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(1) La visita alle opere d'arte di Baucina ha inizio da Piazza Garibaldi, ai piedi dell'abitato, nel popolare quartiere del «Fondaco».
(2) Qui intorno al «Calvario» in un intrigo di strette viuzze si può ancora cogliere l'anima più autentica della sua gente tra i panni stesi ad asciugare e il permanere delle semplici architetture spontanee delle pagliere e di alcune abitazioni che hanno mantenuto intatto il fascino della Baucina di un tempo, con i loro tegoli in cotto e le mura in pietra locale. tutto il quartiere si sviluppa intorno ad una collinetta sulla cui sommità si trova la chiesa del Monte Calvario, una strada lastricata costeggiata dalle dodici edicole votive della «Via Crucis» ne consente l'accesso. Da notare all'interno l'altare in pietra locale e sul cancello d'ingresso alcune formelle bronzee a bassorilievo dello scultore Filippo Scimeca, raffiguranti scene della Passione.
(3) Dalla Via Galilei ci si immette direttamente in Via Roma, per raggiungere, svoltando a sinistra e percorrendone un breve tratto alla Villa «Giuseppe Mazzini». Al suo interno si trova il «Parco delle Rimembranze», che accomuna i ricordi dei baucinesi conservando alcuni cimeli della II Guerra Mondiale. In questa suggestiva cornice è collocato il gruppo bronzeo dei «Caduti in Guerra», realizzato nel 1925 dallo scultore Vincenzo Piraino. Sempre all'interno della Villa Comunale si trova la Cappella dedicata a S. Fortunata.
(4) Risalendo lungo la Via Roma, all'altezza di Via Generale Traina l'ampia mole e le piccole finestre a grate contraddistinguono l'edificio del Collegio di Maria. L'Istituto destinato fin dalla fondazione all'educazione delle fanciulle Baucinesi ebbe come suo Padre fondatore Don Francesco Camerata da Ciminna che nel 1728 diede inizio ai lavori di costruzione dell'edificio. Al suo interno si conserva una pregevole scultura lignea settecentesca del celebre scultore madonita Filippo Quattrocchi da Gangi, raffigurante S. Rocco. Il santo veniva invocato dai baucinesi durante le epidemie di peste per scongiurarne il contagio, come riporta il cartiglio retto da un putto posto ai suoi piedi. Splendido lavoro d'intaglio e progettazione è la «Vara» di S. Fortunata, realizzata dal baucinese Antonino La Barbera. Costituita da un massiccio basamento poligonale di stile romanico che per forma e dimensione ricorda un'ara sacrificale, la «Vara» acquista ariosità e leggerezza, magistralmente espresse dalla luminosa evanescenza dell'oro nella parte superiore che funge da base d'appoggio per l'urna con le spoglie della Santa. La grande conchiglia del piano d'appoggio e il decoro a testine d'angelo sono un chiaro riferimento allo stile barocco. Nell’intercolunnio della parte centrale del basamento intagliate nell'acero bianco sono scene della vita e del martirio dì S. Fortunata. Annessa ai locali del Collegio di Maria è la chiesa di Maria SS. del Lume fondata nel 1737 dal Vicario foraneo Don Francesco Camerata. La facciata si caratterizza per l'eleganza classica delle forme e per il bel portale in pietra arenaria.
L'interno ad un'unica navata con volta a botte e abside poligonale è illuminato dallo splendore degli altari; il più antico in stucco e marmi mischi di stile barocco, datato alla base "1771" è posto alla sinistra della navata lo sormonta una nicchia con una bella scultura lignea del 700: l'Addolorata, d'autore ignoto. Di fronte a questo sull'altra parete si trova l'altare con l'urna contenente le sacre spoglie di S. Fortunata. Nel presbiterio campeggia una splendida pala d'altare raffigurante Maria SS. del Lume, d'autore ignoto e databile intorno alla prima metà del 700.
(5) Ritornando all'esterno la Salita Collegio immette su Corso Umberto I, sede del Palazzo Comunale (al cui interno è posto un mezzo busto realizzato dallo scultore baucinese Enzo Puleo) e luogo deputato alle passeggiate domenicali.
(6) Proseguendo lungo Corso Umberto I troviamo la maestosa facciata della chiesa Madre dedicata a S. Rosalia (seconda metà del 700). Otto lesene, quattro per parte, terminanti con capitelli in stile ionico, ne incorniciano l'ampio portale. All'interno un altorilievo in stucco con le insegne araldiche del fiorone Calderone, fondatore della chiesa ricorda la data di ultimazione dei lavori di costruzione (1764). L'ampio vano interno, ad un'unica navata è arricchito dalle decorazioni Barocche in stucchi e marmi policromi degli altari e delle cantorie. In fondo al presbiterio troneggia il maestoso Crocifisso ligneo di Filippo Quattrocchi da Gangi, della seconda metà del 700. Tra le opere conservate nella chiesa, di rilievo sono: S. Lucia, S. Francesco d'Assisi e l'Immacolata Concezione, sculture lignee del Bagnasco. Da una porta posta sulla parete destra della navata si accede alla sagrestia dove si possono ammirare due pale d'altare settecentesche, provenienti dalla chiesa di S. Gregorio Magno, oggi distrutta raffiguranti «Anime Sante del Purgatorio» e «Madonna, Gesù e S. Elisabetta», entrambi d'autore ignoto.
(7) Ritornando all'esterno, due alte torri campanarie dominano la prospiciente Piazza S. Fortunata; splendida la vista che si gode dal campanile di sinistra dove ad est è possibile scorgere l'improvviso svettare di Rocca Busambra, il bosco di Ficuzza e il sottile profilo del castello di Cefalà Diana; mentre ad ovest percorrendo la possente mole del Monte Cane, lo sguardo scorre lungo la vallata giù fino alla distesa azzurra del Tirreno. Dalla Piazza si può godere inoltre la vista di uno scorcio particolarmente suggestivo che si apre sulla profonda prospettiva di Largo Giovanni XXIII, qui al centro è posto il bassorilievo bronzeo dello scultore Filippo Scimeca, raffigurante S. Fortunata che protegge Baucina
(8) Sempre da Largo Giovanni XXIII si accede alla piccola chiesa della Concezione, meglio conosciuta come «Immacolata»; nei suoi locali ormai sconsacrati è possibile visitare un presepe meccanico frutto di grande perizia tecnica e artigianale, che permette un originale excursus nei mestieri e nelle attività di una tipica comunità agricolo - pastorale, come è quella di Baucina.
(9) Lontano dal centro abitato, a ridosso del Monte Falcone si trova una piccola chiesetta di campagna: S. Croce, ad essa si accede dal «Capo», (la parte alta dell'abitato), attraverso Via S. Croce, percorrendo un tratto della campagna che circonda il paese, tra orti ben coltivati e vegetazione spontanea.
(10) Sempre fuori dal centro abitato, nella contrada omonima si trova la chiesa del patrono di Baucina S. Marco, indubbiamente la più antica costruzione che si conservi, annessa ad una masseria fu infatti la prima chiesa parrocchiale di Baucina. Costruita nel 700 sorge infatti su una precedente chiesa del '500 e la sua storia è collegata agli albori della storia del paese. Al suo interno si conserva una statua lignea policroma settecentesca d'autore ignoto, raffigurante l'Evangelista Marco.
(11) Da segnalare inoltre la presenza lungo gli assi viari di numerose cappelle votive, in particolare all'interno del centro abitato: la Cappella di S. Rosalia
(12) e la Cappella del Redentore.