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Castello dei Ventimiglia-Gangi
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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Castello dei Ventimiglia-Gangi

Castello dei Ventimiglia-Gangi




Il Castello di Gangi sorge sull'alto di una cresta (Monte Marone) che da quota 1000 metri sovrasta l'abitato e domina le due valli del torrente Raino, affluente del fiume Monalo-Pollina, e un ramo dell'alto Salso o Imera Meridionale. Dalla sua vetta si domina un vastissimo paesaggio, sia verso l'area sud-orientale che nord-occidentale dell'isola. Il Castello venne edificato nella prima metà del XIV secolo per volere di Francesco I Ventimiglia, Conte di Geraci. Appartenne alla famiglia dei Ventimiglia fino al 1625, anno in cui venne in possesso della famiglia Graffeo e, qualche anno dopo, della famiglia Valguarnera. Nel corso del Seicento l'antico maniero subì numerose trasformazioni che lo resero più palazzo che castello. Successivamente l'edificio rimase in stato di abbandono, utilizzato come carcere, finchè non entrò in possesso della famiglia Milletarì la quale, ancora oggi ne mantiene la proprietà ma solo di una parte, essendo la rimanente ritornata in possesso di un ramo cadetto della famiglia Ventimiglia.
Nel 1931 per far posto all'acquedotto comunale è stata abbattuta l'ala sinistra del Castello, mentre l'ala destra, antica cappella del castello, anch'essa restaurata, è divenuta nel tempo la Chiesa del Monte con annesso convento dei Frati minori. Tra gli anni '60 e la prima metà degli anni '80 dello scorso secolo il castello è stato sede di istituzione scolastica.
Il castello è formato da un impianto planimetrico ad L con torri alle estremità ed ingloba quanto può esservi di una struttura anche medievale. L'edificio è composto da murature compatte e severe, malgrado ostenti caratteristiche residenziali spiccatamente palazziali. Il castello risulta elevato su due piani, parallelamente e a breve distanza dalla cresta rocciosa che precipita a settentrione. L'ampio fronte contenuto fra due torri, apparentemente di epoche differenti, è scandito da due ordini di aperture, con robusto portale bugnato a piano terra, a sua volta sormontato dall'unico balcone del prospetto.
La costruzione sembra avere uno sviluppo lineare ed isola una corte che limita sulla cresta con un vecchio muro e contornata da costruzioni di epoche diverse; fra le altre un serbatoio idrico costruito sull'area di una torre distrutta che qualcuno vorrebbe fosse stata a pianta circolare.





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