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Chiesa Madre di S. Mauro - Acicastello
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(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Chiesa Madre di S. Mauro - Acicastello

Chiesa Madre di S. Mauro - Acicastello




Gravemente danneggiata dal terremoto del 1693, fu ricostruita nel 1718, ampliata nel 1797, distrutta durante la seconda guerra modiale (21/07/1943) e ricostruita nel 1961. Al suo interno sono conservati affreschi del settecento di Pietro Vasta.
Non abbiamo notizie documentate sulla prima chiesa dedicata a San Mauro ad Acicastello, si può, tuttavia, supporre che il culto di questo Santo, visto che la cittadina, con le sue pertinenze, era stata data in feudo ai vescovi Benedettini di Catania nel 1092, risalga proprio al medioevo normanno.
Siamo invece certi che Acicastello - allora semplicemente Aci - possedesse una chiesa in età bizantina; di questo edificio, infatti, l'erudito parroco di Acitrezza arciprete Salvatore De Maria, aveva recuperato delle colonnine di marmo “cipollino”, simili a quella che si può vedere presso la porta nord della nostra parrocchiale utilizzata come porta acquasantiera.
Il parroco di Acitrezza, che era un raccoglitore di cimeli, fece donazione della sua collezione archeologica alla biblioteca Zelantea di Acireale, dove esiste, manoscritto, l'elenco dettagliato dei reperti e della loro provenienza. E’ del resto impensabile che una città cinta di mura non possedesse un luogo di culto; era stato, infatti, l'imperatore Costante II a volere l'incastellamento, cioè la costruzione delle mura difensive, di tutte le città costiere del Tema di Calabria e di Sicilia, in seguito alle incursioni islamiche del 662/63 e alla perdita dell'Esarcato d'Africa. Aci divenne così "Castellum" nel significato bizantino di "città murata", nome che in vernacolo conserva tuttora.
Dopo la dominazione araba, l'unica chiesa del paese fu certamente la cappella del castello ricostruito dai Normanni subito dopo la conquista; la chiesetta, ora ridotta a deposito, è in austero stile medievale con archi acuti impostati su tozzi pilastri in conci di basalto e conserva ancora un affresco nel quale è appena leggibile una Madonna in trono con bambino e due santi ai lati, secondo lo schema bizantineggiante della "Deesis" (la preghiera), mentre in passato il piccolo presbiterio ospitava un trittico rinascimentale con la Madonna delle Grazie.
Per avere notizie documentate della chiesa di San Mauro bisogna andare al XVI secolo.Allora era piccola, fatiscente e senza fonte battesimale.
In quel secolo, funestato dalle scorrerie piratesche del Barbarossa, la nostra cittadina si era quasi spopolata e gli abitanti più coraggiosi che non si erano trasferiti sulle colline dovevano essere veramente poveri; la chiesa, come risulta dai documenti della visita pastorale di Mons. Faraone, era fatiscente, piccola e senza fonte battesimale!
La parrocchiale dedicata a San Mauro dovette, quindi, sorgere nella seconda metà del XVI secolo, quando il pericolo turco era cessato, o al massimo, nei primi decenni del XVII secolo. Questa fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1693 e restaurata dal vicario Tropea e dal vicario Paolo Romeo che, a conclusione dei lavori, nel 1718 fece erigere, "aelemosina civium", un grande portale.
Nel 1767, con la costruzione del campanile, a spese del barone Cannizzaro, ha inizio un trentennio di ristrutturazione della chiesa con importanti lavori di restauro ed ampliamento sotto la supervisione del nuovo vicario Don Mauro Nicolosi; risalgono a questo periodo, infatti, i lavori di ampliamento del presbiterio e del transetto che venne allungato in direzione nord e sud fino ad eguagliare la lunghezza della navata, facendo così assumere all'edificio la forma di una croce greca. Il vicario non riuscì però nell'intento di edificare la cupola, non fidandosi della solidità delle pareti portanti, dovette accontentarsi di una ben più modesta calotta inserita nei prospetti interni del tamburo ottagonale e coperta a padiglione con tegole di cotto.
Nel luglio del 1943 la chiesa crollò a causa di un'incursione aerea degli alleati. Fu, infine, ricostruita ad opera dell'architetto Failla.
Poco si sa della statua lignea, ricoperta d'argento e da una mistura che la rende dorata, di San Mauro.
Secondo la tradizione faceva parte di un carico di staute trasportate da una nave francese, arenatasi sugli scogli di Acicastello.
Grazie all'aiuto dei castellesi la nave riuscì a liberarsi ed il capitano, per riconoscenza, donò la statua alla città.
La creazione della statua si può datare intorno al 1600. Sicuramente ha subito diversi rimaneggiamenti, tra i quali spicca quello del periodo barocco, che l'ha dotata di un manto in oro riccamente decorato e di una lamina di argento cesellato.
L'ultimo restauro è del 1992.
Di notevole interesse sono: la pala di San Mauro Benedicente (firmata da Giacinto Platania nel 1681), la pala della Traslazione delle reliquie di Sant'Agata (rinvenuta da Santo Castorina nel sottotetto della casa canoniica nel 1987), la pala di San Mauro Taumaturgo (restaurata per interessamento della Congregazione di San Mauro), la tela della Madonna della Purità (opera di Paolo o Alessandro Vasta), il bassorilievo in stucco bronzato "La samaritana al pozzo di Giacobbe" (eseguito nel 1960 da Giuseppe Fortunato Pirrone).

( Santo Castorina - Arte e fede nelle Chiese di Acicastello )




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