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(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Forre laviche del Simeto

Forre laviche del Simeto

Piantina

Il Ministero dell'Ambiente, nel 2000, ha inserito il territorio delle Forre laviche del Simeto nell'elenco dei Siti di Interesse Comunitario(79/409 CEE), i cosiddetti siti Natura 2000, identificato con il codice ITA070026, avendo per obiettivo la conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche del luogo. Successivamente, nel 2005 la Regione Siciliana, recepisce il Decreto del Ministero dell'Ambiente del 2000 emettendo formale provvedimento. Nel 2006 l'assessorato al territorio e ambiente della Regione Siciliana approva le cartografie.
Le Forre coprono un territorio di 1.217,052 ettari ricandente nei comuni di Bronte, Randazzo, Adrano, e Centuripe interessando quindi le due province di Catania ed Enna.
Alle Forre si accede percorrendo la strada provinciale di fondo-valle che collega i comuni di Adrano e Bronte e la provinciale per Cesarò. Questa tratto di strada è stato per millenni un importante snodo viario che collegava le città della Piana di Catania con quelle della valle del Simeto, della valle del Salso, fino a raggiungere i paesi alle pendici delle Madonie; inoltre, attraverso Randazzo, valicando i Nebrodi, si raggiungeva Tindari, cioè la costa tirrenica. In questi luoghi si alternano zone in cui il fiume scava profonde gole, dette forre, nella roccia vulcanica con meandri, cioè zone dove in cui il fiume si allarga e rallenta la sua corsa. La gestione della riserva è stata affidata al Dipartimento Azienda Regionale Foreste Demaniali (Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Siciliana).
Interessa una fascia di territorio di particolare valore geologico-ambientale per le sue morfologie e per gli ecosistemi e i microclimi che vi si sono stabilizzati; si tratta, semplicemente, di una profonda incisione che il fiume Simeto ha scavato nel corso dei secoli sulle più antiche colate laviche dell'area etnea, creando ingrottati, anse, cascate e laghetti, che - incastonati nel nero del basalto - creano ambienti di rara bellezza e suggestione.
In particolare la riserva naturale è caratterizzata dall’aspetto tipico del Simeto, con un largo materasso alluvionale a detriti provenienti dai Nebrodi, e dall’ingrottato lavico molto simile alle famose gole dell’Alcantara, con formazioni di basalto colonnare, cascate, laghetti, rapide ed acque bianche.
L'area è relativa all'alveo del fiume Simeto da contrada Santa Domenica, in territorio di Adrano, sino alle gole in contrada Càntera Serravalle, ai piedi di Bronte. L’area inizia infatti in territorio di Bronte all’altezza del ponte, detto dagli Arabi "Càntera", nell’omonima contrada. Qua con un’altezza anche di 50 metri "u bazu ‘a càntira" (il balzo della Càntera), le pareti laviche (eruzione del 1603) su entrambe le sponde, ricoperte da vegetazione della macchia mediterranea, precipitano a piombo verso l’acqua. Questo è sicuramente il tratto più selvaggio, dove le acque fanno giuochi d’equilibrio e di maestria con le nere lave etnee e dove l'occhio dell'uomo rimane certamente esterrefatto per la potenza che questo fiume. Poco dopo il Simeto riceve a destra l’affluente Troina dove è il bellissimo ponte normanno di Serravalle. Le sue arcate medievali sono caratterizzate dal particolare effetto cromatico formato dall’uso delle pietre locali basaltiche in alternanza a conci di tufo bianco. Fu fatto costruire dal Conte Ruggiero nel 1121 in memoria della madre Adelasia, morta a Patti nel 1118.Sul ponte passava la vecchia strada che univa l'entroterra della Sicilia (Cesarò, Troina) a Catania e Messina. A pochi passi si trovano le case Serravalle (foto), un grande tipico baglio siciliano con annessa una chiesetta.
Dai due ponti Cantera e Serravalle, siti nelle omonime contrade a pochi chilometri da Bronte e facilmente raggiungibili in auto, è possibile vedere la parte iniziale, dell'erosione nella lava scavata nei secoli dalla potenza del fiume dando luogo a una profonda incisione, assai stretta e con lisce pareti laviche quasi verticali.Sotto il ponte della Cantera e il ponte normanno di contrada Serravalle, il Simeto ed il Troina incontrano alte pareti di lava basaltica, le superano con un susseguirsi di salti, rapide e cascatelle, e poi si ingrottano prima con un condotto molto stretto e con un laghetto di pochi metri quadri incastonato fa alte pareti basaltiche, per poi congiungersi più a valle in uno scenario incontaminato.
Il Simeto continua la sua discesa, tra interessanti formazioni laviche a basalto colonnare, dovute al repentino raffreddamento della colata a contatto con le acque del Simeto.
In un paesaggio quasi incontaminato e ricco di canyon, cascatelle, squarci spettacolari … si arriva presso il ponte dei Saraceni, altro baluardo archeo-paesaggistico di grandissimo valore architettonico.
Sul greto del fiume si possono vedere ciottoli di origine lavica, diversamente colorati e non è raro imbattersi in ciottoli e gusci di ambra di colore molto chiaro e che di tanto in tanto conservano fossili di animaletti, che rendono pregiatissima questa pietra
Il punto medio della riserva naturale è localizzato a nord di contrada Pietrerosse, nel territorio di Bronte.
A pochi chilometri a valle dal sito delle Forre sono state definite altre due aree di interesse comunitario che riguardano l'alveo del fiume Simeto:
- il Tratto di Pietralunga del Fiume Simeto;
- il Poggio Santa Maria.
Intorno un paesaggio contrastato e una natura profondamente varia, coltivazioni arboree specializzate che vanno dai frutteti (pere, pesche, etc.) fino agli aridi pascoli argillosi inframmezzati ad aride scoscese sciare coltivate a pistacchio, a giardini di agrumi, alberi di olivo o di mandorlo, ortaggi, fichidindia, campi di frumento e di cereali.
Sono presenti tamerici (Tamarix africana, Tamarix gallica), ritenute specie importanti ed inoltre è stata rilevata la presenza della tartaruga Emys orbicularis, specieprotetta dalla direttiva 92/43/CEE. La riserva comprende un territorio di 1.217,052 ettari ricadente nei comuni di Bronte, Adrano e Centuripe.
Flora
Sui costoni lavici che costituiscono le sponde si osservano varie specie tipiche dei boschi e della macchia mediterranea come l'olivastro (Olea europea sylvestris), il leccio (Quercus ilex), il bagolaro (Celtis australis), ecc. Le sponde sabbiose ospitano tamerici (Tamarix africana,Tamarix gallica), specie definite importanti nel formulario presentato dalla Regione, oleandro (Nerium oleander) ed euforbia arborea (Euphorbia dendroides). Nei pressi del Ponte dei saraceni si incontra una boscaglia ripale a salici (Salix alba, Salix purpurea) e pioppo nero (Populus nigra). Notevole la presenza, sempre nei pressi del Ponte dei Saraceni, di piante tipiche della aree costiere e salmastre come Salsola verticillata, Atriplex halimus e Atriplex portulacoides.
Fauna
Tra i mammiferi si possono avvistare la volpe (Vulpes vulpes), l'istrice (Hystrix cristata), il riccio (Erinaceus europaeus), il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus) e la lepre (Lepus europaeus).Non è difficile avvistare ed incontrare il Barbagianni, mentre nelle aree più alberate frequenti sono sia l'Assiolo, che la Civetta.
Le specie avicole comprendono uccelli stanziali ed migratori. Viene riportata la presenza di migratori abituali quali Falco peregrinus e Charadrius dubius. A volte è stato avvistato l’airone cenerino (Ardea cinerea), che sosta in migrazione nelle zone maggiormente ricche di anfibi da predare; nella vegetazione si nasconde il porciglione (Rallus aquaticus), poco idoneo al volo e dal corpo adatto a vivere nel canneto, alcune specie di rapaci diurni tra i quali la poiana (Buteo buteo), il gheppio (Falco tinnunculus), e, nelle zone interessate dai pascoli e dalla bassa vegetazione, ancora oggi si può osservare la bella coturnice (Alectoris graeca), un tempo molto diffusa. Tra i rapaci notturni sono segnalati il barbagianni (Tyto alba), mentre nelle aree più alberate frequenti sono sia l'assiolo (Otus scops), che la civetta (Athene noctua). Nelle pareti rocciose nidifica infine il colombaccio (Columba palumbus).
Tra gli an?bi nel greto del fiume si possono incontrare la rana verde (Rana esculenta), la raganella (Hyla arborea), il discoglosso dipinto (Discoglossus pictus) e alcune specie di rospi (Bufo bufo spinosus e Bufo viridis).
È stata inoltre rilevata la presenza di diverse specie di rettili: la biscia dal collare (Natrix natrix), la biscia viperina (Natrix maura), il colubro leopardino (Elaphe situla), forse il più bel rettile europeo lungo sino ad un metro), diverse specie di lucertole (ramarro, Lacerta bilineata, Podarcis sicula) che si nascondono nella macchia mediterranea e gli anfratti lavici; una bella specie di anfibio (il Discoglosso dipinto), la Rana esculenta,e alcune specie di rospi che si ritrovano nei dintorni del fiume (Bufo bufo spinosus e Bufo viridis). Inoltre è stata rilevata la presenza della tartaruga palustre siciliana (Emys trinacris). Merita infine una menzione la presenza del granchio di ?ume Potamon fluviatile.
Altri punti di interesse presenti nel territorio:
- il Ponte dei Saraceni;
- l'area archeologica del Mendolito;
- le rocce Pietrerosse;
- i basalti colonnali in contrada Barrili;
- la masseria Placa Torre;
- forre laviche nei pressi del ponte la Cantera;
- il ponte medievale sul fiume Troina.

- Forre laviche del Simeto di Adrano
Nel tratto che va da c.da Mandrapero a C.da Finaida, in territorio di Adrano, comprendente la quarara di Manganelli, il Ponte dei Saraceni e l'area archeologica del Mendolito, si osservano le forre laviche ed i prismi basaltici originatisi dalle prime effusioni basaltiche subaeree dell’Etna (tra 200.000 e 100.000 anni addietro), attribuite ai Centri Alcalini Antichi, che hanno sbarrato e deviato a più riprese lo stesso alveo ?uviale. Percorrendo il tratto di strada tra la Quarara di Manganelli e il Ponte dei saraceni si incontra una boscaglia ripale a salici e pioppo nero.
- Pietre Rosse - Passo Paglia
In prossimità del ponte Pietrerosse, in territorio di Bronte, si ammirano le rocce quarzarenitiche di Pietrerosse, lungo la sponda sinistra del ?ume verso monte sino a contrada Barrili è presente una parete lavica lunga di oltre 1 km ricoperta da una ?tta macchia mediterranea.
- Gole di ponte la Cantera - Passo Paglia
In territorio di Bronte, sono di interesse geo-vulcanologico, naturalistico e paesaggistico sia le forre laviche del Ponte della Cantera, larghe da 10 a 20 metri, che l'imponente parete lavica ?no al Ponte Passo Paglia, con bancate che raggiungono spessori di oltre 50 m. Il margine delle pareti laviche su entrambe le sponde, distanti è ricoperto da vegetazione della macchia mediterranea. A poche centinaia di metri dal ponte la Cantera, in contrada Serravalle, esiste un ponte medievale, che attraversa il fiume Troina, affluente del Simeto. A pochi passi si trovano le case Serravalle, un grande baglio con annessa una chiesetta.
- Alcune testimonianze storiche importanti fanno parte dell’area interessata: un antico mulino ad acqua, la chiesetta di Serravalle dedicata a S. Francesco di Paola, e proseguendo sulla strada che s’inerpica sul monte Reitano (1.080 m.) in contrada Placa, un paesaggio mozzafiato della grande vallata di Bronte e dell’Etna.
Altri siti che meritano una visita nelle immediate vicinanze delle Forre, in territorio di Adrano, sono:
- il ponte-acquedotto Biscari;
- la Valle delle Muse;
- le Sorgenti delle Favare;
- la Cappella di Santa Domenica.
 
 

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