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Riserva naturale "Grotta di Santa Ninfa"
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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Riserva naturale "Grotta di Santa Ninfa"

Riserva naturale "Grotta di Santa Ninfa"


La Riserva Naturale Integrata "Grotta di Santa Ninfa", è stata istituita nel 1995 e affidata in gestione alla Legambiente, per la protezione e la valorizzazione di un suggestivo ambiente carsico, di elevato interesse speleologico, geomorfologico e naturalistico.
L'area della riserva si trova un altopiano di natura gessosa, modellato dalle precipitazioni atmosferiche e caratterizzato dalla presenza di fenomeni carsici sia sotteranei (grotte) che superficiali (doline, inghiottitoi, valli cieche). Sugli affioramenti gessosi è possibile ammirare suggestive formazioni, costituite da solchi (karren) e vaschette di corrosione, che hanno modificato l'aspetto originario delle rocce.
La Grotta di maggiore estensione è costituita da una cavità prevalentemente orizzontale, estesa per circa 1400 m, che rappresenta un ambiente di grande interesse speleologico per la presenza di un complesso sistema di meandri e gallerie, un tempo completamente invasi dall'acqua; il ramo superiore fossile è ormai asciutto, mentre in quello inferiore scorre ancora il corso d'acqua proveniente dal Biviere, che nasce su terreni argillosi alle pendici del Monte Finestrelle (sito di una necropoli paleocristiana).
La cavità termina in uno stretto sifone, dalle ripide pareti di gesso e non percorribile dall'uomo, che il torrente attraversa per riemergere a valle dell'ingresso della grotta, dando origine alla risorgenza. La grotta è caratterizzata da splendide concrezioni, come cortine, stalattiti, infiorescenze parietali, pisoliti (perle di grotta).
Nell'area del Biviere, un tempo ricoperta in gran parte da boschi mediterranei, oggi dominano le coltivazioni di vigneti e i rimboschimenti.
Tuttavia nelle aree collinari e sulle pareti gessose sopravvivono lembi di macchia mediterranea, caratterizzata dalle fioriture dell'euforbia arborea, del timo e delle orchidee selvatiche; nei valloni è presente una rigogliosa vegetazione ripariale, di grande interesse per l'elevata diversità della flora.
Sono state ritrovate inoltre diverse specie endemiche, caratteristiche dei substrati gessosi. La fauna comprende il riccio, l'endemico toporagno di Sicilia, il coniglio, l'istrice, la donnola, la volpe. Fra gli uccelli sono ben rappresentati la poiana e il piccolo ghebbio, caratteristico per la posizione a "spirito santo" assunta durante la caccia, l'usignolo, la ghiandaia. E' di grande interesse tra gli anfibi la presenza del discoglosso, simile ad una rana e vivente solo nel Mediterraneo occidentale.
L'elevato valore naturalistico della grotta di Santa Ninfa è legato inoltre alla presenza di una interessante fauna cavernicola, adattata a vivere in assenza di luce e in ambienti con elevato tasso di umidità.

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