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Ipogeo di Crispia Salvia-Marsala
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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Ipogeo di Crispia Salvia-Marsala

Ipogeo di Crispia Salvia-Marsala




Scoperto nel 1994 in seguito ai lavori di ristrutturazione di un edificio in via Massimo d'Azeglio, l'ipogeo di Crispia Salvia si colloca nell'antica necropoli di Lilibeo, il complesso cimiteriale marsalese. La necropoli era in origine sicuramente un'area sepolcrale punica, e venne poi utilizzata, fino alla tarda età romano-imperiale e paleocristiana, da pagani, ebrei e sicuramente da cristiani.
Lo scavo ha permesso di individuare tre metri sottoterra una camera con sei sepolture e l'accesso con dromos (lungo corridoio) orientato verso Nord, realizzato con dieci gradini scavati irregolarmente nella roccia di natura tufacea.
Consiste in una sola camera funeraria a forma di trapezio (5 metri per 5) con quattro sepolcri scavati nel pavimento calcarenitico, sovrastati da pareti splendidamente dipinte con motivi floreali (rose, boccioli e ghirlande) che richiamavano ai Campi Elisi, raro esempio di pittura parietale a tema floreale nell'ambito dell'arte funeraria romana.
Sul pavimento, in corrispondenza delle sepolture 2, 3, 4 e 5 sono state scavate quattro cavità circolari; lo zoccolo perimetrale dell'intera stanza è decorato in rosso; la parte superiore delle pareti, invece, presenta una decorazione policroma di grande vivacità (dove prevalgono il giallo ocra, il rosso, il verde, il bianco e il nero) con scene di banchetto, di musica, di danza, pavoni, ghirlande e festoni, secondo la tipica iconografia funeraria romana che rimandava al viaggio dei defunti nell'aldilà.
Tra le scene raffigurate sulle pareti dell'ipogeo spicca una scena con cinque figure maschili danzanti in corteo in direzione di un personaggio femminile posto su un piano leggermente più basso. I temi figurativi dell'Ipogeo di Crispia Salvia appartengono ad un comune repertorio che sembrerebbe riferirsi alla beatitudine oltre la morte con il ricongiungimento ideale del mondo terreno con quello ultraterreno.
Il sarcofago della sepoltura n° 3, proprio di fronte alla camera d'accesso, era sicuramente destinato al personaggio di maggiore rilievo. Sulla parete frontale, due figure alate sono in volo l'una verso l'altra e reggono una ghirlanda rossa. La scena non è perfettamente posta al centro della parete, ma è spostata per far spazio ad una lastra quadrangolare con una iscrizione latina del II secolo d.C.
Di particolare interesse l'iscrizione, una poesia dedicata da Iulius Demetrius alla moglie Crispia Salvia ("in questo sacro luogo Julius Demetrius, tuo amatissimo sposo, ti accompagnò con il suo amore"), deceduta a 45 anni e con la quale aveva vissuto per quindici anni.
E' particolare la notizia che la donna doveva aver contratto matrimonio all'età di circa trent'anni e, quindi, data l'età avanzata, Crispia Salvia doveva sicuramente essere al suo secondo o terzo matrimonio. In genere, infatti, le fanciulle prendevano marito a quattordici anni e talvolta anche prima. La costruzione è databile al III-II secolo a.C., i dipinti posteriori di circa un secolo. Le visite possono essere effettuate dalle 9 alle 13 previa prenotazione al Museo Baglio Anselmi, tel. 0923 952535.





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