Home Page Chi siamo Cosa offriamo Finalità Partecipa Segnalazioni Contatti Mappa del sito Mappe satellitari Meteo Cartoline

Untitled Document

ITINERARIO DEI CASTELLI NELLE PROVINCIE SICILIANE

Provincia di Agrigento Provincia di Caltanissetta Provincia di Catania Provincia di Enna Provincia di Messina Provincia di Palermo Provincia di Ragusa Provincia di Siracusa Provincia di Trapani

 

::lo-sbarco-in-sicilia-1943»L'occupazione di Pantelleria » Storia

Mappa Video Monumenti Eventi Cartoline Galleria Brochure Commenti Link

 



... Molti dei nostri comandanti, esperti ed ufficiali di S. M., erano decisamente contrari ad uno sbarco perchè un fallimento avrebbe avuto un effetto scoraggiante sul morale delle truppe da impegnare lungo le coste della Sicilia.. Eisenhower



Preliminare necessario allo sbarco era tuttavia l'occupazione di Pantelleria che l'opinione pubblica italiana, suggestionata dalla propaganda fascista, considerava una specie di Malta, una base quasi inespugnabile. Per gli alleati era necessario conquistarla, per farne una base per la loro aviazione.
Dall'8 maggio del 1943, data del primo bombardamento, ebbe così inizio una violenta offensiva aerea anglo-americana contro l'isola fortificata di Pantelleria, difesa da 11.000 uomini e 180 cannoni al comando dell'ammiraglio Pavesi. Scriveva Eisenhower: "Topograficamente Pantelleria presentava ostacoli quasi spaventosi per un assalto ... Molti dei nostri comandanti, esperti ed ufficiali di S. M., erano decisamente contrari ad uno sbarco perchè un fallimento avrebbe avuto un effetto scoraggiante sul morale delle truppe da impegnare lungo le coste della Sicilia". Per tali motivi si decise di attaccare dall?alto e bombardare l?isola. Su Pantelleria, in soli sei giorni tra il 6 e l'11 giugno 1943, furono sganciate ben 5.000 tonnellate di bombe e i panteschi vissero giorni ineffabili. Alcuni panteschi lasciarono l'Isola usufruendo di aerei che riuscivano ad atterrare, la maggior parte si rifugiò negli hangars o nelle grotte o nelle campagne. Il centro urbano venne raso al suolo fatta eccezione del palazzo comunale distrutto in seguito dagli americani per un filmato
Pantelleria si rivelò per quello che era in realtà: un avamposto sperduto, messo subito in ginocchio dai bombardamenti e soprattutto senza volontà alcuna di resistere. Non ci furono perdite da parte degli Alleati, a eccezione, secondo i racconti dei marinai locali, d'un soldato ferito dal morso di un asino.
Dopo 35 giorni di bombardamento, Pantelleria vide sventolare sul colle di Sant'Elmo la bandiera bianca, segno di resa e di guerra finita.
Più di 11.000 prigionieri caddero nelle loro mani. Nei due giorni successivi anche le isole vicine di Lampedusa e Linosa capitolarono; gli abitanti della prima, addirittura, si arresero in massa dinanzi al pilota di un aereo costretto ad atterrare per mancanza di carburante.