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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Festa di San Cono-San Cono

Festa di San Cono-San Cono




La festa patronale è uno dei momenti più sentiti dalla popolazione sanconese, tanto da costituire un momento di ritorno nel proprio paese per numerosi emigrati. I festeggiamenti iniziano il secondo sabato di maggio. Alle ore 10,00 , la "Figura" del Santo, dalla Chiesa di San Cono, viene portata a spalla per le vie del paese e quindi alla Chiesa Matrice per la celebrazione della Santa Messa.; la statua fu donata dai sanconesi emigrati in Venezuela. Per diverse settimane il paese è in festa, e si alternano momenti di devozione a manifestazioni folcloristiche: la piazza centrale e tutte le vie si riempiono di luminarie, suonano a festa le campane ed il corpo bandistico, vengono sparati fuochi d'artificio, e nelle vie principali è un susseguirsi di bancarelle.
E’ nella notte del sabato che ha luogo la più significativa fase della festa di San Cono, quando migliaia di fedeli dei paesi vicini per promessa rivolgeranno al Santo miracoloso il viaggio a piedi, percorrendo in alcuni casi più di 25 chilometri. Questa fase introduce il giorno della Grande festa, la seconda domenica di maggio, dove il suono delle campane, la banda musicale, i fuochi d’artificio, le luminarie, le bancarelle colorano i momenti di grande fede ai numerosi pellegrini che per l’occasione si intrattengono in paese fino all’uscita del Santo.
Alle ore 11 viene celebrata la Santa Massa solenne durante la quale nel panegirico si evidenzieranno gli esempi di carità e di fede del Santo nella sua lunga vita terrena. Dal primo pomeriggio, numerosi sono i sanconesi che dedicano al Santo per le vie cittadine, in un percorso prestabilito, il “viaggioa piedi scalzi e tantissimi sono i devoti che offrono doni e offerte per “grazie ricevute”, ma tutti uniti come “un sol uomo” si attende con fervore l’uscita del Fercolo che rappresenta senza dubbio il momento più suggestivo dell’intera Festa. Al termine della raccolta, verso le 18 della domenica pomeriggio, la“vara” viene portata a spalla dai sanconesi per tutte le strade del paese, con il suo caratteristico incedere che è più una corsa del Santo, raccogliendo preghiere e offerte; quest'ultime vengono gridate a gan voce insieme ai nomi degli offerenti, il popolo risponde con il grido caratteristico Viva Diu e Santu Conu, e solo quando si esauriranno le forze dei “portatori” e dopo aver girato ogni angolo del paese il Fercolo del Santo rientra, nella prima mattina del lunedì, nella chiesa madre in un'altra commovente fase della festa, un momento in cui i sanconesi restano amareggiati nel distaccarsi dal Santo Protettore, con la consolazione però che la festa si ripeterà alla stessa maniera per “l’Ottava” otto giorni dopo. Terminata anche questa seconda festa, viene immediatamente contato il denaro raccolto con le offerte e viene annunciato pubblicamente; esso servirà interamente a pagare le numerose spese della festa.




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