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ITINERARIO DEI CASTELLI NELLE PROVINCIE SICILIANE

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::lo-sbarco-in-sicilia-1943»Gli atterraggi dall'aria » Storia

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"C'era una bufera spaventosa, l'aereo andava su e giù ... Mi sentivo male anch'io, ma non appena cominciarono le esplosioni della contraerea, d'un colpo passò tutto. Si aprì il portellone, e saltammo giù. Il cielo era tutto un groviglio di proiettili traccianti, sembrava di fluttuare tra i fuochi d'artificio..."

J. H.Allen
soldato americano della 82a Airborne



La flotta di invasione salpava da porti di imbarco lontani tra loro. La 45a Divisione proveniva direttamente dagli Stati Uniti, avendo fatto solo una breve sosta ad Orano; la divisione canadese proveniva dalla Scozia; le altre formazioni provenivano dai porti del Medio Oriente e Nord Africa. In tutto tra navi da combattimento, trasporto truppe, veicoli da sbarco la "Husky" contava circa 3.300 vascelli. Il 9 luglio i convogli fecero il loro incontro a Malta, quindi partirono alla volta della Sicilia.

La forza di invasione non arrivo non vista. Gli aerei di controllo del mare dell'Asse avevano avvistato i convogli il 4 luglio. Ulteriori avvistamenti seguirono ed entro il giorno successivo il Generale Guzzoni concluse che il loro obiettivo doveva essere la Sicilia. Per il 9 luglio egli sapeva che un'invasione non doveva essere molto lontana. Alle 7 di sera egli emise un allarme preliminare; tre ore dopo, Guzzoni ordinò un allarme totale.

Gli attacchi aerei Alleati precedenti lo sbarco incontrarono grandi difficoltà. Una inaspettata burrasca sul Mediterraneo e una cattiva visibilità ruppero le colonne aeree provenienti dal nord Africa e costrinsero i piloti inesperti a perdere la loro rotta. Dei 144 alianti che trasportavano in Sicilia la prima Brigata di Atterraggio inglese, circa 60 vennero rilasciati troppo presto e caddero in mare, con gran parte degli uomini affogati. Solo 54 arrivarono in Sicilia, e solo 12 di loro sulle, o nelle vicinanze delle corrette zone di atterraggio.

I Paracaduti americani lanciati la notte prima dell'invasione furono un fallimento tanto quanto quello degli alianti inglesi. I 3.400 paracadutisti statunitensi si trovarono scaraventati per tutta la Sicilia sud orientale.
Come risultato, meno di 100 truppe aeree britanniche raggiunsero l'obiettivo, il Ponte Grande a sud di Siracusa e mantenerlo fino a quando l'Ottava Armata li avesse soccorsi dal mare.
Il 222C-47s che trasportava 3.400 uomini della 505a Fanteria Paracadutisti ed il 3° Battaglione attaccato della 504a Fanteria Paracadutisti, lanciarono i loro carichi per tutta la Sicilia sud orientale 33 attacchi di atterraggio nella zona dell'Ottava Armata. A dispetto dei disastrosi atterraggi sparsi, una piccola forza di truppe paracadutate occupò l'importante altopiano di Piano Lupo, a nord est di Gela: Un altro conquistò l'importante e vitale Ponte Dirillo, che collega le spiagge di Gela e Scoglitti. Altrove bande di truppe di paracadutisti vagavano attraverso le zone di retrovia nemiche, provocando caos e confusione.