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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?


(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)


Porta Teatro

Porta Teatro

L'avvallamento che si trova sul fianco occidentale del Monte Barbaro costituì un accesso naturale alla città. La sua difesa è stata affidata, nel corso dei secoli, ad un complesso fortificato che col tempo ha subito notevoli cambiamenti legati alle vicende storiche di Segesta.
La cinta inferiore di mura, eretta in età classica (inizi V secolo a.C.) e munita di robuste torri quadrate ( ne sono state identificate 11) seguiva la forte pendenza della valle fino a chiuderla come in una diga. Da essa si aprivano almeno tre porte delle quali la principale era la Porta di Valle nella quale una larga apertura al centro (6,6 m) costituiva inizialmente il varco di accesso.
Successivamente verso la seconda metà - fine del V secolo a.C., la Porta di Valle venne rinforzata ai lati da due grandi torri (VII e VIII) e poi dimezzata da un muro collegato alla torre ovest. In posizione più elevata il controllo della valle era affidato a una sorta di bastione fortificato sul piccolo pianoro oggi occupato da un recinto per le pecore che riutilizza in parte le strutture antiche. Intorno al pianoro tre torri della cinta muraria inferiore (IX, X e XI) controllavano da un lato la zona della Porta di Valle e, dall'altro, la strada che conduceva alla cosiddetta Porta Stazzo, probabilmente la porta principale d'accesso alla città (oggi vi transita il sentiero pedonale per il teatro).
Tra la fine del IV secolo e la seconda metà del III secolo a.C. la Porta di Valle fu oggetto di radicali cambiamenti che determinarono, tra l'altro, la chiusura della porta e la realizzazione di alcuni vani sul fronte esterno delle mura per ospitare catapulte e magazzini per i proiettili di pietra. La linea difensiva delle mura venne arretrata costruendo un muro tra le torri VI e IX (cosiddetta "cinta di mezzo") che tagliava fuori la Porta di Valle determinandone lo stato di abbandono.
L'utilizzo militare di questa zona cessò definitivamente nel corso della prima età imperiale, quando si costruì la cinta muraria superiore,dotata di 13 torri quadrate o trapezoidali e di due porte(Porta Teatro e Porta Bastione) ridotta rispetto a quella precedente, anche in funzione della contrazione della città. Per la sua costruzione furono utilizzati molti materiali di reimpiego ed alcuni suoi tratti sono stati ripresi da muri medievali.
Trovandosi fuori le mura, la Porta di Valle venne riutilizzata da un frantoio per la spremitura delle olive.
Durante i lavori di restauro della Porta Stazzo è stata messa in luce sulla sommità della torre IX una tomba a cassa costruita con lastre di calcare. All'interno, due scheletri femminili, uno dei quali, precedente, accantonato ad una estremità della cassa. Il corredo della sepoltura più recente (due brocchette di ceramica di produzione tunisina) fanno datare la tomba tra V e VI secolo d.C.



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Parco Archeologico di Segesta

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