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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Sala Etiopia

Sala Etiopia




L'Italia cominciò a guardare a l'Africa prima ancora di avere Roma capitate (1870}. Infatti, il contratto per l'acquisto della baia di Assab, nel Mar Rosso, fatto da privati, è del 15 novembre 1869, lo stesso anno dell' apertura del Canale di Suez.
Nel 1870, mentre l`Italia otteneva, finalmente, la sua vera capitale, le grandi potenze avevano quasi completato, con pochi sforzi e poca spesa, tutti i loro maggiori acquisti coloniali.
Bisognerà attendere il 19 gennaio 1885 perche una spedizione militare, per un totale complessivo dl 805 uomini, al comando del colonnello Tancredi Saletta, parta
Interno Museo dall' Italia per sbarcare ed occupare Massaua, nel Mar Rosso, il 5 febbraio 1885. E da questo momento che inizia la presenza ufficiale dell' Italia in Africa. che durerà
fine al 30 giugno 1960, data della cessazione deIl' AFlS (Amministrazione Fiduciaria Italiana in Somalia).
Ad Assab e Massaua vennero aggiunti (sia comprati dai sultani locali, sia ottenuti con operazioni militari) altri territori che I'Italia unificò costituendo con essi la Colonia Eritrea.
A questo primo possedimento venne annessa, nel 1908, la Somalia, poi, nel 1911, la Libia e nel 1935 I'Etiopia, realizzando cosi l' Impero dell' Africa Italiana.
Dopo il 1943, con la perdita della guerra, l'Italia perdette anche tutte le colonie.
Nel 1949, concluso ormai da tempo il secondo conflitto mondiale, le Nazioni Unite danno all' Italia il mandato fiduciario di amministrazione della ex Somalia italiana col compito di prepararla all' indipendenza nel tempo di 10 anni (1950-1960).

II Museo è costituito di 4 sale; a ognuna di esse e stato dato il nome di una delle nostre colonie, quindi abbiamo: Sala ERITREA, Sala-corridoio SOMALIA, attraverso cui si accede alla Sala LIBIA e da lì alla Sala ETIOPIA, quella in cui si completa la visita.

Sala Eritrea Sala ERITREA - Qui si trovano documenti e fotografie relativi agli italiani pionieri ed esploratori in Africa dagli inizi del 1800 in poi, fino al 1869, data dell' acquisto della baia dl Assab, primo possedimento africano.
Da notare l'uniforme dell'Ufficiale Salvatore Scrofani, ragusano, Medico Capo di 1ª Classe del Corpo sanitario della Regia Marina, che ebbe un ruolo molto importante
Nell' organizzazione della struttura sanitaria della nascente colonia Eritrea.
Interessante anche l'uniforme di un ascari (soldato indigeno delle Truppe Coloniali Italiane ), portastendardo del IIII° Battaglione di Fanteria eritrea "Galliano"

Sala-corridoio Somalia Sala corridoio SOMALIA - E' quì esposto lo stendardo dello Squadrone a cavallo per la Scorta del Governatore e del Vicerè, fondato e comandato a Mogadiscio, dal Ten. Bruno De Martinez La Restia, ufficiale della P.A.I. (Polizia Africa Italiana), di cui è esposta la divisa.
Sono anche da ammirare l'uniforme dell' Ispettore Cappellano della M.V.S.N, (Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale) e i cimeli del Tenente Antonio Barone, ufficiale
del XXII° Ballaglione di Fanleria coloniale.

Sala LIBIA - Qui si possono esaminare,tra i documenti esposti, alcuni tra i più importanti quali quello della "costituzione delle 4 provincie libiche, Tripoli, Bengasi,Sala Libia Misurata e Derna ", che entrarono a far parte del territorio nazionale, e quello della "concessione ai libici della cittadinanza italiana", nel 1939.
Importanti anche tre grandi tavole riguardanti la realizzazione di villaggi agricoli per gli italiani e peri libici. Molte, e interessanti, le uniformi esposte. In particolare
merita ammirazione quella di uno Zaptiè (carabiniere indigeno) in grande uniforme della Scorta del Governatore.

Sala ETIOPIA - Su un'intera parete sono esposti importanti documenti (giornali d'epoca, fotografie, eco.) riguardanti la battaglia di Adua del 1° marzo 1895 e la guerra d'Africa del 1935. n questa sala si possono ammirare, tra le altre, alcune importanti uniformi: quelle di un Ras abissino e quella, esposta su un manichino alto due metri, di colonnello comandante dei gruppi sahariani, del 1931, appartenuta a S.A.R. Amedeo di Savoia, Duca d'Aosta, di cui si trova esposto anche Io stendardo di quando era Viceré d'Etiopia.

Entrata Museo Questo Museo, unico nel suo genere in Italia, sorto per volontà del sindaco Nello Dipasquale, in collaborazione col noto collezionista a storico ragusano Mario Nobile,
ha Io scopo di far conoscere a giovani, studenti, turisti e altri visitatori, un periodo dalla storia italiana, finora sconosciuto ai più, attraverso il materiale e i cimeli d' epoca esposti al suo interno (uniformi, documenti,fotografie, giornali a oggetti vari).
Sede Via S. Giuseppe, 1 (Palazzo Municipale)
97100 RAGUSA - tel. 0932.676111 -0932 676246




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