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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Torre di Engelmaro

Torre di Engelmaro


Proseguendo per Via Fabbriche, si può giungere ad ammirare la Torre di Engelmaro, un antico edificio militare su quattro livelli,i cui lati misurano in pianta circa dodici metri per otto, oggi adibito a civile abitazione e adiacente alla Piazza Sant'Antonino.
Costruita su uno sperone roccioso nei pressi della chiesa di San Giuliano, vi si accede anche da una scalinata, già ricordata nella toponomastica come "Salita Torre", oggi Scalinata Costanza Chiaramonte.
Al piano terra sul lato orientale è posto l'ingresso, mentre sul lato meridionale si sono conservate due feritoie che dall'interno hanno una profonda strombatura destinata all'arciere; questi due fronti prospettano su uno stretto cortile, chiuso a est da un tratto della cinta muraria che in origine circondava la torre e sul quale si apre il portale d'accesso ad arco acuto.
Nel 1072 la Contea di Geraci passò ad Aldusa moglie del Conte Serlone morto in una imboscata tesagli dai Saraceni vicino l'odierna Nicosia. Il Conte Ruggero allora diede Aldusa in moglie a un certo Gregorio Engelmaro,a cui si deve appunto il nome della torre, nobile condottiero a cui fu donata una quarta parte di Geraci. Engelmaro insuperbitosi del privilegio ricevuto, dimenticando le umili origini cercò di legare a sè i geracesi e fece costruire una possente Torre, emblema del nuovo status sociale;, più alta di quella fatta costruire dal Conte Ruggero. Questi allora ordinò a Engelmaro di demolirla, ma invano. Il rifiuto irritò il Conte che assediò Geraci e distrusse il Castello nel 1081. Engelmaro fuggì lasciando la propria famiglia. La Contea di Geraci passò quindi ad Eliusa, figlia di Serlone. Non si conoscono altre fonti documentarie sull'edificio, a dimostrazione che nei secoli successivi ebbe un ruolo marginale rispetto al castello, mentre fu importante nella fase della conquista normanna della città, fino ad allora in mano agli Arabi. La torre ripropone lo schema tipologico del donjon su motta, ossia del baluardo su un'altura (naturale o artificiale), diffuso in Normandia e nel sud dell'Inghilterra e introdotto in Sicilia al tempo della conquista; tra gli esempi più noti, la torre di Motta Sant'Anastasia, nella Sicilia orientale, mostra precise analogie dimensionali e costruttive con la fabbrica geracese.

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