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San Michele Arcangelo - Matrice Vecchia
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::Matrice Vecchia a Gratteri » Storia

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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



San Michele Arcangelo - Matrice Vecchia

San Michele Arcangelo - Matrice Vecchia


Anticamente dedicata a San Michele Arcangelo, e attualmente conosciuta come "Vecchia Matrice" fu costruita dai barini Ventimiglia nella prima metà del XIV secolo, a ridosso del castello come loro cappella, comunicante con le stanze del castello. Accanto alla chiesa, dentro la cinta dello scomparso castello dei Ventimiglia sorge il campanile parrocchiale, il quale ospita ben 7 campane di diversa grandezza, rinnovato nel 1925, dall'emerito cittadino gratterese, Carmelo Cirincione. L'iscrizione su una delle campane ("Joseph De Marco Panormi Fundit...") riporta la data del 1390. Su quella grande si legge: «Joseph De Marco Panormi Fundit; Omnes Cristi Fidelis De Marco Panormi Fundit. Pro Matrici ecclesia anno 1830 Communis Gratteri». Sulla campana del Rosario si legge: «Premiata Fonderia Nobilione Napoli 1712. Donata alla Chiesa del Rosario dal sac. Giacomo Bellomo 1712 rifusa nel 1922 per devozione dell'arciprete Antonio Chichi». Alcuni elementi (sovrapposizioni di muri, due vuoti di alleggerimento nella muratura all'esterno dell'abside e un catino all'interno di essa circa tre metri dal pavimento), provano inoltre l'esistenza di una costruzione preesistente l'attuale edificio, ristrutturata e riadattata in seguito all'espansione urbanistica del paese intorno al 1500.
La chiesa sorse probabilmente come cappella privata, comunicante col castello attraverso una porta laterale, oppure come riadattamento dell'antica chiesa di Santa Maria in Castro. Nell'edificio si conservava una reliquia con quattro spine della corona di Cristo. Le funzioni parrocchiali furono trasferite nel XIX secolo alla "Nuova Matrice". Attualmente è sede delle confraternite del Santissimo Sacramento (sotto il titolo di san Giuseppe) e del Rosario. La torre campanaria è stata rinnovata nel 1925 da Carmelo Cirincione.
L'edificio si presenta a due navate, di cui quella destra è più grande dell'altra, divise da cinque pilastri in muratura con capitelli squadrati e una base cubica più larga, sui quali poggiano quattro archi a tutto sesto.E' probabile però che il progetto iniziale prevedesse tre navate. La navata maggiore è più alta dell'altra, in modo da consentire l'apertura di otto finestre al di sopra delle arcate, ed è coperta da una volta a botte con vele in stucco in corrispondenza delle finestre. La navata minore presenta un tetto a capriate. Restano le tracce di un pavimento in mattoni di cotto di forma esagonale, mentre l'attuale pavimento è in ceramica.
All'interno sono custoditi due sarcofagi contenenti le spoglie di Maria Filangeri (moglie di Lorenzo Ventimiglia) e di Gaetano Ventimiglia principe di Belmonte. L'originale prospetto della
chiesa richiama in un certo qual modo lo stile ecclesiastico spagnolo diffuso specialmente nel Messico.
Nella Lapide di Gaetano Ventimiglia Figlio di Maria Filangeri, si legge:
D. GAETANUS DE VIGINTI MILLIBUS ET AFFLICTO, PRINCIPIS PULCRIMONTIS, BARO GRATTERI ET S. STEPHANI, POST CELIBEM OMNINO VITAM, IN QUA TAMEN FILIORUM LOCO PAUPERES EGENOSOUE PERAMAVIT, SUISOUE SUNTIBUS ALUIT LARGISSIME. DiEM, EXTREMUM OBIJT XXIII JULII MDCCXXIV, AETATIS SUAE ANN. LXXII, ATOUE HIC MORTALITATIS SUIS, OUIBUS OPPRIME VIXIT PATERNI, AMORIS IMMORTAL MONUMENTUS.
D. O. M.
MORS NON HIC TERRAM DEIECET, SED EREXIT GAETANUM ViGINTI MILLIBUS PRINCIPEM BELMONTIS, GRATTERII, LASCARIS ET S. STEPHANI, NAM DUM MORTALITATE SPOLIUM DETRAIT HIC EMICUERE EIUS DECORA, FAMA MORUM, PERORAT, INTEGRITAS, PRUDENTIA, DECLAMAT, COMITAS, LIBERALITATIS, HUMANITAS, AEOUANIMITAS CORRUSCAT, ET HIC HEU PAUPERES PATREM MECENATEM PERDIDISTIS, ET EIUS FRATER D. PETRUS VIGINTI MILLIA C. R. (Cor redolens) FACTA EXCOGITANS IMPRIMI MARMORI CURAVIT A D. MDCCXLIV (1744).


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