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Maria SS. Annunziata del Carmine-Catania
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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Maria SS. Annunziata del Carmine-Catania

Maria SS. Annunziata del Carmine-Catania




Dalla ricostruzione della chiesa del Carmine, a cominciare dal 1729 ad oggi, vi è stato un continuo lavoro di abbellimento e di arricchimento dei suoi tesori artistici. Il prospetto esterno, attribuito all'architetto romano Battaglia, è rivolto ad occidente e presenta tre porte divise da due altissime semicolonne attaccate ai muri al di sopra delle quali si erge una monumentale nicchia, dalle caratteristiche ad altare, dove è posta una gigantesca statua in marmo raffigurante la Madonna del Carmine. La porta centrale della facciata è sormontata da un finestrone rettangolare con una vetrata con stemma dell'Ordine, mentre le due laterali presentano delle finestre che oltre che arricchire ne snelliscono l'architettura. Dietro il nicchione della statua della Madonna è situata la cella campanaria con quattro campane; la più antica e la più grande risale al 1525 ed è opera di Matteo Sanfilippo da Tortorici. La seconda è del 1833 ed è dedicata al SS.Sacramento mentre la terza, fusa nel 1838, porta la dedica alla Madonna del Carmine. La più piccola è del 1933 a ricordo del 50° anniversario dell'incoronazione dell'immagine della Madonna del Carmine da parte del Capitolo Vaticano.
L'interno del Santuario, preceduto da un ampio vestibolo, è sontuoso, a tre navate con archi di comunicazione sorretti da pilastri quadrangolari, transetto e absidi. La chiesa, che misura 68 metri di lunghezza per 26 di larghezza, è la terza per grandezza a Catania dopo la Cattedrale e la chiesa di S.Nicolò l'Arena. Ricca di altari, la chiesa ne ospita undici, in marmo policromo, sei dei quali, quelli delle navate laterali, sono uguali fra loro.
Entrando nel Santuario dalla navata di destra, detta anche del Crocifisso, si incontra una maestosa nicchia con cornice in pietra lavica levigata in cui è la statua di S. Giuseppe. Proseguendo si incontra il primo Altare di S.Spiridione, con tela del 1946 raffigurante il santo vescovo dipinta dal catanese Sebastiano Conti Consoli. Nel secondo Altare di S.Giuseppe, è raffigurato S.Giuseppe pregato da S.Teresa di Gesù, del 1782, per opera di Francesco Gramignani. Il terzo è l'Altare di S. Maria Maddalena de' Pazzi, del 1818 raffigurata dal pittore Giuseppe Zacco. In questa navata sono anche due quadri di grande valore: la Tavola del Pastura, raffigurante Maria Carmelitana, del 1501, quel pittore siciliano seguace ed imitatore di Antonello da Messina e una tela Il sogno di S.Giuseppe di anonimo del XVII secolo.
Il grandioso Altare di S.Giovanni Decollato, posto sul lato destro del transetto, allestito da Isidoro Martino nel 1880 con pregevole tela del 1856 dei fratelli Vaccaro da Caltagirone. Nella parte bassa dell'altare vi è un'urna contenente le ossa del martire S.Sinforo (III sec.) donata da Papa Pio VII. Nell'abside della navata è la Cappella del Crocifisso; con Crocifisso ligneo del sec. XVIII e le statue dell'Addolorata, S. Giovanni apostolo. Da questa cappella si accede alla sagrestia abbellita da graziosi stucchi settecenteschi e da un'opera in terracotta smaltata riproducente l'apparizione della Vergine sul monte Carmelo.
La navata centrale ospita il presbiterio, sopraelevato di 64 centimetri dal pavimento della chiesa, e l'altare maggiore che è in marmo policromo ed è adornato dalle statue di Mosè e di Elia. Dietro l'altare vi è il coro del 1600 in noce scolpito. Nell'abside si erge maestosa la pregevole tela raffigurante l'Annunciazione, del sec. XVIII, opera del pittore catanese Filomena. Nel catino dell'abside e sulle pareti dell'altare maggiore vi sono tre affreschi, del 1898 del catanese Natale Attanasio, raffiguranti rispettivamente La visione eliana della nuvoletta che sale dal mare; Elia il profeta rapito in cielo su un carro di fuoco; La consegna della regola carmelitana.
Al centro della volta dell'abside domina lo stemma in stucco dell'Ordine Carmelitano, con scudo accollato all'aquila imperiale germanica a due teste di Svevia - Sicilia, sormontata da corona reale e col motto Decor Carmeli. Sempre nella navata centrale si trovano tre nicchie dove sono collocate le statue di S.Alberto di Sicilia, S.Maddalena de' Pazzi e S. Elia profeta ispiratore dei Carmelitani. Quest'ultima, la più pregiata, eseguita nel 1727, è in legno massiccio.
Nella navata di sinistra, detta pure della Madonna, è la Cappella del Carmine con tela del '700 di notevole fattura opera di Sebastiano Ceccarini da Fano, riproducente l'immagine della Madonna con il bambino che porge lo scapolare a S. Simone Stock. L'immagine di questa madonna è stata solennemente incoronata nel 1883 dal Capitolo Vaticano. In questa cappella, nello spazio adiacente e nell'abside maggiore sono presenti parecchi monumenti funebri di nobili benefattori della chiesa e di eminenti personalità. Segue l'Altare del S.Cuore situato nel transetto, realizzato nel 1878; dapprima dedicato a S.Elia profeta, la cui statua nel 1920 fu rimossa e situata nella nicchia della navata centrale. Sulla porta laterale della chiesa con ingresso dalla Via G. Verdi, vi è un grande quadro del XVIII secolo raffigurante S.Maria Maddalena de' Pazzi, di autore ignoto. Ed ancora l'Altare di S.Elia profeta, con tela del 1750 di Olivio Sozzi restaurata nel 1936 da Giovanni Nicolosi e ancora nel 1987 da Giacomo Platania.
L'Altare di S.Lucia e S.Agata, con tela del 1791 di Antonio Pennisi di Roma, che ricorda la supplica che la santa siracusana fece al sepolcro della santa catanese per implorare la grazia della guarigione della madre. E, a ricordo della prima sepoltura della vergine e martire catanese, ai piedi del quadro è posta un'urna con statua di cera di S. Agata, patrona della città. Molti compositori siciliani hanno composto musiche sacre su questo fatto, non ultimo il carmelitano P.Michele Malerba in un suo libro di musiche del 1614. Ultimo altare quello di S. Angelo carmelitano. Il quadro che lo raffigura è del 1818 ad opera di Giuseppe Zacco. In fondo alla navata è stata ricavata una nicchia che ospita il venerato simulacro in legno della Madonna del Carmine, della fine del XIX secolo. Il Santuario è dotato di un organo del 1963, ma di buona fattura e potente sonorità, collegato alle canne che trovano alloggiamento nella maestosa cantoria che si affaccia sulla navata centrale.
All'interno della chiesa troviamo un'esposizione permanente degli "ex voto" pittorici e dei "cuori" in argento, che i devoti, nel tempo, hanno offerto alla Madonna del Carmine per ringraziamento della grazia ricevuta.
LE ARTISTICHE VETRATE
Il Santuario si impreziosisce con l'arredo di 14 artistiche vetrate lavorate su vetro e piombo secondo un uso antichissimo della tecnica medievale detta "grisaille". I temi iconografici sono tratti dal mondo carmelitano.




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