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::parco-archeologico-di-solunto»Casa del cerchio in mosaico » Storia

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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?


(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



La Casa di Arpocrate a Solunto è inserita nell'insula VI e vi si accede da via Ippodamo di Mileto: il nome deriva dalla presenza nell'oecus di un cocciopesto (opus signinurn) decorato con un grande rosone campito dal motivo del reticolato di rornbi accostati in diagonale lungo i raggi del cerchio ed orlato da una fascia a meandro continuo. Va rilevata in particolare la peculiare disposizione dell'orato di rornbi, che denota il chiaro intento di conferire valore prospettico alla rappresentazione. accentuandone soprattutto l'effetto volumetrico. Sia In questo ambiente che nell'attiguo grande tablino restano tracce di una decorazione parietale in stucco monocromo bianco di I stile, coevo alla stesura del pavimento in cocciopesto. In una fase cronologicamente successiva tale decorazione venne sostituita con pitture della fase iniziale del II stile (fase 1a), di cui restane ampie testimonianze nelle cornici in stucco rimaste in situ e nel festoni colorati su fondo giallo che ancora oggi si intravedono sulle pareti del tablino, a sua volta pavimentato con un battuto a scaglie di colore bianco a grana molto fitta. Malgrado il grado di elaborazione del repertorio decorativo pienamente ascrivibile al II e I sec. a.C., l'impianto architettonico della casa si distingue dalle altre lussuose dimore soluntine perche aderisce ai modelli più modesti e tradizionali della casa a cortile piuttosto che al tipo della casa a peristilio ellenistica, ampliamente attestato nella stessa Solunto. `
Si segnala a tal riguardo l'articolazione planimetrica dei tre ambienti cerrispondenti al tablino, all'oecus,al vano verticale ad esse antistante, poiché in tale caratteristica stesura il complesso soluntino sembra riprodurre il sistema della casa a prestos greca, comunemente attestato nel mondo grece e presente a Priene nel IV sec. a.C. Nel nostro caso. il vaste ambiente che introduce sia all'oecus che al tablino è anch'esso decorato da un battuto pavimentale in cocciopesto caratterizzato dal motivo del reticolato di rombi a linee punteggiate, inquadrate da una fascia in seminato semplice costituita da tre file parallele.