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ITINERARIO DEI CASTELLI NELLE PROVINCIE SICILIANE

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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?


(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Quando Guglielmo II morì nel 1189 senza alcun erede , al trono successe la zia Costanza, moglie di Enrico Hohenstaufen, che divenne poi imperatore con il nome di Enrico VI .
Il governo di Costanza fu inizialmente accettato dai baroni ma, non molto tempo dopo, contro l'Arcivescovo Gualtiero Offamilio, sostenitore dei diritti degli Svevi, si oppose Matteo d'Ajello, fautore di una politica di indipendenza del regno che si riallacciava all'antica tradizione normanna.
Costui, convocato un Parlamento, fece deliberare l'assunzione al trono di Tancredi, Conte di Lecce e nipote illegittimo di Guglielmo, che fu incoronato re nella Cattedrale di Palermo nel 1190, e riconosciuto dal Papa.
Tra alterne vicende il regno di Tancredi non si rivelò un momento facile per la Sicilia; si era distinto nella guerra contro i Bizantini, ebbe cura di comporre i dissidi sorti tra cristiani e musulmani; dovette domare i baroni pugliesi che non volevano riconoscerlo, e con l'impero bizantino e la Curia romana riuscì a fronteggiare i Tedeschi che avevano invaso il regno per far valere i diritti di Enrico VI , sostenuto dai baroni pugliesie , in particolare dal conte Andria, Gran Giustiziere delle Puglie.
Ammalatosi nel 1194 per l'improvvisa morte del figlio Ruggero, che aveva fatto coronare re di Sicilia, si spense il 20 febbraio dello stesso anno, lasciando il trono al secondogenito Guglielmo III sotto la tutela della regina Sibilla.
Nel frattempo Enrico VI pianificava l'estensione del suo potere nel Mediterraneo e nell' Europa meridionale. Il suo disegno di conquista venne definito nel 1194, anno in cui sbarcò a Messina. La flotta siciliana non fece nulla per fermare Enrico e Messina accolse i tedeschi con entusiasmo. Subito dopo con l'aiuto della flotta di Genova e Pisa s'impadronì di Catania e Siracusa. Nel novembre dello stesso anno dopo aver conquistato le altre città siciliane, entrò a Palermo dove convocò il Parlamento e si fece riconoscere re di Sicilia e a Natale si fece incoronare dall' arcivescovo Bartolomeo Offamilio, succeduto al fratello Gualtiero.
Enrico VI ricorse al tradimento per sbarazzarsi del piccolo re Guglielmo III; questi venne inviato in Germania e lì fatto morire in prigione.
Così finiva la gloriosa dinastia dei Normanni d'Altavilla, che con la sua saggezza politica e virtù militare aveva procurato tanto lustro alla Sicilia e dato tanto benessere.
Il regno di Enrico VI ebbe vita breve e fu caratterizzato dalle rivolte della nobiltà locale; nel 1197 le sue spoglie furono deposte nella cattedrale di Palermo.