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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



I laghetti di Cavagrande

I laghetti di Cavagrande


Cava grande del Cassibile: uno straordinario canyon naturale che scorre dal tavolato ibleo fino alla pianura costiera. Un luogo da conoscere profondamente e valorizzare, una riserva naturale ricca di insediamenti rupestri, i dieri, scavati nella roccia, i suoi laghetti, oasi di freschezza nelle torride giornate estive. La Cava si presenta con la struttura di una valle che va ad aprirsi su delle coste molto ripide. Essa e' tra le più estese tra quelle che solcano gli Iblei. Presenta numerose tombe a grotticella che vanno a costituire la necropoli del Cassibile risalente ad un periodo storico che va dall'undicesimo al nono secolo A.C..Nella Cava si possono visitare due cittadine rupestri. Tutta la Cava ha un alto valore naturalistico grazie alla innumerevole presenza di svariate grotte, alcune delle quali costellati da sorgenti d'acqua, per la presenza della macchia mediterranea, per la notevole bellezza delle numerose specie di orchidee qui preservate, interessanti per le loro diverse forme e colori, nonché l'arricchimento notevole dato dai numerosi platani orientali, oleandri ed euforbie. Data la sua particolare bellezza, tutta la Cava è sottoposta alla tutela legislativa come Riserva Naturale Orientata.
La presenza di numerose ritrovamenti archeologici e tombe sicule a forno insieme al Santuario di Madonna delle Grazie con il suo Convento completano la ricchezza testimoniale di una civiltà che per tanto tempo ha vissuto in quei luoghi.
Sul fenomeno trogloditico in Sicilia sarebbe emersa una notizia straordinaria: secondo uno fra i più importanti studiosi di archeologia medievale, il professore Aldo Messina, il fenomeno da sempre attribuito al periodo bizantino, antecedente la dominazione araba, molto verosimilmente sarebbe invece stato importato dagli arabi dove era molto diffuso. Anche questi insediamenti rupestri dunque si sarebbero affermati in epoca araba.
"Quello che propone Messina, sulla base degli studi fatti in Puglia e in Turchia - ha specificato lo speleologo Vincenzo Belfiore- ritarda tutto al periodo della dominazione araba e all'immediata dominazione normanna quando i re lavorano per la conversione della popolazione islamizzata alla religione cristiana". Ma perchè Cava grande del Cassibile? Alla domanda segue una risposta affascinante: "Il termine cava nasce dalla tradizione popolare siciliana ed esprime la tipica incisione fluviale che non è quella classica dei fiumi. Essa presenta infatti un profilo con pareti precipiti che il corso d'acqua ha eroso in parte meccanicamente in parte carsicamente. L'aggettivo grande, in dialetto "ranni" ne identifica l'estensione. Cava grande è dunque la traduzione letterale di gran canyon. Quanto a Cassibile, si riferisce al fiume omonimo. Cascibaris è già citato dalla storiografia greca però fino a oggi si era pensato che l'insediamento più vicino fosse ad Avola antica in quanto Abolla, il casale citato dallo storiografo Stefano Bizantino, si riteneva fosse Avola. Invece secondo Aldo Messina probabilmente il casale rupestre che conta quasi duecento ambienti collegati da scale, cunicoli gallerie, era Real Cassibula, cioè il castello di Cassibile. Dunque nulla da spartire con Avola antica che fu fondata nel 1100.
Questa tesi sarebbe suffragata dal fatto che il geografo arabo-siculo El Hidris nella descrizione del territorio di Noto dice che "fra Noto e il mare-non sul mare- esiste un casale detto Cassibile. Questa sarebbe l'ipotesi più ovvia ma mai presa in considerazione, sviati dall'idea che Cassibile fosse là dove oggi si trova, è dunque che il caseggiato sul fiume Cassibile si chiamasse Cassibile e non Abolla". Ma Cava grande è destinata a diventare una grande risorsa turistica.In tale direzione vanno gli itinerari proposti da un gruppo di associazioni insieme al Dipartimento delle foreste ed al Gal Eloro, che permetteranno di fruire della zona a trecentosessanta gradi. Paesaggio ma anche conoscenza degli insediamenti rupestri e delle attività svolte dall'uomo. Tutti potranno scoprire il fascino di Cava grande grazie alla diversificazione delle offerte. A seconda del livello di preparazione si potranno scegliere percorsi più o meno facili.Un percorso accompagnerà i visitatori fra i mulini ad acqua con un sistema a ruote orizzontali,tecnologia avanzata importata. A Manghisi c'è un accesso che consente anche ai disabili di godere della zona più ricca di vegetazione della cava. Per gli appassionati di roccia ci sono le arrampicate.
E' stata creata una lunga via di arrampicata con cinque tiri per un dislivello di 140 metri. Per la prima volta due pareti sono state armate con soste, catene e chiodi. Un itinerario si muove invece fra i Dieri. Anche per questo itinerario è necessaria una certa conoscenza delle tecniche di progressione su corda. Si tratta comunque di percorsi chiusi e fruibili solo con accompagnatore eccetto quello classico Belvedere-laghetti, aperto tutto l'anno.

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