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Santa Maria La Cava
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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Santa Maria La Cava

Santa Maria La Cava

La Principessa Adelasia ,nipote del Gran Conte Ruggero I e figlia di Matilde sposata con il Conte di Montescaglioso, Radulfo Maccabeo, rimasta orfana di padre nel 1099, seguì il fratello Ruggero Maccabeo ch’era impegnato con il suo contigente armato facente parte dell’esercito normanno per la conquista della Sicilia.
Il re Ruggero II, assegnò le terre o meglio i territori conquistati della città di Paternò ,Adrano, Collesano, Caltanissetta al Conte Ruggero Machabeo per cui il vasto contado di Aidone faceva parte dei suoi possedimenti.Adelasia in seguito alla morte improvvisa del fratello Ruggero rimase la ricca erede di quei vasti possedimenti. Nel 1119 si sposò con il nobile normanno Rinaldo Avenel, figlio del Consigliere della Regina Adelaide il Conte normanno Riccardo .
Nel 1132 d.c. rimasta vedova Adelasia con i figli Adam e Matilde pensò di fare costruire nell'area fuori dal castello di Ayn-Dun, che significa in arabo Fonte d'acqua, una Chiesa con un’annessa torre com'era d'uso in quell'epoca.
Ecco dunque nel 1134 la nostra Chiesa dedicata a S. Maria, Mater Deo alla quale i Normanni erano legati spiritualmente per le proprie vittorie e che celebravano la festa nel mese di Agosto, durante le pause delle guerre.
In seguito la chiesa fu donata ai Benedettini che fecero costruire un Convento, e dotarono la chiesa di quattro vaste tenute nelle contrade Ginestrella, Commenda, Pranietto e Portella.
Da rilevare che la Contessa Adelasia era molto religiosa e devota alla Chiesa latina, infatti fece edificare anche la Chiesa dedicata a S. Andrea nella vicina Piazza Armerina, poi si ritirò nel suo Castello di Pietrarossa a Caltanissetta.
La costruzione della TORRE e della Chiesa fù opera di monaci cluniacensi almeno dal tipico stile della Borgogna.
I religiosi al seguito dei cavalieri Normanni venivano utilizzati per costruire le Chiese e le torri, anche se c'è da dire che nei lavori di intaglio delle pietre venivano utilizzate maestranze arabe mentre per i mosaici dei maestri bizantini.
L'attuale Abside della nostra Chiesa e la base della torre con una volta a crociera in stile arabo-normanno, riprende in qualche modo il motivo dell'arte romanica.
Anche la bellissima porta d'ingresso orientata a mezzogiorno con il suo arco a sesto acuto con lo stile tipicamente normanno non fa che confermare questa ipotesi.
S. Maria Lo Plano (o La Cava) venne assegnata dalla Contessa Adelasia alla Diocesi di Catania (Duomo di S. Agata) con la clausola che i Cappellani del re avessero le terza parte delle Decime riscosse, mentre le rimanenti due parti dovevano erogarsi alla Chiesa.
Attraverso la pergamena datata 1145 d.c. che si trova nella Cappella Palatina a Palermo, è possibile rilevare questa donazione effettuata dalla Contessa Adelasia.
La sua importanza nel corso dei secoli successivi aumentò notevolmente , tanto che nell’anno 1579 con un Decreto Mons. Cutelli Vescovo di Catania la dichiarò coadiutrice della nostra Chiesa Madre S. Lorenzo .
Nel 1633 c'è da rilevare che il Vicario Vescovile di Catania Don Francesco D'Amico il 4 Dicembre visitò le statue di S.Filippo e S.Giacomo con il loro prezioso Reliquiario in argento.
S.Maria Lo Plano diventò dunque sede del Santuario per questi due apostoli fratelli particolarmente venerati in Spagna ed in Oriente.
Nel 1646 il 7 Novembre, secondo quanto ci ha lasciato scritto il Canonico Luciano Palermo , il Vicario generale Don Pietro Ventimiglia durante la sua visita rilevò che nella aggregata Chiesa di S. Maria Lo Plano con Priorato unito al capitolo della cattedrale di Catania, vi erano gli altari dedicati a S. Vito, S. Francesco, S. Maria d'Itria, S. Maria delle Grazie ed un altare sotto il titolo dell'Assunzione con una Congregazione con il loro Oratorio.
Dobbiamo quindi desumere che la Chiesa subì quelle modifiche strutturali per far posto alle diverse cappelle dedicate ai santi.
C'è da dire che il culto in onore di S. Filippo Apostolo nel 1777, il Sacerdote preposto aveva raccolto la ragguardevole cifra di OnzeE 29 e Tarì 12.
L' analisi sullo stile architettonico del prospetto principale del Corso Cavourè la chiave di lettura per comprendere quali motivi artistici si possono rilevare di questo stile "classico-eclettico" dell'architetto-scultore Filippo Dell''Ospedalis che operò nel 1882, per come si evince dalla data posta nella chiave dell'arco della falsa porta a sinistra.
Innanzi tutto occorre precisare che tutta quanta la parte inferiore del prospetto è stata inquadrata secondo il tema classico per eccellenza "Il Tempio Greco" in quanto i sei falsi pilastri sono suddivisi in quattro centrali e due laterali.
Tutti realizzati in pietra arenaria locale sono sormontati da una architrave a due fasce, con l'innesto sull'echino degli stessi.
L'echino di ognuno dei sei pilastri, è stato addolcito poggiandolo sulla sommo scapo con l'anulo superiore e l’intaglio inferiore secondo lo "stile dorico" delle colonne; alla base di questi falsi-pilastri notiamo invece il tema dello stile Jonico con una pietra lavorata come il "toro" poggiante sul plinto.
Sulla parte superiore sono stati evidenziati i Triglifi in pietra con lo spazio riservato alle Metope riempito con mattoni; sotto i predetti triglifi vi sono le Gocce e tutto ciò per riproporre un tempio che rimanda alla vicina Polis siculo-ellenizzata di Morgantina.
La parte superiore del secondo piano è stata elegantemente staccata con delle cornici a diversi livelli con dei gocciolatoi tutti in pietra arenaria; i quattro pilastri vanno in alto per fermarsi a metà, a sinistra viene posto solamente un plinto mentre a destra è stato lasciato vuoto senza triglifi ect. per ragioni di esposizione solare ed illuminazione della Chiesa.
Lasciato il mondo classico il nostro artista si è posto il tema della raffigurazione cristiana e lo ha risolto adottando tre porte ad archi, similmente all'Arco di Costantino il grande di ROMA.

Per rimarcare la religione cristiana c’è da dire che sono state collocate le finestre sopra le due false porte; quasi sicuramente l'unico edificio identico alla facciata della nostra Chiesa è la Porta ad arco trionfale della città di Palmira(Siria),un tema architettonico che venne ripreso da Leon Battista Alberti(1404-1472) per il suo Tempio Malatestiano di Rimini.
In pratica l'ordine dell'arco trionfale romano venne ornato dallo stile classico composito con delle bellissime colonne nella porta principale e delle lesene nelle due false porte.
C'è da rilevare infine che mentre la scala d'accesso eleva di fatto il portone principale, le due false porte ad arco vengono splendidamente riempite e le Lesene sono costituite da una corta colonna e da un pilastro lungo per equilibrare le altezze.
La colonna è un piccolo capolavoro in quanto realizzata in stile corinzio con dei capitelli compositi;.
L'architrave è ben proporzionata con dei gocciolatoi in corrispondenza dei collarini e degli archi a tutto sesto con una bella chiave in pietra finemente lavorata ; questi archi poggiano su due piccole reni in tal modo con la parete piena si evita lo sforzo per lo scarico.
Le due false porte mentre sul portone principale il grande arco è arricchito da una chiave in pietra lavorata che raffigura il Principe degli Apostoli : S. Pietro e vi sono due pilastri in cui viene scaricato il peso superiore.
Le colonne sono tutte intere e rispecchiano le proporzioni classiche, esse poggiano su due plinti allungati entrambi finemente lavorati con due vasi infiorati, segni dell'offertorio ecclesiale;.
Sopra i due capitelli compositi vi sono false colonne-plinti con le palle in pietra, che ripropongono ancora la sovrapposizione degli ordini, un tema questo del Rinascimento e ripreso dal Barocco).
Le due finestre sono smorzate agli angoli per renderle esteticamente affini allo stile barocco siciliano affermatosi con la ricostruzione di alcune città come Noto, Scicli, Ragusa, Modica ect, dopo il terribile terremoto del 1693.
Nella finestra grande del secondo livello le colonne sono realizzate in stile jonico per la visione estetica totale , mentre l'arco a tutto sesto serve da cornice alla croce latina dell'apertura.
Da notare che sulla parte superiore delle finestre del primo livello la scritta nell'ovale "IHS" con la corona è quasi la firma dell'autore di questo prospetto principale, poiché sulla sommità della Torre Adelasia ha preferito gli archi semplici per consolidare tutta quanta la struttura e far posto all'orologio circolare.
Questo orologio venne collocato nel 1880 dalla Ditta Mazzuferi Aurelio per come si rileva da una deliberazione del Consiglio comunale del 1880 Sindaco dr. Gioacchino Mazzola, lo storico che venne eletto Sindaco negli anni 1880-82 ed in seguito svolse il compito di Assessore ai LL.PP. sino al 1889.
Il Mazzola un’esteta dell’arte fece realizzare anche il monumentale Cimitero comunale e la splendida cappella cimiteriale ottagonale, tema architettonico simile alla Sacrestia ottagona di S. Spirito a Firenze (opera di Giuliano da Sangallo il giovane( 1443-1516 d.c.).
La chiesa di Santa Maria Lo Plano conservava reliquie degli apostoli san Filippo e san Giacomo, la cui presenza è attestata a partire dal 1633.
Al suo interno la chiesa presenta diverse Cappelle dedicate ai santi in quanto i nobili erano molto devoti, lo stile della chiesa è molto eclettico ma classico opera dell'architetto-scultore Filippo Dell'Ospedalis invece l'attuale Abside della nostra Chiesa e la base della torre con una volta a crociera in stile arabo-normanno, riprende in qualche modo il motivo dell'arte romanica. All'esterno la struttura presenta un prospetto inferiore che segue lo stile classico del tempio greco in quanto i sei falsi pilastri sono suddivisi in quattro centrali e due laterali, realizzati in pietra arenaria locale sono sormontati da una architrave a due fasce; invece la parte superiore è stata divisa da cornici a diversi livelli con dei gocciolatoi tutti in pietra arenaria. Infine l'artista collocò delle finestre sopra le due false porte renderle esteticamente affini allo stile barocco siciliano.
Fonte:http://www.prolocoaidone.it

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