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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?


(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Significative sono le presenze animali sull'isola: qui risiede l'unica stazione europea di cinciallegra algerina; l'unica italiana di beccamoschino iberico e dell'orecchione comune; l'unica siciliana di colubro sardo o "ferro di cavallo", un serpente dall'inconfondibile livrea e lungo ben 150 cm. Ma non basta. Troviamo anche una fauna che ci ricorda quanto l'isola sia vicina all'Africa. Innanzitutto due specie di invertebrati che sono insediate nell'area del lago Specchio di Venere (Grillotalpa cossyrensis e Cynethia rhoggunopheri) e poi tutte le numerose specie di uccelli migratori, che utilizzano Pantelleria come tappa durante il loro percorso. L'asino di Pantelleria, snello, elegante e aggraziato. Dal pelo lucido e corto, morello o baio, l'asino di Pantelleria, nato dall'incrocio di razze africane e sicule era considerato robustissimo, longevo, di passo sicuro e veloce: le sue eccezionali caratteristiche ne facevano una cavalcatura di gran lunga più affidabile rispetto al cavallo. Dall'isola era scomparso da tempo, ma esistevano standard precisi per cui l'Azienda Foreste ha lanciato un ambizioso progetto: ricostituire la razza pantesca con un accurato lavoro di ricerca che, attraverso incroci fra individui idonei, permettesse di ottenere asinelli che si avvicinassero quanto più possibile alle indicazioni canoniche.
Ed è riuscita nell'intento. Oggi presso l'azienda pilota di Erice "San Matteo" vengono allevati gli asini panteschi con due obiettivi: ricostituire la razza e, al contempo, produrre il ricercatissimo latte di asina, ottimo per lo svezzamento di bambini con gravi intolleranze alimentari.

Questo asinello, alto al garrese 130 cm, sfoggia un pelame liscio e lucido che lo differenzia dalle altre razze asinine che hanno il manto opaco ed arruffato. Ha orecchie piccole, petto ampio e robusto, zoccoli durissimi che difficilmente hanno bisogno di ferratura.

Muso quasi bianco, addome e superfici interne delle zampe bianche o grigio pallido, coda non folta. In tempi passati era stato esportato per favorire gli incroci e trasmettere le sue pregiate qualità: oggi l'obiettivo è quello di riportarlo sulla sua isola d'origine per risanare una perdita che non è solo naturalistica, ma anche culturale.