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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?


(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



La composizione generale del mosaico è molto originale, in quanto combinazione di due motivi eterogenei: le quattro stagioni e i fanciulli aurighi del Circo. Il mosaico vuole glorificare in primo luogo il potere creatore della natura offerto dalle quattro stagioni; e non vi potrebbe essere testimonianza più eloquente del carattere rurale che in generale permeava la vita nel mondo antico.
Le grandi ville del tardo impero romano, infatti, già si presentano come un piccolo mondo autosufficiente.Tutto quanto è necessario alla vita dei coloni si produce nel loro interno. Di qui l'invocazione del buon ordine delle stagioni che assicura i buoni raccolti.In questo mosaico l'allegoria delle stagioni è simboleggiata dalle ghirlande che i volatili recano al collo in funzione anche di calendario agrario figurativo.
La corsa di carri, tirati da coppie di piccioni selvatici, pavoni blu, fenicotteri rossi e bianchi, oche, guidata da fanciulli, si svolge in un circo, riconoscibile dalla spina con l'obelisco.La biga della scuderia russata (rossa) con i due volatili che portano intorno al collo una ghirlanda di fiori, interpreta la primavera.
L'auriga vestito di bianco della scuderia albata (bianca) che incita con la frusta due oche che portano al collo collane di spighe simboleggia l'estate.L'auriga dalla scuderia veneta (azzurra) è tirata da due pavoni che portano ghirlande con grappoli d'uva e indica l'autunno.
Infine, l'auriga verde appartenente alla scuderia prasina (verde) conduce alla vittoria la biga tirata da due colombi e riceve la palma della vittoria.Non a caso vince la scuderia verde che come abbiamo avuto occasione di dire, era favorita, nei ludi circensi, dall'aristocrazia senatoria romana.