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ITINERARIO DEI CASTELLI NELLE PROVINCIE SICILIANE

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...La difesa costiera non è in condizioni di impedire lo sbarco, ma solo in misura di ostacolarlo, di ritardarlo e di contenere per un tempo più o meno lungo l'avversario sbarcato"... Gen. Roatta



E' il 10 luglio 1943, ha inizio l'operazione Husky: la più grande operazione anfibia della storia: sette divisioni vengono fatte atterrare simultaneamente. (in Normandia Francia, un anno dopo, ne furono impiegate solo cinque). Gli Alleati incontrano una scarsa resistenza sulle spiagge tra Gela, Licata e Siracusa e le truppe che invadono il suolo italiano incontrano in prevalenza i soldati italiani della 6a armata, male armati e ancor peggio equipaggiati, supportate da un numero esiguo di forze tedesche. Nello stato maggiore tedesco e, ancora di più, in Adolf Hitler prevaleva la convinzione che le truppe americani e inglesi sarebbero sbarcate in Sardegna e in Grecia. Addirittura la Luftflotte 2, comandata dal feldmaresciallo Von Richthofen era stata spostata dalla Sicilia in Sardegna, proprio in virtù di questa errata valutazione strategica. E tutto ciò nonostante i ripetuti appelli dello stato maggiore italiano a quello tedesco per rinforzare il presidio siciliano. L'isola sarebbe stato l'obiettivo principale delle armate americane e inglesi per colpire immediatamente il "ventre molle dell'Asse", definizione ironica degli Alleati dell'Italia di Mussolini, fatta a pezzi da tre anni di guerra e prostrata dai continui bombardamenti aerei.

L'uso indiscriminato dei bombardamenti sulle città fu una delle caratteristiche più crudeli della seconda guerra mondiale. Nel già citato incontro di Casablanca Roosevelt e Churchill decisero, tra l'altro, "una campagna aerea con un'offensiva di bombardamenti più intensa possibile...mirando soprattutto a ridurre a pezzi, oltre le fabbriche belliche, il morale della popolazione civile". E così fu. Da quel momento per la gente non contò più nessuna ideologia, ma la sola sopravvivenza. Dopo ogni raid aereo, le persone si sentivano svuotate, sconfortate, prive di risolutezza".

Nei primi giorni di luglio in Sicilia erano presenti circa 260.000 soldati; 175.000 italiani e 28.000 tedeschi tra le truppe combattenti, gli altri addetti ai servizi. Le situazione drammatica delle difese dell'isola era già stata evidenziata dal generale Roatta, predecessore di Guzzoni al comando militare dell'isola. Parlando del prevedibile sbarco alleato, Roatta disse che: "...(la difesa costiera) non è in condizioni di impedire lo sbarco, ma solo in misura di ostacolarlo, di ritardarlo e di contenere per un tempo più o meno lungo l'avversario sbarcato". Anche la superiorità aerea alleato era fuori discussione: a fronte di 1.320 aerei disponibili dagli italiani, gli Alleati potevano contare su 2.050 bombardieri e 2.200 caccia, senza contare gli aerei dislocati in Marocco e a Gibilterra.
Infine un altro problema era rappresentato dalle divergenze tra il comando italiano in Sicilia e quello tedesco. Le truppe tedesche erano, in teoria, agli ordini del generale Guzzoni, ma in pratica il comandante italiano dovette indire numerosissime riunioni con gli ufficiali tedeschi che, ancora dubbiosi sullo sbarco in Sicilia (come vedevamo, la beffa del maggiore Martin aveva funzionato), erano comunque discordi sulle località siciliane in cui sarebbe avvenuto quello che per loro restava un ipotetico sbarco. L'unica conclusione a cui poté giungere il generale Guzzoni fu che lo sbarco sarebbe stato, eventualmente, contrastabile, solo quando si fossero palesate le vere intenzioni degli Alleati.
Nelle prime ore del 10 luglio 1943, forze britanniche, canadesi e americane unite assalirono otto spiagge sul litorale sud-est delle dieci mila miglia quadrati di litorale dell'isola vulcanica alla punta dell'Italia.
Nel campo della tecnica degli assalti anfibi, "Husky" introdusse un?intera nuova gamma di strumenti per lo sbarco, inclusi
- gli LST ( nave da sbarco e carri armati ),
- gli LCT ( aeroplani e carri armati ),
- gli LCI ( aeroplani e fanteria ),
- gli LCVP ( aeroplani, veicolo o truppe )
- il DUKW.
Fu anche la prima volta che gli alleati facevano uso su grande scala delle truppe trasportate su aerei ed alianti. Questi ultimi sia per il fuoco amico sia l'inesperienza dei piloti si rivelarono delle verie e proprie trappole mortali.
La Sicilia segnò anche l'ingresso in Europa dell'esercito statunitense nella seconda guerra mondiale. Combattendo a fianco dei più esperti veterani inglesi del deserto, il soldato americano mostrò ciò che poteva fare.
L'operazione Husky si sviluppò in due tronconi:
- La 7a Armata americana del Gen. George S. Patton che, sbarcando nel Golfo di Gela, puntò verso nord- ovest, alla conquista di Palermo per poi ripiegare a oriente lungo la costa settentrionale verso Messina.
- L' 8a Armata britannica del Gen. Sir Bernard Montgomery, che sbarcò nell'estrema punta sud-orientale e da lì risalì verso nord, occupando Siracusa e Catania, per poi ricongiungersi con gli americani a Messina.
Gli alleati conquistarono la Sicilia in trentotto giorni e ciò portò alla destituzione di Benito Mussolini e alla resa dell'Italia. Tuttavia fu una vittoria deludente, una " vittoria amara" per gli amglo-americani.
Per il nemico più forte, l'esercito tedesco, portò a termine una brillante fuga, evacuando nel continente italiano, in maniera vincente, molte delle sue truppe e materiali, pronti a combattere duramente e a rivalersi sulle popolazioni civili.