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Fortino di Mazzallakkar-Sambuca di Sicilia
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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Fortino di Mazzallakkar-Sambuca di Sicilia

Fortino di Mazzallakkar-Sambuca di Sicilia


Nell'area compresa tra Sambuca di Sicilia e Sciacca, si possono individuare i ruderi di un fortino costruito dagli arabi e chiamato Fortino di Mazzallakkar. Esso si trova nella zona dei mulini, chiamata così per la presenza di diversi mulini funzionanti grazie alle acque di Rincione tra la collina Castellazzo e la Torre Cellaro (Masseria di Fondacazzo), che si estende nella parte bassa di Sambuca di Sicilia.
Fu costruito come avamposto in quel «luogo remoto»» «remoto» rispetto alle terre occupate dagli Arabi lungo la costa tra Xacca e Mazara del Vallo e la sua costruzione fu realizzata nello stesso periodo in cui gli arabi stavano fondando Zabut (Sambuca) e cioè successivo all'830. Il Fortino ha una forma quadrangolare; in ogni angolo si eleva un torrione di forma circolare, coperto da una cupoletta in pietra calcarea con un ornato cuspidale che dovette essere una fiamma o una mezzaluna. I torrioni sono dotati di feritoie e l'altezza delle mura raggiunge circa 4 metri. Discussa la storia del fortino da diversi studiosi, ancora oggi non perfettamente definita la datazione e l'ubicazione a controllo viario nel territorio. Fino agli anni '50, anche se adibito al ricovero di greggi e armenti, il Fortino si trovava in ottime condizioni. In seguito alla costruzione della diga Carboi,che sbarra le acque del fiume Rincione-Carboj, resta sommerso parzialmente dalle acque del lago Arancio per almeno sei mesi all'anno. Sottoposto a continue escursioni termiche ed altrettanti depressioni idrogeologiche si va distruggendo lentamente e irrimediabilmente. Questo capolavoro storico e architettonico, unico in tutta la Sicilia, merita di essere salvato e la tutela di questa struttura antica, unica nella tipologia, va perseguita anche attraverso specifici studi di ingegneria, che potrebbero ipotizzare l'isolamento della struttura dalle acque o il trasferimento sulla terra ferma. Il Fortino di Mazzallakkar e i resti del Castello di Zabut documentano fisicamente la presenza di popolazioni musulmane in quest'area e costituiscono un archivio di pietra della storia di questa zona, che attraverso accurate e specifiche campagne archeologiche potrebbero restituire ulteriori dati alla storia di Sambuca di Sicilia.
Su questa imponente testimonianza della presenza araba ha scritto una pregevole monografia la professoressa Anna Maria Schimidt dell'Università di Palermo.


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