono le teste delle arpie e dei serafini.
Il palco dell'organo si trova di fronte al palco della cantoria; questo venne intagliato dallo scultore in legno napoletano Guido Scipione che vi inserì delle figure di Santi collocandole dentro nicchie. Il palco, pitturato da Giovan Vincenzo Tammari, venne realizzato per contenere il nuovo organo che aveva costruito il famoso organaro palermitano Raffaele La Valle.
Il pulpito, situato a ridosso del piliere di destra, è ubicato tra il transetto e la navata laterale destra. Questo è in stile classico-rinascimentale. L'opeo bianco e "pietre macchiate di diversi colori della pietra di Taormina, Alìce della Calabria", è stata eseguita nel 1605, dallo scultore Francesco Fransoni da Carrara che si avvalse per l'esecuzione dell'originale piede della collaborazione dello scultore veneziano Ruggero Naso. Fu completato nel 1609 dal maestro Geronimmo di Longi, la scala anch'essa di marmo fu opera di Giovanni Gallina che la realizzò con grande maestria nel 1631.
Lo straordinario soffitto a cassettoni della navata centrale in legno di noce fu intagliato dal 1573 al 1586 dal Magister Lignarius Andrea Russo da Collesano. Il Russo, in qualità di capomastro, vi lavorò servendosi di maestranze locali e di Calascibetta, le quali al suo servizio in qualità di tornitori, sbozzatori ed intagliatori, collaborarono alla realizzazione dell'imponente opera da lui ideata. La decorazione riguarda figurazioni mostruose, maschere, putti alati che fanno da decoro ai ricchi cassettoni che ricoprono a sei a sei l'intelaiatura delle diciannove travi che arricchiscono tutto il tetto della navata principale della chiesa. Nel 1619 l'imponente tetto in legno stava per essere travolto irreparabilmente dalle mvine del crollo della torre campanana. Si attribuì a miracolo della Vergine il fatto che il pregevolissimo tetto non venisse travolto dalle macerie.Infatti, come pare, la torre schiacciatasi su un fianco si abbatté con le sue rovine dalla parte esterna, lasciando illeso il tetto sospeso sul muro squarciato del frontespizio. Una scritta, intagliata in una corta trave in legno posta proprio sulla finestra interna del prospetto principale della chiesa, quasi a sostegno del tetto, nel punto dove si squarciò il muro, così si esprime: SUSTINUIT VIRGO RUITIRUM A CULMINE TECTUM 1619.
Gli stucchi e i dipinti laterali
Gli stucchi della navata centrale furono eseguiti dal maestro Giovan Calogero Calamaro stuccatore da Nicosia il quale realizzò sulle pareti soprastanti al cornicione della navata centrale,dodici medaglioni con vistose e modulate cornici dove il pittore Vincenzo Ruggieri di Caltanissetta vi inserì i dipinti dei santi basiliani; il lavoro fu consegnato nel 1672.
I quadri del Ruggeri narrano principalmente glorie di santi ennesi e basiliani. Un dipinto raffigura San Nicola, primo patrono di Enna.

La suddetta scheda di approfondimento è stata elaborata con il contributo della redazione "ilcampanileenna.it " e tratta dalla "Guida del Duomo di Enna" per gentile concessione degli autori.




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