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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Castello di Sclafani

Castello di Sclafani




Il castello di Sclafani è ubicato alla sommità di uno sperone roccioso (812 m) molto alto e ripido, accessibile solo dal lato meridionale dove si estende l'abitato chiuso da una cinta muraria. Il castello è stato probabilmente costruito agli inizi del XIV secolo da Matteo Sclafani (cfr. Amico 1855-56) per rinforzare le difese dell'abitato preesistente definito, nel 1164, come oppidum, un abitato sicuramente già munito. La prima notizia della località risale all'epoca della dominazione araba: nel 938 si ha testimonianza di un centro abitato. Nel 1082 Sclafani è annoverato nel diploma della diocesi di Troina, mentre nel 1150 Idrisi menziona la località di Isqlafiah, senza alcuna ulteriore specificazione. La prima testimonianza di un edificio castrense è del 1164, l'oppidum di Goffredo di Montescaglioso (Falcando, p. 15). Nel 1274 si ha testimonianza di terra Sclafani; nel 1308-1313 quella del castrum, e nel 1349 ancora terra Sclaphani. Nel 1355 Michele da Piazza menziona il castrum Sclafani; nel 1365 la prima notizia di passaggio di mano feudale: da sua moglie, Aloisa Sclafani, Guglielmo Peralta riceve la contea di Sclafani che passa, poi, al figlio Guglielmo II e, infine, a Nicolò nel 1396. Nel 1403 il titolare di Sclafani risulta Sancho Ruis de Lihori; nel 1406 Jaume de Prades è il nuovo titolare, ma rivende il castello a Enrico Rosso nel 1407.
Del castello rimangono solo pochi resti:
• una potente torre (m 10,70 x 8,00), completamente sventrata, originariamente divisa in tre piani con terrazza. Il pianoterra ed il primo piano sono muniti di feritoie strombate, aperte verso sud, mentre il secondo piano presenta un' ampia apertura, come una larga finestra. I muri (1,50 m di spessore) sono costruiti in modo irregolare, con l'impiego di pietre non sbozzate legate con abbondante malta che fuoriesce. All'esterno, una scala (1,10 m di larghezza) dava sicuramente accesso al primo piano della torre. Da questi pochissimi elementi si può, comunque, dedurre che la torre ricalcava gli elementi strutturali del donjon roman franco-normanno: pianta rettangolare, grande spessore dei muri, pianoterra quasi cieco, porta soprelevata e ambienti residenziali nei piani superiori (cfr. Lesnes 1998, pp. 715-716).
Appoggiata alla facciata sud della torre si trova una struttura (identificabile con una cisterna) coperta a botte. La torre mastra è circondata da un poderoso muro che si raccorda al tratto orientale della cinta urbana, dove si trova un bel portone ogivale sormontato dallo stemma della famiglia Sclafani (due gru che si beccano, l’una d’argento in campo nero e l’altra nera in campo d’argento).
A sud di questa cinta si trovano le vestigia di una torretta, sempre del XIV secolo, detta "castelluzzo" o "castelletto", baluardo estremo della cinta muraria ed assolveva alla funzione di vedetta. è costituita da due piani fuori terra di cui uno adibito al corpo di guardia e l'altro all'alloggio dei soldati.
Nel 1990 l'area del castello è stata oggetto di un restauro per il consolidamento della torre. In concomitanza, ha avuto luogo una breve campagna di scavo che ha rinvenuto vari ambienti di servizio con ceramica del XV e XVI secolo (Ghizolfi, relazione preliminare disponibile presso il comune di Sclafani Bagni).




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