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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?


(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Piantina

La facciata del Duomo si erge su un'ampia scalinata costruita nel 1730 da Don Melchiorre Roxas di Calascibetta il quale fece demolire prima della possente costruzione le case e le botteghe che si trovavano nella piazza antistante alla chiesa per dare un aspetto spettacolare e un fasto scenografico alla sua grandiosa opera come era allora uso per le costruzioni, le quali dovevano avere una esuberanza decorativa. La scala è baroccheggiante e venne realizzata con pietra locale di Calascibetta dal bel colore dorato con sporgenze, rientranze e curve usate dai canoni dell'estetica barocca.
La facciata principale si eleva su di un'ampia scalinata ed ha una parte inferiore cinquecentesca a lesene di stile dorico, con tre volte confluenti in un protiro che ci porta nella chiesa attraverso la porta principale intagliata nel 1722 dal maestro Paolo Guglielmaci e detta anche di "Ponente" o "Porta Maggiore" . Essa rimane l'unica porta del prospetto principale del Duomo fino al 1729, quando le si affiancarono le due porte laterali, eseguite da Nicolò Salerno.
La parte superiore della facciata è sormontata da una massiccia ed alta torre campanaria retta da due ordini di lesene ioniche e corinzie del 1600. Nella architettura originaria catalana il campanile addossato alla facciata terminava a cupolina. Tutto l'impianto anteriore della chiesa è opera di Mariano Calì, che iniziò i lavori nel 1636, e di altri maestri e intagliatori quali Giuseppe Pinna, Giuseppe Bongiovanni, Francesco Gaspa, Giorgio Bongiovanni e Clemento Bruno. Sopra la porta principale, racchiuso in una elegante cornice di stucco, si può ammirare un affresco raffigurante la Vergine col Bambino fra gli angeli, eseguito da Anonio Lo Guasto nel 1854 mentre nel 1988 vengono inseriti dei pannelli in rame, opera del Maestro Filippo Failla da Catania, che narrano scene di vita della Vergine Maria, di Giuseppe e di Gesù Bambino.
Il magnifico cancello esterno è opera di Biagio Amato, eseguito nel 1633. Il fianco destro del Duomo si affaccia sulla piazza Mazzini dove è situata la statua delll'illustre politico risorgimentale realizzata dallo scultore Lazzaro nel 1951. Nella parte centrale della facciata sorge il portale rinascimentale, chiamato successivamente "Porta Sottana", opera dello scultore ed architetto Jacopo Salemi,capomastro della città di Messina, il quale progettò e scolpì nel 1574 sia la struttura architettonica sia il rilievo sul timpano, dedicati alla carità cristiana di S. Martino che si toglie il mantello per coprire il povero. Il portale è coronato da un bassorilievo che si erge su coppie di colonne corinzie leggermente rastremate ed architravate con sobrie linee di modanature e fregi che ne armonizzano la struttura complessiva culminante nel timpano con la statua in rilievo.
Appare chiara l'influenza della scuola messinese del Montorsoli. Il portale prese il nome di Porta Sottana per ditinguerla da quella senza fregi chiamata "Porta Soprana", per lungo tempo chiusa, ma che dopo alcuni piccoli interventi per renderla accessibile e fruibile ai diversamente abili, viene adesso regolarmente aperta..La parte superiore della Chiesa fu realizzata con dei blocchi di pietra che venivano prelevati continuamente dal Castello di Lombardia.
Al culmine del lato destro, in conispondenza del transetto, troviamo il portale della "Porta Santa" o "Porta del Giubileo" che offre al visitatore tutta la purezza ed eleganza delle sue linee gotiche trecentesche. La Porta, opera del Gagini, riccamente decorata e impreziosita da ritmati "armonici sganci, il più interno dei quali si arricchisce di un caratteristico fregio a zig zag", venne murata dopo il Giubileo del 1447 indetto dal Papa Eugenio IV per favorire la ricostruzione della chiesa, danneggiata dall'incendio del 1446.
L'ultima visita esterna ci mette in evidenza le tre absidi poligonali che chiudono il presbiterio, aperte da monofore a tutto sesto e rafforzate agli angoli da pilastri polistili e da numerose ed agili colonne, manifestano la purezza della costruzione in stile gotico- catalano del "trecento". Lo spazio retrostante delle absidi è chiuso da una imponente cancellata in ferro battuto che immette in un piccolo giardino dove troviamo resti di colonne che dicono appartenere al tempio della dea Cerere, da quì si accede nell'ingresso del museo Alessi dove troviamo il tesoro del Duomo, reperti del periodo greco, un'inestimabile numismatica, gli ushebith, quadri interessanti di pregevole valore ecc. Accostato all'abside si può vedere ancora l'arco dell'ambulacro cimiteriale della chiesa, parte di un porticato a chiostro gotico un tempo esistente.

La suddetta scheda di approfondimento è stata elaborata con il contributo della redazione "ilcampanileenna.it " e tratta dalla "Guida del Duomo di Enna" per gentile concessione degli autori.




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