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::Castello di Chiaramonte a Naro » Storia

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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Castello di Chiaramonte

Castello di Chiaramonte

Il castello occupa una superficie di 1460 mq ed ha un perimetro di 166 m. e sorge sulla sommità di un colle situato a 600 m.s.m. denominato anticamente "Monte Agragante" su cui si è sviluppato l'abitato di Naro.
A poca distanza si trovano altre due emergenze monumentali: i resti della chiesetta di Sant'Antonio e la vecchia chiesa madre.
Per antica tradizione viene anche chiamato castello di Cocato poiché si vuole edificato da quel re dei sicani.
Con molte probabilità, invece, venne costruito durante il XII sec. sulle rovine di un preesistente fortilizio arabo risalente alla dominazione dei Berberi.
Le prime notizie certe relative a tale roccaforte risalgono alla guerra dei Vespri quando tutti i francesi che vi risiedevano furono uccisi, assieme al loro governatore ed i loro cadaveri appesi ai muri della roccaforte.
Nel 1297, al tempo di Federico II d' Aragona re di Sicilia, ne era signore Pietro Lancia la cui figlia Eleonora lo portò in dote ad Artale Alagona Figlio di Blasco.
Lo stesso re Federico, che molto apprezzava l' incantevole luogo, vi soggiornò a lungo nel 1324.

Il castello fu ristrutturato nel 1330 per volontà di Federico III d' Aragona (secondo Spatrisano (1972, p. 214) ) il quale modificò la sua struttura originaria aggiungendo un Mastio, ossia una torre quadrata nella quale visse durante il suo soggiorno narese. Il lato occidentale della torre reca uno stemma che ne certifica l' appartenenza alla famiglia Aragona; il lato orientale è caratterizzato da due bifore tipicamente gotiche che illuminano la grande "Sala del Principe" situata al primo piano della torre.
Nel 1336, con privilegio dello stesso re, Naro passa sotto la signoria di Matteo Chiaramonte, il quale apportò ulteriori modifiche al castello, per questo comunemente noto come castello Chiaramontano.
Con la confisca dei beni di Andrea Chiaramonte, re Martino lo assegnò a Raimondo Moncada suo fido partigiano (1392) ma successivamente trasformò in demaniale terra e castello imponendovi come castellano Mazziotta d' Alagona (1397).
Un anno dopo lo stesso re, con la sposa regina Maria, vi si stabilì per lungo periodo durante il quale decise che gli ebrei di Naro non fossero molestati ma che dovessero "scopare e pulire una volta al mese le sale del castello".
Durante la reggenza della Regina Bianca e delle sue famose vicende col conte Cabrera questi, avendo in odio la città di Naro, che come quasi tutta la Sicilia parteggiava per la regina, non potendo espugnare il castello molto ben difeso, vi penetrò a tradimento. Nella lotta che ne seguì il castellano del tempo, Lop di Leone, perì nel nome della sovrana ed il Cabrera , dopo averne fatto "tagliare a pezzi il cadavere "fece anche murare viva nel castello una abadessa, solo colpevole di essere parente del castellano (1411).
Ultimi cenni storici relativi a tale Castello risalgono ai tempi di Re Filippo III di Sicilia, nel 1645 circa, quando il castello rientrava nelle proprietà dell'università di Naro.

Descrizione:
il castello presenta pianta irregolare quadrangolare con vasta corte interna sotto la quale è scavata una grande cisterna che veniva usata talvolta come prigione.
Una grande torre quadrata sorge sull'angolo est; sull'angolo sud si trova una torre semicilindrica che non supera attualmente in altezza le mura di cinta, cui e raccordata dal cammino di ronda. Sull'esterno della grande torre quadrata, lato ovest è murato lo scudo aragonese. Il portale d' ingresso a sesto acuto situato ad occidente, risale alla fine del '400. All' interno del cortile si trovavano pure gli alloggi della guarnigione, la cappella e le scuderie, inoltre in caso di pericolo rappresentava un rifugio sicuro per i contadini della zona.

Un' altra piccola torre di altezza pari a quella della cortina fiancheggia il portale d'accesso. Fra le due torri principali, parallelamente al muro di cinta sud cui è addossato, si sviluppa un vasto corpo di fabbrica diviso in due piani e tramezzato all'interno in diversi ambienti.
Tra gli ambienti interni coperti da volte a botte si segnala il bel salone a cui si accede da una porta trecentesca dalla ricca incorniciatura
La sala principale ,coperta da volta a botte a sesto acuto, è rinforzata (forse posteriormente) da arcone mediano trasverso pure a sesto acuto che si imposta su due pilastri semicilindrici con base semiottagonale e capitello a motivi floreali. Una scala inserita negli spessori murari porta dal salone alla terrazza merlata
Dal primo piano del corpo edilizio meridionale si accede alla sala del piano nobile della torre attraverso un arco ogivale con ghiera interna a bastoni a zig-zag. La sala, com sopra già accennato, prendeva luce ed aria da due grandi bifore archiacute oggi tompagnate.
Il castello é stato oggetto d'interventi di restauro mirati sia a conservare l'edificio, sia ad inserirlo nella realtà locale con la destinazione a museo di due livelli dell'ala sud-est e della Torre Aragonese, nonché con la creazione di un laboratorio di restauro nell'area sud-ovest.
Il Castello dei Chiaramonte, venne dichiarato monumento nazionale nel 1912 ed attualmente è di proprietà comunale Lo stato di conservazione generale del complesso è discreto.

Notizie storiche:
1086 - Naro viene presa da Ruggero I - Malaterra, p. 88.
1150 ca. - Idrisi segnala Naro come 'villaggio' (rahl e manzil) - Idrisi, in Amari 1880-81,1, p. 97.
1271 - castrum Nari -1 Registri, VI, p. 179 (Maurici 1993, p. 57).
1296 - terra - Gregorio 1791-92, II, p.496,
1324 - Federico III d'Aragona soggiorna a Naro - Carita 1982, p. 84.
1347 - terra Nari - Michele da Piazza,p. 92.
1355 ca. - terra Nari cum castro - Libri-no 1928, p. 208.
1363 - terra e castrum - Gregorio 1791-92, II, p. 434.
1366 - terra Nari - Sella 1944, p. 128.
1366 (apr. 11) - con privilegio di re Federico IV, Matteo Chiaramonte riceve la terra di Naro - Amico 1855-56, II, p. 185.
1370 (set.) - Giovanni III Chiaramonte s'investe di Naro ignorando i diritti di Matteo - ASPA, Notai, spezzone 62; Bresc 1986, II, p. 804-805, n. 164.
1374 (nov. 18) - Manfredi III Chiaramonte è titolare di Naro - Glenisson 1948, p. 246, c. XVI,
1398 - nel parlamento tenutosi a Siracusa Naro ed il suo castello vennero dichiarati demaniali - Carita 1982, p. 86.

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