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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?


(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)


Federio I, detto Barbarossa.

Gli Svevi erano succeduti in Germania ai Franconi, dopo un lungo periodo di crisi a causa di un accanito scontro per il controllo del trono tedesco tra i guelfi, partigiani della casa di Baviera, e i ghibellini, partigiani della casa di Svevia. La crisi si concluse con il successo di Federico I di Hohenstaufen (1152-1190), che si dedicò subito al consolidamento del potere imperiale.
Federico I, che in Italia sarà detto Barbarossa, discese nella penisola nel 1154 con l'intento di farsi incoronare re d'Italia, ripristinare il controllo delle città del nord e del centro e riaffermare la supremazia dell'autorità imperiale su quella papale. Intraprese così la nota serie di guerre contro i Comuni, che si concluse con la pace di Costanza (1183), in base alla quale i comuni ottennero il riconoscimento della loro autonomia in cambio di un formale atto di sottomissione all'imperatore, il quale aveva già riallacciato buoni rapporti con il papato.
Quello che il Barbarossa non aveva potuto ottenere con la forza delle armi, lo realizzò con l'accortezza della tattica diplomatica.
Nell'immane conflitto tra l'Impero e i Comuni la Sicilia aveva fatto sentire con i Normanni il peso della sua potenza politico-militare. Il Barabarossa concepì allora l'ardito disegno di mettere al servizio dell'impero la Monarchia normanna, legandola a sé con vincoli dinastici.
Relazionò con l'Arcivescovo di Palermo Gualtiero Offamilio, al fine di combinare le nozze tra il figlio di Enrico e la matura Costanza, legittima erede della corona di Sicilia.
Il matrimonio, nonostante la tenace opposizione di Matteo d'Ajello, si concluse grazie ai buoni uffici dell'arcivescovo e venne celebrato a Milano nel 1186. Fu questo il più grande successo politico del Barbarossa.


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