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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Ruderi del Castello di San Mauro

Ruderi del Castello di San Mauro




L'area del Castello o centro fortificato dell'entroterra, il Castrum Sancti Mauri, ha origine antiche. Sorge sulla Val Demone sulla vetta (1100 m circa s.l.m.)dello spartiacque che separa due affluenti del fiume Monalo-Pollina, il Calabrò a nord-ovest e il Buonanotte a sud-est.
Pare che sia sorto in epoca Bizantina, mentre alcuni toponimi attestano la presenza in questo territorio in età Araba. Con i Normanni nel 1082 il castello di San Mauro fa parte della diocesi di Troina (poi di Messina), in quanto dono del gran Conte Ruggero. Nel 1196 la Contessa di Geraci, Guerrera Creon, fece eseguire dei lavori al castello e forse si deve a lei la costruzione di due torri ad esso collegate: quella della Maddalena e quella di San Marco, giacenti sui rispettivi colli.
Nel 1271 è signore del castello il cugino di Carlo d'Angiò,Simon de Monfort, cugino di Carlo d'Angiò; del '72 è la notizia di un consergius e quattro serventes che risiedono nel castello; ancora notizie nel 1274 sulla sua guarnigione: il castrum Sancti Mauri, nella Sicilia ultra flumen Salsum, è custodito per castellanum scutiferum et servientes quattuor. Nel 1281 il castrum Sancti Mauri custoditur per castellanum scutiferum non habentem terram in Regno et servientes 3. Il castello fu sicuramente legato alle sorti della nobile famiglia dei Ventimiglia, Marchesi di Geraci che dal 1296 al 1812 ne esercitò il dominio quasi ininterrottamente. Nel 1394 risulta signore del castello Fernando Lopez de Luna, che cambia i suoi possessi per una rendita di 3000 onze, mentre nel 1558 è citato quale centro fortificato dell'entroterra. Tuttavia le sue sorti furono molteplici e, allo stato attuale degli studi, non esiste una datazione certa. Resta il fatto che comunque la sua posizione di fronte al mare, in cima al monte, che sorge tra i Nebrodi e le Madonie, delineata dallo spartiacque che separa i due affluenti del fiume Monalo-Pollina e Calabrò da una parte e il Buonanotte dall'altra, fu sicuramente notata nell'antichità tanto che nei Musei Vaticani esiste su una pianta della Sicilia il monte Santo Mauro.
Dall'osservazione dei ruderi ancora emergenti si evincono tracce di una costruzione elevata a ridosso di talune rocce, forse utilizzate quale nucleo per una torre centrale più elevata. Si identificano allineamenti di muri che racchiudevano un'area scoperta; muri a tratti rettilinei e a tratti in curva consentono di ricomporre lo schema di una costruzione dall'andamento allungato e con piccole torri semicilindriche addossate che fanno ricordare lo schema del Castello a Mare di Palermo.




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