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::Il Dongione Normanno a Motta Sant Anastasia » Storia

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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Il Dongione Normanno

Il Dongione Normanno




Il Castello di Motta Sant'Anastasia o Torre normanna o Dongione, fu edificato dal Gran Conte Ruggero il Normanno nel 1070-1074, pare sul rudere di una torre araba. Già nel 1091, il castello venne concesso alla istituenda diocesi di Catania che ne detenne il possesso fino alla fine del XIII sec.
Nel XIV sec., per diciannove anni fu dimora del conte di Aidone, Enrico il Rosso. Nel 1408 fu acquistato da Sancho Ruiz de Lihorj per poi passare nelle mani del re D'Aragona. Nel 1514 il territorio di Motta fu acquistato da Aloisio Sanchez. Nel 1526, Antonio Moncada, conte di Adernò, acquistò Motta e il suo castello che rimasero proprietà dei suoi discendenti fino al 1900, anno in cui venne acquistato dal comune di Motta. Esso è un massiccio torrione quadrangolare merlato a pianta rettangolare, di metri 17 x 8,5 e h. metri 20, con sei finestre nel piano di mezzo, e una merlatura di età normanna con piccole feritoie. Il torrione è impostato su una balza rocciosa lavica. Le murature sono realizzate in opus incertum di pietrame lavico, i cantonali sono realizzati in conci squadrati di pietra lavica, ma lo spessore dei muri, di metri 1,60, è piuttosto contenuto. Il castello è diviso, in altezza, in tre piani illuminati da piccole aperture.
Solo la prima di queste elevazioni presenta ancora le finestre originali ad arco a sesto acuto (esterno) e a tutto sesto (interno). Le altre due finestre quadrate, degli altri livelli, come l'attuale porta d'ingresso, risalgono invece al XV secolo.
A piano terra vi è la porta d'ingresso di modeste dimensione e la copertura conclusiva è costituita da una volta ogivale con arcata mediana di sostegno impostata su mensole. La terrazza presenta un coronamento di merli.
Nel piano terra, destinato ad alloggio militare, sono visibili una serie di feritoie per la difesa.
Sempre al piano terra fu ricavata la cisterna per la raccolta delle acque piovane e dove, come scrive l'umanista Lorenzo Valla, fu rinchiuso il conte di Modica, Bernardo di Cabrera.
Il primo piano era destinato all'alloggio del comandante della guarnigione, mentre il secondo piano è caratterizzato da un arco a sesto acuto. Le tre elevazioni erano collegate tra loro da una serie di scale a pioli retrattili di legno.
Probabilmente alla torre di Motta era attribuito un valore soprattutto militare-difensivo, mentre la funzione residenziale sembra del tutto secondaria. Oggi, divenuto proprietà del Comune, viene utilizzata come spazio espositivo e centro di informazione turistica.




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