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"il popolo dei Tauromenitani dedicò ad Olimpio, vincitore nelle corse a cavallo nelle gare di Olimpia". Iscrizione alla base della staua di Olimpio



Piantina



All'interno del Teatro Greco-Romano, nei pressi del Tempietto Romano, si trova il piccolo museo archeologico ospitato in due stanzette della casa (quelle che erano la casa del vecchio custode del Teatro Antico).Si considera, che in passato tale alloggio era soggiornato da una famiglia di origine inglese (infatti veniva chiamata la "casa degli inglesi").
I reperti archeologici provenienti dal Teatro e da altri monumenti taorminesi sono pochi, perché la maggior parte è stata trasferita nei musei di Napoli, Messina e Siracusa. Tra i più interessanti ritrovamenti spiccano le epigrafi e le iscrizioni che riguardano l'intervallo di tempo che parte dal 150 a.C. fino a giungere all'epoca imperiale Romana. Molte tavole si riportano all' amministrazione delle magistrature cittadine: I tamiai (amministratori del pubblico erario), gli hieromnamones (custodi delle cose sacre) e gli agoranomoi (la polizia di Tauoromenion).
Molto interessanti sono ancora le basi di statue in pietra di Taormina.
In una di esse possiamo leggere sulla fronte un'iscrizione "il popolo dei Tauromenitani (i taorminesi) dedicò ad Olimpio, vincitore nelle corse a cavallo nelle gare di Olimpia".
Una testimonianza che l'allora Tauromenion ebbe un vincitore ai giochi olimpici. Questa base di statua fu ritrovata nel 1770 in occasione dei lavori di ampliamento del monastero di S. Maria del Valverde, oggi caserma dei Carabinieri.
Un'altra base di statua, sempre in pietra di Taormina, e che a giudicare dall'iscrizione i taorminesi avevano dedicato a Caio Claudio Marcello che fu Propretore della Sicilia nel 77 a.C.
Ancora in pietra di Taormina un pilastro alto m. 1,75 e scoperto nel 1864. Si tratta della Tavola degli Strategi, il marmo cioè dove sono scolpiti, in lingua greca, i nomi degli strateghi che non erano militari, ma a Taormina erano preposti all'amministrazione della giustizia.
Un altro pilastro rappresenta la Tavola dei Ginnasiarchi, magistrati che dirigevano il Ginnasio, la palestra di educazione psico-fisica dei giovani.
Due epigrafi si riferiscono al culto di Demetra e Kore e di Iside e Serapide.
Completano la raccolta di maggior interesse un sarcofago di marmo, piccolo e ovale a sagoma di bambino (la parte esterna è scolpita ad altorilievo con figurazione bacchica e un torso acefalo di Apollo, di età ellenistica).Il sarcofago fu rinvenuto nel 1839 nel giardino del Convento dei frati Minori osservanti francescani.
All'interno dell'Antiquarium possiamo notare anche dei blocchi di pietra levigati con incisi rendiconti finanziari della polis, trovati nel 1833 alle falde del teatro greco romano. Taormina quindi, come si faceva a Roma ed Atene, conservava "in eterno", in quanto scolpiti su pietra, i documenti del suo ordinamento politico, civile e finanziario.