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::Chiesa di San Pietro o della Badia a Gangi » Storia

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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Chiesa di San Pietro o della Badia

Chiesa di San Pietro o della Badia




Comunemente nota come la "Batìa", la chiesa nacque come Oratorio di San Pietro ed era già esistente quando nel 1366 - insieme ad una piccola "grancia" (villetta) - l'Arcivescovo Dionisio della Diocesi di Messina la affidò alle cure dei Benedettini di Gangi Vecchio. Ubicato a ridosso delle mura cittadine nei pressi della Porta della Punta, per i frati l'oratorio fungeva da punto di riferimento all'interno dell'abitato. Nei primi del Cinquecento l'antico oratorio, al quale nel frattempo era stata annessa una struttura monastica, venne ceduto dai Benedettini alle monache di clausura dello stesso Ordine: da allora nei documenti l'edificio assunse il nome di "Badia di San Pietro". A partire dall'aprile del 1728 e nel corso della prima metà del Settecento la chiesa subì importanti interventi di ristrutturazione che, modificando il vecchio edificio con una rotazione di novanta gradi, le conferiscono l'attuale conformazione architettonica: l'edificio venne inaugurato dalla principessa Marianna Valguarnera nel 1740. Il monastero venne abitato dalle monache fino al 1866, anno in cui vennero soppressi gli Ordini religiosi. Intorno al 1910 l'antico complesso monastico pervenne al Comune di Gangi che garantì il funzionamento della chiesa tramite un cappellano nominato dal Consiglio Comunale. Nel 1922 il corridoio del dormitorio dell'antico convento venne adattato a sala cinematografica fino a quando nel 1934 il monastero venne abbattuto per far posto all'attuale edificio scolastico progettato dall'architetto Salvatore Caronia Roberti.

L'articolata facciata d'impronta tardo manierista risale al 1738, come attesta la data incisa su un concio posto sopra il portale d'ingresso: si deve all'abilità di lapicidi e intagliatori della vicina Nicosia, Michele, Vincenzo e Francesco li Calzi, e venne ultimata nel 1740. Il prospetto è stretto fra due alti cantonali in pietra intagliata con alti plinti modanati e larghi cornicioni aggettanti. La parte centrale della facciata si sviluppa su tre ordini sovrapposti: nel primo è l'artistico portale che immette nella chiesa, sottolineato negli spicchi dell'arco d'ingresso da un raffinato intaglio. All'interno la chiesa presenta una navata unica con due altari per lato, sui quali sono collocati altrettanti dipinti: sul primo altare a destra è la tela raffigurante il Martirio di San Bartolomeo, e sul secondo i San Benedetto e i santi Mauro, Placido e Scolastica, opere di buona fattura documentati al pittore palermitano Raffaele Visalli nel 1746[37]. Sul primo altare a sinistra è la tela raffigurante la Sacra Famiglia, anch'essa del Visalli, mentre sul secondo altare è un Crocifisso ligneo a cui fa da sfondo una tela con le pie donne e san Giovanni, di autori ignoti. Il cappellone è diviso dall'aula da una raffinata balaustra in marmo, opera della fine del Settecento del marmoraro catanese Lorenzo Viola, autore anche dell'altare marmoreo. L'altare maggiore, inquadrato tra due colonne di stucco che sorreggono un'alta trabeazione, contiene una tela raffigurante San Pietro e San Paolo Apostoli, ancora di Raffaele Visalli. Nella parete destra del cappellone è situato un pregevole organo a canne settecentesco e, sotto di esso, la grata del "comunichino" dalla quale le monache di clausura ricevevano l'Eucarestia: di lato è una bella sedia cattedratica della fine del Settecento, opera dell'intagliatore ligneo gangitano Fabio di Pane. La volta della chiesa è decorata da pregevoli affreschi: nei grandi quadroni centrali e nei riquadri attorno alle lunette delle finestre sono rappresentate scene riferite alla vita di san Pietro e di san Benedetto, alternate a simboliche figure della Chiesa. In fondo a uno dei riquadri è la firma dell'autore e l'anno di esecuzione: Joseph Crestadoro pinxit A. 1796.

Chiesa della Badia:
Orari: aperta solo il sabato e la domenica
mattina:10,00 - 13,00
pomeriggio: 16,00 - 18,30
Per visite infrasettimanali, prenotarsi ai numeri: 0921/501471 -0921/689907

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