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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Castello di Aidone

Castello di Aidone


Il castello si trova ubicato alla periferia del centro abitato su di un altopiano a quota 889 s.l.m., al termine della via Castello
Il sito del castello si trova in posizione elevata rispetto all'abitato che si è sviluppato in direzione sud nell'area sottostante; le caratteristiche orografiche della località hanno fatto si che il castello rimanesse in una posizione distaccata e distinta dal resto dell'abitato.
Dall'altura su cui si ergeva è possibile abbracciare la panoramica circostante a 360°: dal castello si controllava visivamente, quindi, una vasta porzione di territorio.
Nel 1154 - in un diploma della cattedrale di Messina, viene menzionato un Pascal miles de Aydone; tale cognomen toponomastico attribuito ad un miles costituisce indizio dell'esistenza di un castrum.
Nel 1183 - compare in un diploma tale Enricus miles de Aidon.
Nel 1194 - l'esistenza dell'abitato fortificato di Aidone trova conferma anche in un verso di Rambaid de Vaqueiras che ricorda la presa di Aidò da parte delle truppe imperiali.
Nel 1255 - Pietro Ruffo conte di Catanzaro, governatore di Sicilia e Calabria per conto di Manfredi, pone l'assedio ai centri che a lui si ribellano e tenta di espugnare Aidone, ma si trova ben presto costretto a togliere l'assedio alla città che vede intervenire in suo soccorso anche i piazzesi e i nicosiani.
Nel 1257 - Manfredi Chiaramonte, che era stato infeudato di Aidone, lo permuta con il castello di Sperlinga in favore di Enrico Rosso che assume il dtolo di conte di Aidone.
Nel 1299 - Aidone è documentata come centro fortificato.
Nel 1555 ca. - Aidone è ricordata come terra Aydoni cum castro.
Nel 1575 - Perrono Gioeni de Termis entra in possesso della terra di Aidone.
Nel 1574 - viene ricordato il castrum di Aidone.
Nel 1411 - nel castello dimorò la regina Bianca di Navarra.
Nel 1648 - in una descrizione anonima della città risulta che il castello si trovava in cattive condizioni a causa dell'abbandono e dei numerosi terremoti che si erano succeduti; rimanevano solo due stanze ed un cortile per i carcerati e l'abitazione del custode.
Nel 1695 - il terremoto che si abbattè su tutta la Val di Noto dovette causare la completa rovina del castello.
Descrizione: ben poco rimane del complesso che certamente doveva occupare una superficie alquanto vasta, come mostrano i tratti di muratura emergenti lungo la strada di circonvallazione del sito.
In direzione est rimane una porzione di muro con un varco d'ingresso, mentre una quantità più consistente di muratura, ridotta a cumulo di rovine, è lo scenario che si presenta al visitatore che raggiunge il sito dall'attuale Salita Castello. Singolare è la disposizione di tali resti che presentano la rotazione di circa 90° di una porzione di muro: dalla disposizione di tali ruderi si può evincere che il castello venne distrutto molto probabilmente da un evento catastrofico, verosimilmente il terremoto del 1693.
La muratura è del tipo 'a sacco' con due paramenti murari in conci con ricorsi regolari; tra i pochi resti rimangono delle porzioni d'angolo dove si osserva l'impiego di pietrame squadrato a definizione del cantonale.
I resti fuori terra non consentono una lettura ricostruttiva dell'impianto.
La proprietà attuale è pubblica (Comune).


Storia: Il Castello fu, secondo alcuni, una fortificazione saracena, ma sicuramente risale all?epoca normanna ( XI secolo). Sorgeva nel punto più alto della Città, fu costruito sulla roccia e domina sulla vallata del Gornalunga. Il Castello fu abitato nel 1411 dalla Regina Bianca di Navarra intenta a ricevere gli omaggi di obbedienza e fedeltà di città e feudatari. Dopo il terremoto del 1693 restano pochi ruderi del castello che da austera dimora nobiliare era diventato tetro carcere, per ridursi, infine, ad avanzo di mura, da qui la denominazione "Castellaccio".

Come si raggiunge:
Da Palermo o da Catania percorrere la A19 fino all'uscita Mulinello e proseguite sulla "veloce" 117 bis, in direzione Gela fino al bivio per Aidone.

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