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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?


(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)





Giovanni Verga, nato a Catania il 2 settembre del 1840, autore di romanzi, racconti e opere teatrali, è il massimo esponente del verismo. Compì gli studi primari alla scuola di Don Antonino Abata (1851). Scoppiata a Catania un'epidemia di colera, con la famiglia si trasferì nella proprietà di Tèbidi (situata tra Vizzini e Licodia). Nel 1861, a sue spese, iniziò la pubblicazione de I carbonari della montagna e diede inizio alla collaborazione con la rivista "L'Italia contemporanea". Fondamentale nel suo cambiamento di interessi fu l'abbandono dell'isola; nel 1869 partì per Firenze, allora capitale del Regno d'Italia; espliciti i ittioli dei romanzi di questo periodo "mondano": Una peccatrice (1866), Eva (1873), Eros (1873). Particolare successo ebbe Storia di una capinera ( 1871). La svolta letteraria si data al 1874, con la novella intitolata Nedda.

L'ambiente non è più urbano, ma rurale; la storia non è più ambientata al Nord ma in Sicilia, i protagonisti sono umili contadini. I racconti Vita dei Campi (1880) e Novelle rusticane (1883) anticipano il capolavoro con La Lupa, La roba, Rosso malpelo, Cavalleria rusticana.

Del 1874 è la prima stesura di Padron 'Ntoni - progetto marinaresco. Nel numero di agosto del 1879 de "Il Fanfulla della domenica" esce un abbozzo de I Malavoglia, col titolo di Fantastichera.

Nel 1881, Treves pubblica I Malavoglia, grande delusione per il pubblico e la critica di allora. Nel 1889 lo stesso Treves, pubblica Mastro Don Gesualdo. Anche qui l'ambientazione è siciliana e la lingua rispecchia con tecnica raffinata la realtà che fa da sfondo al romanzo.

Della Cavalleria Rusticana lo stesso Verga elabora una versione teatrale (rappresentata nel 1884), che fu musicata da Pietro Mascagni (1890).

Nel 1896 lavora alla Duchessa di Leyra, che dovrebbe essere il terzo del ciclo dei cinque romanzi veristi, che, insieme con L'Onorevole Scipioni e L'uomo di lusso, non vedrà mai la luce.

De La Duchessa di Leyra conosciamo solo un capitolo. Tra il 1907 e il 1920 Verga cura personalmente le sceneggiature cinematografiche di La Lupa, Tigre reale, Storia di una capinera e Caccia al lupo.

Nel 1919 scrive l'ultima novella, Una capanna e il tuo cuore, pubblicata postuma da De Roberto.

Nel 1921 lo scrittore riceve l'ordine civile di Savoia. Assistito da Federico De Roberto, Giovanni Verga muore a Catania il 27 gennaio 1922, colpito da trombosi cerebrale.