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::Necropoli araba a Taormina » Storia

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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Necropoli araba

Necropoli araba




La necropoli araba si trova a poche centinaia di metri dalla porta nord, lungo la provinciale che da Capo Taormina sale fino al centro della città. Sulla sua origine ci sono stati studi e rilevamenti archeologici nel corso del tempo e si presume sia stata realizzata tra il IX e l'XI secolo. Stabilito che si tratta di tombe di epoca tardo-imperiale e bizantina, quelle attualmente visibili lungo la via Pirandello alta, al di fuori della cinta muraria che cingeva la città, sono dei loculi-alveare, con metodo detto “colombario” (celle simmetriche poste l'una sull'altra)realizzati su due piani, in spessa muratura. L’intera necropoli era molto più estesa e di certo, dopo la conquista araba del 902, la funzione cimiteriale rimase inalterata ed è probabile che il luogo preposto allo svolgimento dei riti funebri, fosse la chiesa bizantina di S. Pietro, che tornò ad esser di nuovo cristiana con la riconquista normanna, assumendo la funzione definitiva durante il 1300.
L’esplosione degli scavi archeologici, avviene in concomitanza con l’epoca del Grand Tour e il giungere dei primi viaggiatori stranieri, inglesi, francesi e tedeschi nel secolo diciottesimo e diciannovesimo. Di questo, si rese conto anche l’archeologo Paolo Orsi, a cui si deve lo scavo e la scoperta della necropoli sicula di “Cocolonazzo”, avvenuta nel 1910, nella zona tra Madonna della Rocca e Castelmola. Paolo Orsi conosceva bene le ricerche effettuate nei secoli precedenti, che avevano anche favorito la nascita del mercato antiquario, ed ebbe interesse verso Taormina da appassionato d’arte e memorie antiche. Conobbe in queste circostanze, il Prof. Cacciola e la moglie Lady Trevelyan, che collezionava oggetti e libri antichi e fu girando per la città, che s’imbatté in una sorprendente scoperta.
Fu proprio Paolo Orsi a scrivere, nel 1910: «Un decennio addietro comparvero sul mercato antiquario di Taormina, frequentato da acquirenti di tutto il mondo, alcuni bellissimi ori, anzi orecchini esclusivamente, che io giudicai bizantini ». Gli ori, sono custoditi nel museo a lui titolato, di Siracusa, ma confermano la presenza importante dei bizantini in città e rendono plausibile anche l’esistenza di maestri orafi locali e di botteghe che emettevano pezzi pregevoli e non inferiori alla capitale Bisanzio. Apparsi sul mercato antiquario, è probabile provenissero dall’antica necropoli, poi eliminata dalla costruzione della nuova strada.
La dottoressa Cettina Rizzo, a seguito di scavi effettuati dal comune, lungo la via Pirandello per la posa dei tubi per le acque bianche e quelle nere, in uno studio del 1996, ha evidenziato che nel giardino dell’hotel Villa Carlotta è stata ritrovata una vasta porzione dell’area cimiteriale antica, poi distrutta a seguito della costruzione della rotabile Giardini - Taormina nel 1800. Sono stati rinvenuti dei loculi affiancati parallelamente, in muratura grossolana, misti di pietre e laterizi e intonacati internamente e esternamente, con copertura a volta, apertura quadrangolare ma non sono stati trovati scheletri.
Nel tratto di via Pirandello antistante alla chiesa di S. Pietro, sono state scoperte altre tombe di epoca tardo-imperiale e proto-bizantine. Sepolture a cassa in muratura dove sono stati impiegati materiali di recupero del “tipo tegoloni romani” insieme a lastre marmoree. E queste sepolture furono usate sino all’epoca del tardo Medioevo.




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