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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Castello Corvino di Mezzojuso

Castello Corvino di Mezzojuso


Il castello di Mezzojuso sorge nella piazza principale di fianco alla chiesa consacrata a Maria Santissima Annunziata.
La sua costruzione risale all'epoca della fondazione del paese. Non si tratta di un "castello" nel senso classico della parola, ma fu sicuramente in passato una comoda e sicura dimora per il proprietario delle terre di Mezzojuso, dotata di stanze adibite ad alloggi, stalle, magazzini per il deposito di frumento, vino, ecc.. Nel 1132 il feudo di Mezzojuso veniva assegnato dal Re Ruggero II ai monaci di San Giovanni degli Eremiti. Questi, che avevano concesso in affitto tutte le terre ricevute in assegnazione, quando si recavano a far visita a Mezzojuso, usufruivano di questa casa che veniva chiamata "lu castello" nonostante non fosse munito di ponte levatoio, fossato, merli e torrioni e non abbia avuto alcuna funzione difensiva.
Nel 1527 quando i monaci concedettero in enfiteusi per il "canone annuo do 172 once e 48 galline", la Terra di Mezzojuso a Giovanni Corvino, "lu castello" divenne anche per la famiglia dei Corvino una nobile dimora dove trascorre i soggiorni durante le loro frequenti visite in paese.
I Corvino in origine erano quindi dei semplici affittuari del feudo e ne divennero principi solo un secolo dopo il loro arrivo a Mezzojuso. Bisognerà attendere il 1638, anno in cui il Re Filippo IV con privilegio dato a Madrid il 9 agosto, eleva la Terra di Mezzojuso a Principato conferendo il titolo di Principe a Don Blasco Corvino Sabea.
Durante tutto il periodo feudale, ed in particolare tra la fine del '500 e gli inizi del '600 si effettuarono dei lavori di ampliamento e di abbellimento che diedero un nuovo aspetto alla fabbrica trasformandolo in un vero e proprio palazzo signorile con magazzini, stalle, depositi e stanze per alloggio. Nelle grandi linee è rimasto invariato fino ad oggi.
Nel 1623 difatti il castello è abitato da Don Bartolo Groppo, con consorte, figlia e personale di servizio e risultano effettuate alcune opere edilizie, per un importo complessivo di once 249, tarì 18 e grana 15. In particolare queste riguardarono la collocazione di sette porte, undici finestre e tre camini e la realizzazione di scaloni e soglie di pietra d'intaglio. Altre lavorazioni interessarono l'ingresso del castello, tra cui l'intaglio dell'arco, e i cantoneri delle facciate. Nel 1844 presso il castello di Mezzojuso risiedeva il marchese di Rudinì.
Nel 1844 con l'abolizione della feudalità, la struttura cominciò a perdere pian piano il suo ruolo di palazzo signorile e finì per ricadere in uno stato di completo abbandono.
Il Castello di Mezzojuso, nonostante sia stato abbandonato in seguito all'abolizione della feudalità, è riuscito a mantenere nel tempo l'aspetto architettonico acquisito nei secoli precedenti. Il complesso comprende quattro corpi di fabbrica disposti attorno ad una piccola corte centrale alla quale si accede da un elegante portale ad arco con bugnato fiancheggiato da due colonne.
Dopo l'acquisto nel 1984 da parte del Comune di Mezzojuso, la struttura è stata completamente restaurata ed abbellita ed oggi ospita la Pro Loco Mezzojuso e un centro culturale polivalente con la biblioteca comunale e le sue sale adibite  ad accogliere manifestazioni e conferenze.

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